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giovedì 29 novembre 2012

Di Glicine e Luna di Maria Grazia Vai (Amore)

 
DI GLICINE E LUNA
 
 

Ci ritrovammo sulla soglia del risveglio
sussulto di un giorno
addormentato
sul letto degli aironi
 
Le sue ali muovevano le stanze
 e le mie nasse di poesia
col pudore di un silenzio
che placava la tenerezza dei pesci
quasi fossero del vento
l’ora tarda di un sorriso tra i capelli e le carezze
di un ricordo
 
Lo stesso che odorava di sale e miele
e si lasciava imbrigliare
dove ogni conchiglia divenne spazio e sentiero.
Quasi fosse la corda
che il vento sospinge dal cuore al cielo
e dal cielo, al guscio dell’anima
 
per dare voce ad un respiro
che divenne luogo e nodo
di un riflesso
tra le mie stanze
sporche di sabbia e colori
 
Sogni ed eco di un domani
che innamorandoci, si finse l’ultimo
Per poi farsi catturare
dall’abbraccio del tuo sguardo
 
di glicine E luna.
 
Maria Grazia Vai
(dedica)

mercoledì 28 novembre 2012

Un cigolio di foglie - Poesia di Maria Grazia Vai (Amore)

 
UN CIGOLIO DI FOGLIE
 

 
E’ un letto ormai disfatto,
un cielo fuori posto
ch’emerge dal nido silenzioso
dei miei seni
e dell’inverno che passa
delimita il trascorrere di un sogno.

Ogni istante cambia il verso
e si muove,
come fosse della pioggia
il barcollio di un tempo
che non torna
 
dove ancora succedi
al rumore d’un momento
stretto al fiato corto di un silenzio
che sorridendo -beffardo
ti somiglia
 
quasi fosse d’una rondine
quel cigolio che torna
a spalancare tutte le finestre
 
 
 
Maria Grazia Vai
 

venerdì 23 novembre 2012

La leggerezza d'un volo - Poesia di Maria Grazia Vai (Impressioni)

LA LEGGEREZZA D’UN VOLO
 
 
Mi accompagnano a sera
quei suoni senza volto
Mani
che sfiorano discorsi di parole
e scrutano i silenzi
di altre voci
 
Quelli
tra le labbra di un sorriso
che accarezzano i giorni
della tristezza
e si vestono
del mio stesso tempo
 
Quegli attimi d’eterno
che s’involano
come sospinti
dalla leggerezza di un pettirosso
 
Maria Grazia Vai
23novembreduemila12

giovedì 22 novembre 2012

TRIBUTO A SALVATORE QUASIMODO

 
TRIBUTO A SALVATORE QUASIMODO
 
Domenica 25/11/2012
Galleria D’arte Cascina Roma
Piazzetta Delle Arti, 2
SAN DONATO MILANESE (MILANO)
 
“ Omaggio a Salvatore Quasimodo “
reading poetico a cura di
 
 
Maria Grazia Vai
Tiziana Mignosa
Nunzio Buono
Gianluca Regondi
 
Presentano
 
 
“ Verdeimperfetto “
 
 
 
“ Rossocosì “
 
 
 
“ L’Altra Stanza “
 
 

“ Indaci e Marzapane “
 

 
 
Con la partecipazione straordinaria di
 
Alessandro Quasimodo
che presenta
Il fuoco tra le dita
 
il poeta e la danzatrice
Salvatore Quasimodo e Maria Cumani
 
 
 
 Voce musicale del violinista
Sinni Ricci

martedì 20 novembre 2012

Sul dorso delle coccinelle - Poesia di Maria Grazia Vai (Amore)

 
SUL DORSO DELLE COCCINELLE
 
 
 
L’odore di un’immagine
fuoriesce dalla tela di un pensiero
Mani pazienti s’incontrano
quasi si sfiorano dove lo sguardo
-senza chiedere, ci scorre tra la sete
le dita e il silenzio.
 
E si fa piega del tempo
a ricadere morbida e preziosa
dove l’orlo delle parole si scuce
e per eterni lembi di luce
sospira tra le maglie incredule
della tenerezza
 
Come certe piccole gocce
sul dorso delle coccinelle
O la grandine sugli intagli
ancora vivi di un portone
che di tutte le strade è nostalgia
d’inchiostri e asfalto.
 
