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venerdì 27 dicembre 2019

FOTOPOESIA Di terra e Nuvole


tratta dalla silloge
IL CANTO DEI FIORDALISI
 la mia nuova raccolta di poesie d'acqua dolce...
(Vitale Edizioni, novembre 2019)
  


Maria Grazia Vai

FOTOPOESIA Passaggi


tratta dalla silloge
IL CANTO DEI FIORDALISI
 la mia nuova raccolta di poesie d'acqua dolce...
(Vitale Edizioni, novembre 2019)



Maria Grazia Vai

FOTOPOESIA Radure assolate

tratta dalla silloge
IL CANTO DEI FIORDALISI
 la mia nuova raccolta di poesie d'acqua dolce...
(Vitale Edizioni, novembre 2019)


Maria Grazia Vai

FOTOPOESIA Corallo di Montagna


tratta dalla silloge
IL CANTO DEI FIORDALISI
 la mia nuova raccolta di poesie d'acqua dolce...
(Vitale Edizioni, novembre 2019)


Maria Grazia Vai

TI SARÒ PAESAGGIO E APPRODO




Conosco parole
che slacciano il silenzio
e vestono la nudità del vento

Sorvolano le spighe e gli anni
che non raccogli.
Si perdono nel greto di un pensiero
e tra le guglie distratte del mattino
spalancano finestre
levigando pietre

Amo quei silenzi
che migrano nel buio
lasciando un rumore vuoto
come d’un volo di anatre
rimasto al suolo.
Dove ascolto la terra smossa
farsi approdo. E risacca

Dove amo disegnati -a rossa china
sul profilo innevato
dei miei fianchi.


~ · ~


Maria Grazia Vai

27dicembreduemila19

sabato 21 dicembre 2019

SUL FIANCO SBAGLIATO DEL CUORE







Tutto di te, seppur taciuto
diventa quel fragore che non dorme
Si fa silenzio tra i rintocchi dell’autunno
e torna a farsi più profondo
di un solco tra la neve


S’insinua sempre più forte
dall’altra parte della pioggia
e ti raccoglie più delle parole
più del silenzio
che sciogliesti -nevicando
tra le mie mani.


In questo vederti piovere
dove il sole, incurante del vento
ritorna a fioccare
Dove piango la fragilità dei vetri
e la pienezza della tua mancanza,
al di là di questo tempo
chiuso stretto intorno agli occhi
che non trovano e mi cercano
rifugio.


Dove l’accento di uno sguardo
si fa rumore vuoto, e Tu
dai fianchi innevati dei miei paesaggi
sempre più distante.




Maria Grazia Vai

domenica 1 dicembre 2019

NEL PULSARE DELLE ONDE(videopoesia)




NEL PULSARE DELLE ONDE

una poesia di

Maria Grazia Vai


in un video di ImmagineArte



voce narrante Rodolfo Vettor

sulle note di Ezio Bosso

domenica 27 ottobre 2019

Cerimonia di premiazione 4°edizione Concorso Internazionale d’Arte "La Couleur d'un Poème"


MILANO SI VESTE DA SERA E INDOSSA I COLORI DELLA POESIA




La tanto attesa cerimonia di premiazione della quarta edizione del Concorso Internazionale d’Arte "La Couleur d'un Poème" si è svolta a Milano il 19 ottobre 2019 presso la Galleria d’Arte SPAZIO BIG SANTA MARTA in Via Santa Marta 10. Nel cuore di Milano, nella parte più antica e ricca di atmosfera, dove ancora si può respirare la Milano medioevale e romana e si possono osservare palazzi storici, chiese, musei e botteghe in un percorso a ritroso nel tempo, al riparo dalla frenesia caotica della città.






Evento promosso da ImmagineArte in collaborazione con Ciaccio Arte Broker Insurance Group, Edizioni Accademia Barbanera e Associazione Artistico Culturale HELIANTO, a favore dell'Associazione Nazionale D.i.Re "Donne in Rete contro la violenza", la prima associazione italiana a carattere nazionale di centri anti-violenza non istituzionali e gestiti da associazioni di donne.



Parte dei proventi derivati dalla vendita delle antologie è stato loro devoluto, in ragione del 50%. Di seguito riportiamo un estratto del messaggio di ringraziamento ricevuto dalla Presidente dell'Associazione, D.ssa Lella Palladino, e la ricevuta della donazione di euro 675,00 a sostegno dei centri anti-violenza.