Chissà di che colore scriveranno gli occhi,
se la voce tornerà a tacere la mia bocca
o se diventerai la fame
d’ogni parola
 
ora che sei la pioggia
 tra le aiuole e i gerani rossi delle mie labbra
 
 
Maria Grazia Vai
20novembreduemila12
 

domenica 18 novembre 2012


TRAME D’INVERNO, CALICI E STELLE

 
Del frusciare del tempo
puoi sentire solo il guaire della pioggia
Ed è bianca spuma
in cui tutto
come disciolto da fiati di nebbia
ritorna a muoversi
tra i giallo-scuri del melograno
 
Di tutto il vento che lo scompiglia
tracce di polline,
come l’odore d’Aprile fra lini
e lenzuola spettinate
 
Ora che il fuoco del mare
 mi è casa e pensiero,
piuttosto che un’eco d’acqua
che abbracciandomi, s’abbandona
 
Adesso che lo costringo
alla burrasca di una conchiglia nuova.
Alghe di neve
Trame di un inverno nato già alto,
come il sole tra i miei capelli rossi
e le tue stelle
(cadute tra le onde del mio stagno)
 
Maria Grazia Vai
18novembreduemila12
 

venerdì 16 novembre 2012

Frusciare d’onde di Maria Grazia Vai (Amore)

 
FRUSCIARE D’ONDE
 
 
 
Paesaggi di neve dipingono le attese
E sei così reale
che nessun silenzio -ormai
saprà cadermi addosso
Nessun silenzio vedrà le mie parole
quelle stesse che ti guardano
e senza pudore -inciampando m’innamorano

 
Ricordi i giorni brevi dell’estate?
 
 
Ora quell’andare di foglie
seppure illuminato dai contorni del suo andare
fiorisce tra le more e i melograni
Conchiglie di luna
che nessuno ha mai sfiorato
Neppure il cielo nei suoi giochi
di luce e chiaro-scuri
 
 
E ogni volta rinasce
E da quel nostro morire -esonda la vita
Perché l’Amore
mentre  la pioggia cade
è già qualcosa che sta accadendo
sui lucernari dei nostri giorni
 
 
Ora che il mare
è il tempo dei miei alberi
E tu, il frusciare
delle onde tra i fili d’erba
 
 
 
Maria Grazia Vai

martedì 13 novembre 2012

Tambureggiante di Maria Grazia Vai (Amore)

 
TAMBUREGGIANTE
 
 
La voce ha lo stesso silenzio
di una maglia di freddo,
di un’ombra che germoglia
tra le foglie di un faggio tornato a farsi pioggia
Acqua che torna nello sguardo
di un abbraccio
e si fa vezzo di vivere
nonostante i passi brevi dell’inverno
 
Eppure il tempo
è un fiume che mi scopre
E tu la foglia che -accadendo, risale la corrente
Lo stelo di un canneto
che inciampa dove la luce fiorisce l’aria
e le sue onde
Il bisogno di cadere
per non dire quanto vento
esiste dietro gli occhi
O quanto pioverai dai teli bianchi della notte
che albeggiando, senza voce
-sta arrivando
 
Mani di nodi spostano le nubi
ogni volta che attraversi le feritoie del cielo
e lì, come rami tra i sogni vivi dell’estate
ci addormentano il petto
e tutto ciò che mancando,
tra la neve si placa
 
Tambureggiando
tra i cedimenti del cuore, rinasce.
 
 
Maria Grazia Vai
13novembreduemila12

domenica 11 novembre 2012

Il pulsare delle onde - Poesia di Maria Grazia Vai (Amore)

 
IL PULSARE DELLE ONDE
 
 
E ancora mi torni
come arriva la notte a coprire le ombre
in un silenzio che fruga oltre lo sguardo
in cerca di un ramo che sbatte
come il vento dentro una finestra rotta
 
E ancora ti vedo cadere
come allora, come un sasso abbandonato
tra le onde del mio stagno
come cadono certe foglie in autunno
riecheggiando dal fondo senza fondo
di questi occhi troppo grandi
 
Senza mani, senza dire niente
come ruscello nel pulsare della notte
in cerca di una traiettoria
Tra i nodi del vivendo, mi esisti senza nome
come un volo di anatre fra gli argini
dei miei piccoli paesaggi di neve
 
dove innocenza e amore
sono i soli confini dentro cui il vento
proteggendomi, ti disperde.
 
 
Maria Grazia Vai
11novembreduemila12

MOBILE D’ASTRI E DI QUIETE

 
MOBILE D’ASTRI E DI QUIETE
(Salvatore Quasimodo)
 
video di Maria Grazia Vai
dalla voce di Gianluca Regondi
sulle note di Ludovico Einaudi "The Crane Dance"
 
 
 
E se di me gioia ti vince,
è nodo d’ombre.
Non altro ora consola
che il silenzio: e non ci sazia
volto mutevole d’aria e di colli,
giri la luce i suoi cieli cavi
a limite di buio.
Mobile d’astri e di quiete
ci getta notte nel veloce inganno:
pietre che l’acqua spolpa ad ogni foce.
Bambini dormono ancora nel tuo sonno;
io pure udivo un urlo talvolta
rompere e farsi carne;
e battere di mani ed una voce
dolcezze spalancarmi ignote.
 
(Salvatore Quasimodo)


sabato 10 novembre 2012

POESIE DI VETRO

 
POESIE DI VETRO
 
 
 
dalla voce di Franco Picchini
sulle note di Stefano Ottomano “ Quando il cielo toccò il mare “
poesia e video di Maria Grazia Vai
 
 Mi guardo dialogare con la pioggia
in quell’attesa di te
che piange sulla soglia chiusa
di un dolore che non ha più voce
né silenzio
Nel retro c’è una stanza
di parole appese
 
Calendari d’altri giorni,
  si raccontano
nella lentezza di un respiro
Nella malinconia del vento
che ondeggia i fazzoletti nel cortile
 
con noi al suo centro
e tu all’esatto opposto.
 
Ti chiudo qui,
dentro a poesie di vetro
Dietro un fragore di temporale
che inciampa ancora
i legni vivi del passato
 
Certe parole bagnano la voce
ma brillano il silenzio della vita
 
Perché la morte
non ti ha mai avuta,
tanto quanto io
ti ho dentro alla mia vita -ancora.
 
maria grazia vai
maggio duemila12


Fuliggine - Poesia di Maria Grazia Vai (Introspezione)

 
FULIGGINE
 
 
Piove ancora
là dove la vita non è presenza
ma solo altrove e rimandi
E dove il silenzio è un luogo
che si risveglia dentro un rovo d’amore
Quello in cui tutto succede
quando è l’inverno che parla
 
Miopi pensieri
e affranti lamenti di luce
Quelli che inseguono pagliuzze di vetro
in cerca di nuovi rami
o differenti solitudini.
 
E come fuliggine
colorano la pioggia
disegnando sentieri concavi
tra lo sguardo e le nuvole
 
Si addormenta così
tutto quello che non accade
mentre un pallido raggio di neve
scosta di poco
i drappi della malinconia.
 
 Maria Grazia Vai
10novembreduemila12
 
sulle note di “ Quando il cielo toccò il mare “
di Stefano Ottomano

venerdì 9 novembre 2012

 
READING POETICO IN ONORE DI
SALVATORE QUASINODO
 
 
 
Domenica 25 novembre 2012 ore 16,00

  "Omaggio a Salvatore Quasimodo “
reading poetico a cura di
 
 
Maria Grazia Vai
Tiziana Mignosa
Nunzio Buono
Gianluca Regondi
 
Presentano

" Verdeimperfetto “
“ Rossocosì “
“ L’Altra Stanza “
“ Indaci e Marzapane “
 Con la partecipazione straordinaria di
 
Alessandro Quasimodo
che presenta
Il fuoco tra le dita
Il poeta e la danzatrice
Salvatore Quasimodo e Maria Cumani
 
 

domenica 4 novembre 2012

Di quanto amore ancora di Maria Grazia Vai (Amore)

 
DI QUANTO AMORE ANCORA
  
 
Quanto amore ancora c’è
nella pioggia che ogni giorno germoglia il dorso del vento,
e quanto amore nonostante
la consapevolezza di uno sguardo
che non ha ritorno
Solo la voce che non sa più scrivere
e succede quando ascolti
l'odore di altre foglie piuttosto che l‘abbraccio
e la sua ombra
 
Quanto amore nella mano che non dimentica
le tue carezze e la sua forma,
ma inciampa sui soliti graffi
E di nuvole e silenzi c’innamorano di vita
ciò che il mare non uccide,
ogni volta che l’amore affonda
ogni volta che il faggio fiorisce le sue pene
e tu, le mie preghiere.
 
Inutile rincorsa
piuttosto che l’insolita rinascita di un gelso
mentre colgo, come fossero parole
le tue foglie.
 
 
Maria Grazia Vai
4novembreduemila12