Carissima Maria Grazia,
le scrivo per ringraziarla per la sua donazione e per la vicinanza che ci ha fatto sentire. Gesti come il suo ci restituiscono il senso del nostro impegno a favore delle donne e ci fanno sperare che non siamo sole ma che c’è fuori dalla nostra rete una sensibilità ed una generosità fatta di piccoli e grandi gesti.
Le invio un abbraccio e le auguro una buona giornata sperando di poterla incontrare prima possibile.

Lella Palladino


Premiati i 10 finalisti delle 5 sezioni in concorso, capitanate dai vincitori assoluti, rispettivamente: Dario Marelli (Seregno-MB) per la sezione Poesia; Vanni Giovanardi (Luzzara-RE) per la sezione Vernacolo; Cinzia Pitingaro (Castelbuono-PA)per la sezione Haiku; Loredana Locci (Carbonia-Iglesias) per la sezione Fotografia e Anna Rita Peretti (Roma) per la sezione Pittura.




      
Apre la cerimonia lo spettacolo teatrale realizzato dai ragazzi dell’Associazione Artistico Culturale HELIANTO. Lettura delle poesie vincitrici, interpretate a tre voci da Chiara Angaroni, Antonio Siciliani e Simone Giarratana. Accompagnamento all’arpa di Patrizia Virgone.






















Fotografo ufficiale dell’evento Francesco Pinzi, nonché finalista della sezione Fotografia (4° classificato, medaglia con menzione d’onore)


















      
























Tra gli ospiti d’onore il Maestro d’arte Alessandro Docci. Sua l’immagine, per gentile concessione, raffigurata sulla locandina del Bando, sulle targhe e sulle medaglie realizzate e consegnate ai vincitori e finalisti di sezione. In dono le dieci serigrafie autografate e consegnate ad alcuni degli ospiti presenti alla cerimonia.






PREMI SPECIALI






Premio Memorial Renata Beccalli Regondi
assegnato all’autore
CORRADO AVALLONE
con la poesia

MALINCONICA DERIVA


Sempre intenso sarà
il ricordo di te, seduta
sulla solita vecchia poltrona verde mare
i capelli arruffati, lo sguardo smarrito
in sentieri privati ed inespugnabili.

Sembra assopito il tuo spirito vitale
né appare chiaro dove corre il tuo pensiero
sempre fiero
rigoroso
talvolta altero e irridente.

Disillusa,
dibattuta tra i ricordi di antiche primavere
e lo squallore del quotidiano,
racconti i tuoi giorni sempre uguali, monotoni
tra inerzia e insofferenza.

Nulla hai potuto
contro questa fatale e malcelata deriva
che, inesorabile e crudele
ogni giorno ti consuma
tracciando il tuo nobile ed amaro destino.

(corrado avallone)






PREMIO PRESIDENZA DEL PREMIO
assegnato all’autrice
SARA FERRAGLIA
con la poesia


POR UNA CABEZA

Mi troveranno l’8 marzo, all’alba
La pioggia generosa della notte
avrà lavato via le foglie e il fango
Così almeno diranno: è una ragazza
Suonavano del jazz a pochi passi
- Kind of blue - (forse) e lui mi offrì da bere
S’inebriò della mia voglia scialba,
s’innamorò delle mie calze rotte
La musica cambiò, l'aria di un tango
Sangue e calore - Por una cabeza -
L'ultima nota, l’ultimo bicchiere.

(sara ferraglia)






PREMIO ALLA MEMORIA
dell'artista
CESARE CANUTI






Ringraziamento speciale
all'ASSOCIAZIONE NAZIONALE D.I.RE
"Donne in rete contro la violenza"




SEZIONE POESIA


PRIMO 
classificato
DARIO MARELLI

Il cielo tra le vigne

Il cielo tra le vigne sa di terra
e ricordi rubati ai contadini,
di nebbie che non posso dissipare
nel fiato breve dei giorni a venire.
So bene la malinconia ai binari
i fischi di sirena per la schiena
già trafitta da brividi di addio.
E’ cupa la periferia che incontro,
scortese quel suo sguardo di cemento,
troppo duro per coccolare un fiore.
Mi sovrasta la paura del domani
nelle veglie ammutite di speranza
che la notte riveste di silenzio.
Ho conosciuto il tempo della fine
per farmi inizio, atomo di madre,
nella placenta antica della terra
ho ascoltato quel battito di cielo
e ritrovato il cuore e la sua pace.
Ho viaggiato fino in fondo la via
immusonita e triste del ritorno
e ci ho trovato ancora un labbro spento
una parola astratta e scorticata
da un desiderio smorto di infinito.
Ma sa di pioggia il cielo tra le vigne
quando tra le tue mani resta nulla
e muoiono sfiniti pure i sogni.

Mi accuccio fra i filari a testa in su
fingendo il sole sorgere dal colle,
gli occhi fissi a cercare verità.

E lì invento nel vuoto che ho di dentro
la parola che cuce ogni frammento.
E all’orizzonte smuove un nuovo cielo.

(dario marelli)





SECONDO 
classificato
ANGELO TAIOLI


Nel buio breve

Così, rimani sola un’altra volta,
a riempire di cera e di pazienza
la dimora del tarlo che sfarfalla
a legare i bracci delle rose,
a sfidare la ruggine dei giorni
dalla trincea azzurra delle ortensie.

Sai, è tutta in salita la strada
che mi riporta alla pianura, all’afa
che affolla le fontane, alla brace
di questo interminabile tramonto…

Non ho scordato l’oleandro, le briciole
di pane ai pesci rossi…
(solo, a volte
il posto, il senso delle cose, quale
il fiore da cimare alla verbena
o quale la parola da salvare…
- e provo a fermare il respiro
e ancora tornarti vicino
tra i fiori timidi dei castagni,
nel buio breve dell’estate, a spiare
il misterioso amarsi delle stelle -)

(angelo taioli)



TERZO
 classificato
VALERIO DI PAOLO


La famiglia che non c’è

Oggi la mamma è andata alla stazione da sola.
Mi diceva che era stanca di aspettarvi.
Aveva qualcosa che le correva dentro,
qualcosa che non trovava la via d’uscita.
Quando è andata via aveva gli occhi
di chi ha visto soltanto le partenze.
Stringeva nella mano un biglietto senza destinazione.
E’ venuta a cercarvi in un luogo che non c’è.
Portava un po’ di azzurro sotto le ciglia
ma era un cielo senza voli.

Quando arriverà accoglietela come si conviene,
fatele trovare un paio di scarpe da notte,
l’ultima volta che l’ho vista aveva i piedi freddi.
Fatele trovare anche una vestaglia calda:
poi tornate a casa tutti e tre.
Fate presto prima che si freddi tutto.
E’ entrato il freddo nella cucina,
è entrato e non trova più la via d’uscita.

Io vi aspetterò baciando una nostra foto in bianco e nero,
la foto di un giorno d’estate, in riva al mare.
Quando tornerete, apparecchierò io per quattro,
apparecchierò nella cucina che non c’è.
Metterò il paiolo sulla stufa accesa
e preparerò una polenta profumata,
una di quelle fumanti che appannano le finestre;
poi piangerò lacrime di vetro.
Ma prima cercherò tante coperte
non so quanto ce ne vorranno per riscaldarvi,
non so quanto caldo ci vuole per chi ha così tanto freddo.

Allora nella cucina tornerà un suono di fisarmonica
e ciascuno avrà il proprio sorriso
quello un po’ sporco di sugo,
di quando la vita ci guardava in faccia.

Oggi però la stufa è spenta,
anche l’estate sulla foto è spenta:
è rimasto solo il freddo in una tasca vuota.
Non ho più i sassolini né le briciole di Pollicino,
non so più dove si trovi la via di casa.
Frugherò in mezzo alla cenere, nella stufa spenta,
è lì che cercherò la via di casa:
la casa che non c’è.

(valerio di paolo)



MENZIONE D’ONORE
quarto classificato
BENITO GALILEA

Ai segni che circondano le acque

Essere volevo non l’esempio di rosari
che gli uomini fingono d’amare, non il cherubino
illustre che illumina se stesso di parole,
bensì la corda che lega la terra dei bambini
ai colori dell’aria, una meridiana lasciata
sulla spiaggia, la foglia che volteggia
al cielo in autunno, il pensiero sublime
degli oppressi, l’uomo in ginocchio che piange
delirando in un convento abbandonato

Ed in questi dormiveglia rusticani
a lungo ti ho pensata ed eri dentro
un quadro coi fiori gialli di Van Gogh,
in una bettola con quattro bevitori occasionali,
sotto una trave con una lanterna accesa.

Così ho messo in un cantuccio il vestito
delle feste coprendolo con le margherite
che le donne dei fiumi m’hanno donato,
ereditando al largo le nenie dei barconi
affossati nei silenzi prima di naufragare.

L’acqua della vita a volte riporta ad isole
passate, tra quelle veglie stellate dove anche
in città è possibile scoprire le tante meraviglie
di una volta: i ciclamini appena nati giù nel bosco,
la valle dei pescheti, una donna che senza alzare
gli occhi continua a carezzare ancora il lago.

E quando ci mancherà il coraggio del non dire
potremo regalarci alla disubbidienza dei sogni,
volando tra le cince ai margini dell’acque dove
il nostro cappotto di papaveri e ginestre percorrerà
la valle dei templi, posandosi accanto a piccole
gatte che sgravano in silenzio rimirando le stelle.

(benito galilea)
 

MENZIONE D’ONORE
quinto classificato
FRANCA DONA’

La luce di una stella

C’è ancora un po’ di rosso
-una rosa al primo appuntamento-
ma del profumo non è rimasto nulla
nemmeno la tenerezza d’un ricordo.
Ho labbra e occhi bagnati dal rimpianto
per una voglia di morte vissuta ogni sera e ancora
il giorno dopo, sempre. Ho dimenticato e confuso
oroscopi e stagioni, bacche rosse e nuvole di pesco
la voce soffocata dalle mani sulla gola, lividi pensieri.
La pelle è un muro bianco su cui hai inciso le tue tacche
il ventre preso a calci troppe volte non sarà mai culla.
Mi resta questo nido a mani schiuse
su ferite aperte e cieli da proteggere,
radici scavate fino agli inferi, l’oltraggio
di chi per capriccio decida la mia sorte
se e cosa ho meritato, in questo mondo.
Non avrai il mio silenzio
avrò sembianze in volo di un uccello
la voce dell’albero tagliato che risorge
sarò contro il silenzio la voce implacabile
che urla contro il male sulla donna
sarò il canto di una foglia, la luce di una stella
che non potrai mai spegnere nemmeno con la morte.

(franca donà)


 

MENZIONE D’ONORE
sesto classificato
TERESA ROSITO

IL PIANTO DELLA MALVAROSA

La mia terra passa
per strade pigre
- assolate -
costeggiate dal pianto della malvarosa;
per campagne solitarie aperte sui sassi,
per nidi magri dove l'allodola si tuffa stanca.
Passa tra spighe piegate dai venti
e ginestre assiepate,
tra chiome, rami scarni
e fiumare spente.
La mia terra è nelle case contadine
con gli scarponi slacciati
appesi ai chiodi,
nelle credenze vuote,
sul pane indurito della settimana.
La mia terra la trovi nelle stanze buie
dove madri s'inginocchiano a quotidiani rosari
accanto ai grembiulini, ai colletti bianchi
degli amati figli partiti e mai tornati.
Questa terra la respiri
nelle zolle callose asciugate dal sole,
negli orizzonti colmi di cielo,
nel silenzio d'un fiore che difende lo stelo,
in quel bruco di terra
che s'affanna all'ombra di fascine sciolte
e radici immacolate.

(teresa rosito)


MENZIONE DI MERITO
settimo classificato
MANUELA MAGI

NOI

Sarai quel ramo di rosmarino verde
a profumarmi la carne negli inverni gelidi
e quel rosario appeso al chiodo arrugginito
e quella luce tra le feritoie buie.
Intanto, la coltre bianca sopra i muri,
sta nascondendo i miei confini e la distanza
che noi riusciamo ad arginare, sempre,
pur se l'assenza ogni volta ci somiglia.
Sarai come quel legno verde accatastato
e quel disegno appeso alla parete,
mentre stamane ero a ricercare il verso
tra trucioli dimenticati e fogli stropicciati.
Ma, ascoltami col cuore e non pensare ad altro,
ricordo di essermi smarrita tra le lenzuola bianche
e poi caduta dentro al sonno tempestoso di un dolore
ma era un giorno spento, un usignolo muto.
Forse anche io sarò brughiera
se penso che la nebbia copra il mio profilo
e dell'autunno io ne faccia stagione avversa

(manuela magi)

 

MENZIONE DI MERITO
ottavo classificato
ANTONIO CONTOLI


Mio fratello

Mio fratello consuma la giornata
sulle panchine di Piazza Vittorio,
con la valigia accanto, inzaccherata,
che puzza peggio di un orinatoio.
Il giorno dalla notte non distingue,
usa la strada come dormitorio.

Mio fratello ti parla in cento lingue,
a metà strada tra realtà e finzione;
lo sguardo fisso lo contraddistingue,
quando entra nei bar della Stazione.
Ha gli occhi di un bambino e il cuore puro;
naufraga in mezzo a un mare di persone.

Ho una sorella che lavora duro
in un Centro Massaggi Thailandese;
non si tira mai indietro, ti assicuro,
a chi le dà la mancia ed è cortese.
Brucia con l'oppio tutti i suoi dolori,
tirando avanti, mese dopo mese.

Ho due fratelli che erano i migliori
tra i musicisti della mia città...
Adesso fanno a turno dentro e fuori
tra la galera e la comunità.
Per acquistare polvere di stelle
hanno impegnato anche la dignità.

Ho perso il conto delle mie sorelle
che han visto spegnersi nel mare il frutto
del proprio grembo; sulla loro pelle
per sempre ne conserveranno il lutto.
Sul comodino gocciola la cera,
davanti ai figli che ha inghiottito il flutto.

I miei fratelli quando si fa sera,
insieme a tutti gli altri poveretti,
che sia d'inverno, estate o primavera,
fanno la spesa... dentro ai cassonetti.
C’è chi ne vuole far tabula rasa,
li schiaccerebbe come degli insetti.

Sono vent'anni che ho lasciato casa,
che vado in giro e che conosco gente;
con la coscienza sempre più persuasa
che il pregiudizio uccide lentamente.
E sto cercando ancora gli ingredienti
per riconoscere un fratello mio
non dai vestiti, né dai lineamenti,
né da chi prega quando prega Dio...

(antonio contoli)

  
MENZIONE DI MERITO
nono classificato
MARCO MARRA


ORE TRE E TRENTASEI
  Amatrice, 24 Agosto 2016

Il cono di luce svanisce, ancora una volta,
nello spettro del campanile incolume.
Gli occhi rapidi e infossati
si chiudono fra pareti ovattate e lattiginose,
poi il frammento di un sogno reciso
mi sottrae alla coscienza;
non sento più il corpo,
mentre mi aggrappo a una vuota impotenza.
In un groviglio di labbra secche e impastate
il cuore sbraita nel petto;
pulsa, come il ricordo di una speranza perduta.
Avverto soltanto la terra fremere
come in preda a tumulti spietati e infiniti:
sono gli attimi delle mani inconsulte,
delle vite spezzate,
soffocate dall’urlo di una sofferenza muta.
Sui campi inviolati spira il profumo
del grano appena falciato,
vibra il richiamo di una felicità lontana;
niente s’acquieta al risveglio
ed io
con una supplica cerco l’azzurro del cielo.

(marco marra)

 

MENZIONE DI MERITO
decimo classificato
CORRADO AVALLONE

FORSE TORNERO'

Forse tornerò, chiamato dai ricordi
e dal desiderio di ascoltare quelle voci
che antiche e sapienti, giorno dopo giorno
costruivano la casa della nostra maturità
e dei nostri destini.

Forse tornerò
per cantare l’allegria delle ginestre
l’intenso azzurro dei cieli marini
e l’inconfondibile aspro sapore di salsedine
liberato dalle raffiche di tramontana.

Forse tornerò
per rintracciare quei preziosi frammenti
di allegria e di certezze
allora presidio e garanzia di gioventù
la più bella e straordinaria stagione della vita.

Forse tornerò
soffocando la paura di perdere il sogno
ed il timore di specchiarmi attonito e incerto
in volti diversi, affaticati e dalle innocenze perdute.
Forse.

(corrado avallone)

 

FOTOGRAFIA



PRIMO
classificato
LOREDANA LOCCI
con l’opera
SOLITUDINE





SECONDO
classificato
ANDREA SABATINI
con l’opera
L’UNIVERSO IN UN ATTIMO


 
TERZO
classificato
MASSIMO SPAGNA
con l’opera
VOLEVO SOLO DIRTI




 
MENZIONE D’ONORE
4° classificato
FRANCESCO PINZI
con l’opera
IL VOLO




 
MENZIONE D’ONORE
5° classificato
MARIO ALIPRANDI
con l’opera
LAVORI


MENZIONE DI MERITO
6° classificato
OSVALDO CROTTI
con l’opera
LA QUIETE SUL LAGO



 
MENZIONE DI MERITO
7° classificato
MANOLA GINI
con l’opera
LA FEDE SOMMESSA


 
MENZIONE DI MERITO
8° classificato
FIORENZA FORNASARI
con l’opera
IL RESPIRO DEL TEMPO



 
MENZIONE DI MERITO
9° classificato
RITA SIMONETTA SARCHI
con l’opera
POZZA



MENZIONE DI MERITO
10° classificato
ANTONIO CONTOLI
con l’opera
PRIMA CHE VENGA GIORNO



LE OPERE DEI FINALISTI
in un video di ImmagineArte








HAIKU

PRIMO
classificato
CINZIA PITINGARO
con l’opera 

il nostro incontro-
l’odore delle rose
sparso nel vento





SECONDO
classificato
MARIA TERESA PIRAS
con l’opera


luci dell’alba -
il cinguettio dei merli
riempie il cielo





TERZO
classificato
MARIA TERESA SISTI
con l’opera


separazione -
nell'alba si assottiglia
l'ombra del buio





MENZIONE D’ONORE
4° classificato
ALESSANDRA CARNOVALE
con l’opera


fichi maturi -
sulla battigia rotti
due racchettoni

 

MENZIONE DI MERITO
5° classificato
DAVIDE CARELLA
con l’opera


Mare d’inverno.
I pianti dei migranti
nelle conchiglie.

 


MENZIONE DI MERITO
6° classificato
MARIA CARLA PELLEGRINI
con l’opera

                  
sonnecchia il gufo
tra fronde di castagno -
l’alba s’appresta

 
MENZIONE DI MERITO
7° classificato
MARCELLO SIGNORINI
con l’opera
                                     

Nuvole dense_
la pioggia mi sorprende
in mezzo al grano.

 
MENZIONE DI MERITO
8° classificato
ANGIOLA INGLESE
con l’opera
                     
                       
chicchi di riso
sul sagrato di pietra
ultime rose

 
MENZIONE DI MERITO
9° classificato
MARGHERITA PETRICCIONE
con l’opera

quante lucciole…
ed un campo di fave
diventa cielo


 
MENZIONE DI MERITO
10° classificato
ENRICO PARRAVICINI
con l’opera

Rondini attese
a disegnar le ombre
sul suolo freddo.



PITTURA


PRIMO
classificato

ANNA RITA PERETTI
con l’opera
 FIAMME


(colori acrilici tecnica a spatola su tela)




SECONDO
classificato

MARIELLA ZOPPI
con l’opera
 STELLA MARINA


(inchiostri)




TERZO
classificato

MARINELLA PASQUALI
con l’opera
Ponte De La Piova - Venezia
(olio su tela)


 
MENZIONE D’ONORE
4° classificato

CARLA COLOMBO
con l’opera
 E se tutto finisse qui...
(olio a spatola su tela)



 
MENZIONE D’ONORE
5° classificato: ex aequo

MARCO PERNA
con l’opera
Pietà
(olio su tela)



 
MENZIONE D’ONORE
5° classificato: ex aequo

CARLA SAUTTO MALFATTO
con l’opera
Nudo Blu 
(olio su legno)



MENZIONE D’ONORE
6° classificato

LIA FANTONI
con l’opera
 Io sono, Io so
(acrilici, collage su tavola)


 
MENZIONE D’ONORE
7° classificato

 SERGIO RIVIERA
con l’opera
 Lucente è l'Alba
(acrilico)


 

MENZIONE D’ONORE
8° classificato

 CESARE CANUTI
con l’opera
 FROSTIG




MENZIONE D’ONORE
9° classificato

 ANTONINA GIOTTI
con l’opera
 SIMBIOSI



 

MENZIONE D’ONORE
10° classificato

CATIA DESTEFANI
con l’opera
Il pensiero e la collina
(olio) 




TUTTE LE OPERE IN CONCORSO
 in un video di ImmagineArte






VERNACOLO


PRIMO
classificato
VANNI GIOVANARDI
con l’opera

AL PRÖM MUVIMÉNT

 In sal bancal dl’alba, frèschi
a s’arposa li rösi dal pröm ciel,
quand, vèrta in sband, l’aria ad mag
la sa sgranda.
Cme un prufil d’ali negri in vul
ta ta sposti li tö ciglia dal cusèn
muland al cunfèn di’insogn
l’imprunta dal tö suspirar. 
Al pröm muvimént di labar
l’am ciama
e pröma che la lüsz
l’as vaga a pugià in sal suler
chi pètai rösà
in n’angul dal védar
iè bela dvantà pruföm da baszar
regal d’un fià d’òra
scapà dai dì dli man  


(vanni giovanardi) 




 
SECONDO
 classificato
ENRICO SALA
con l’opera

La stagioeun dulza

Soeu la soeuja di scighér,
la se slunga l’umbrìa
in del giardeen
e l’urténsia
lè adree a ciapaa
ul culuur de la rügin
intant che la grosa rùgura
la banduna i foj
e la và a durmee
tra i sò quàter bròcch.
L’è la stagioeun dulza
che, in di solch scuur
di sò màn, la cunsula l’età.
E voeuri güstala tüta,
sgagnànd loeunn smemuraa
e tèved seer,
perché el soo
che la dà nò replich.


(enrico sala)

 
TERZO
classificato
Antonio Albanese
con l’opera

PIRDÌRI

 Supra a nnu viliero fantasma
o a nna scialuppa i cartuni
puru si l’orizzonti non si viri, i cca ssutta n’ fundu
supra a sto latu o a l’atru latu ru mundu
puru si faci accussi schiantu u mari
chiddu ch’ vali è caminari,
cull’anchi mbriachi,
i nostri carti truccati.

Occhi i ladri chi pirdìru
nta na manu sula
n’ mezzu a mala sorti e n’ bicchieri i vinu
a refurtiva e u destinu.
Ch’i nostri masceddi i vitru, puru si faci mali …
Supra a sto focu chi non sapi scaddari
sapimo ancora soffiari.
Milli vvuci dintra a’notti fanno un sulu silenziu,
ma ch’ sapi graffiari;
canti graffi silenziusi, nta sta notti…
ch’ vulissi urlari.


(antonio albanese)

 
MENZIONE D’ONORE
4° classificato ex aequo
Nadia Pascucci
con l’opera

 TORRAT RUNDINES

E torran in veranu sos colores
cun sas rundines a s’insoro nidu
torrat su cor’ a mutire sididu
vintu no l’ana frinas e rigores
sa campagna est piena de fiores
cambiadu at arcana su vestidu
Torrat sa vida a leare su volu
Cancellanne totue pena e dolu

Veranu de ispera vestis tue
S’iverru de su coro in petus meu
Focu m’allughes a su tristu afeu
in su chelu isparghennelu totue 
Torra deretu prestu veni tue
Canzella dae mente custu anneu
Custa iverrile pesante amargura
Ispanna chin s’amore e sa natura

A tie pedo custu solamente
No mi lessas inoghe galu solu
Prenami de afetu e de consolu
Abbagliami de lughe risplendente
In rajos d’oro tenemi caente
In sas aeras leamiche a bolu
Dami bramas de vida e d’ispera
 Allughemi che dulche primavera

(nadia pascucci)

 
MENZIONE D’ONORE
4° classificato ex aequo
Enrico Giacomelli
con l’opera

Le rose dei matti

 Fiorissi in magio
le rose dei matti
a San Giovàni
le rose fiorissi
de ognidùn
che camina
co' l'ànda sua
pe'l parco dei
mati, camina
pe'l parco de tuti,
el peto slargado
in respiro.

Boche seràde jera
e zìghi, indove che
brazi e lingue
'deso sligade, rose
pertuto ga impiantà,
soto de un ziel color 
de Marco Caval,
azùro forte,
che tuto scoverzi.

Anca el taser mio,
serado in bòcolo
de rosa, xe fiorì
verto se gà in ciento
petali spetinai,
tra le tue man
de tera bona
che le radise de
le mie man strenzi.

Biondo sol, ti
tòcime in màce
de ciara luse e 
mi buterò
ombre de
tuti i colori.

(enrico giacomelli)

 
MENZIONE D’ONORE
5° classificato
Mary Massara
con l’opera

Cör d'ūlbra

S-ciavensa drucà, sit da cūntula
sfrisà di sgrinfji d’un temp a-sgarón
a la to umbra as nūsma la miula, 
scūndù int i mūr e in tūti i cantón.

Cup a-sfargūjà da na mara sūcina
runda ‘d lūnari, carusèl da stagión
cantà insèma cun na vus in surdina
da giromèta stunà ‘mè ‘n curnagión.

…E nūn a buca vèrta

Cercutón ‘d sogn a catà stu fiur
sgresg, a la bassura d’un dì tevidin
int un silensi inrarì e nibià da scūr
sǜ i pass da cul ǜltìm San Martin.

…E nūn ingabulà di ricord…

Di nòstar öcc a sguta l’or lūsent
di bèli giurnà sensa ‘n duman,
cör d’ūlbra spantegà dal vent:
al git dal gel sarà sǜ int i man.

(mary massara)

MENZIONE D’ONORE
6° classificato
Carlo Ferraris
con l’opera

 Spitândâ la so sirâ

Un vigin su lâ rivâ d’un canal,
satà su un scagnin
sutâ un’umbrelâ che lâ trabalâ
ogni voltâ che âg bufâ al vênt
âl sentâ nâncâ al têmp che al pasâ da fiânc.
Lè là, g’smiâ cuntênt:
al pâscâ al trà al lamòn,
al guardâ al galegiânt cun jocc fiss:
“ As sa mai che al bucâ
e mi âm n’incorgiâ nâncâ “
cuschì âs ligivâ in tl ‘espression
d’la so faciâ rugusâ.
Ma dentâ ad lù al masênâ
tutt’ altâr pênsiêr.
Quând l’acqâu l’è fermâ
e al pödâ spigiass,
âl vâdâ sui so rugh
la vitâ che l’hâ pasà:
tuti i sacrifisi, i so sudisfasiôn,
tutt cul che âd bell ga vu
e adess a gl ‘ha pù,
i fiò che sân pers
pâr i sentiêr  dl'â vitâ,
unâ donâ tropâ bravâ
che pâr un schers dâl destin
l’è stai ciamà in ciel
tânt têmp primâ ad’ lù….
e lù l’è lì che spêtâ
su lâ rivâ dâl canâl,
fândâ fintâ dâ interesass ai pâs.
Forsi nâncâ lù
lâ gà al curagg dâ dis la verità,
che lông â cul canal
cun una canâ in mânn
â spêtâ la so sirâ.

(carlo ferraris)

 
MENZIONE DI MERITO
7° classificato
Nerina Ardizzoni
 con l’opera

Cmàc

Un sòn farmèda a Cmàc,
a i ò incuntré la magìa
dèntr un spèc d'aqua ad vàll e funtanìa.
I uc avèrt di canèl i m'an ciamé
e mé incòsa a gh' ò cunté,
i m'an rispòst ad lasèrum cunèr,
ad guardèr al strèl, ad lasèr a rìva i mél.
A gh'ira na barchéta bandunèda,
agh sòn andèda dèntar,
a l'ò pruvèda,
la s'è livèda in vòl sòvr i canèl,
tramèz càn e nadréna
i ò vèst al mèr.
Na putléta, in dla nòt, vulèva pral schèl,
fórsi un ànzal, ch'al sa vliva lughèr.
o na spósa, gnùda da luntàn,
a zarchèr un sàndal, fén dal tènp di Rumàn.
T'arès psu cójar al strèl col man,
se an gh' fòs brìśa stè la lòna
a fèr al guardiàn;
se pò ta ślóngh na man a sparés incósa,
e a gh armàgn sòl dla sàbia smòsa.
Con la còva dl'oc a i ò vést un frè
scapèr in scantunèda,
tròp grànda la blèza par èsar biaśimèda.

Se t'at fèrm a Cmàc brìśa avèr pòr
at pù turnèr putén ènch sòl in d n'òra.


(nerina ardizzoni) 


 
MENZIONE DI MERITO
8° classificato
Andreina Solari
con l’opera

 CARTOLIÑA DE VËI

 L’emmo còllou de strangoggion
l’agrodöçe boccon de l’etæ singaa
co-o pëto affrecciou da mille batticheu.
Cioccheuie de fùrgai
inte l’etæ laddroña
asgreiâ à ciappâ a càmoa
da coæ sensa trattegno de rebighi de xeoui
abbrettio, dapeu ascordæ
drent’a-i nïi gräi de seunni.

Me vegne in cheu
d’un giorno che no ô so dî...
Imbarlugæ da remoin d’inäi
se semmo incallæ into caroggio ciöso.
Inte moen, fraxelle
à ascciaî ascosi scorsaieu
d’erba asbrionâ, da scerbâ.

Ancheu, à siassâ garbuggi de poule
no n’arresta ätro
ch’a perlengueuia stranscia
do nostro arregordâ.
Saviëmo a-o manco arregheugge
o fruto mâ ascoso
appeiso a-o brasso pëio
de l’erbo da-o tempo despuggiou?


(andreina solari)

MENZIONE DI MERITO
9° classificato
Giuseppe Gerbino
con l’opera

 VOLA CU MIA

 Comu Aladinu, certi voti, volu
dintra la budda di na magaria,
ma 'un haiu lu so tappitu, sutta a mia
c'è un fogghiu biancu, a versu d'un linzolu.
È ddocu chi la menti smaciddìa,
'n capu ssu fogghiu chi addiventa azzolu
a picca a picca. 'Un toccu mai lu solu,
mentri la menti mmagina e strammìa.

Suvrasta li muntagni e li chianuri,
firria lu munnu nteru nta un mumentu,
ci sunnu voti chi nun havi abbentu
e certi voti va a rallintaturi.
Si volu nun c'è nuddu patimentu,
scacciu li peni e tutti li sturturi,
provu ogni sintimentu e lu duluri
mi passa e 'un pigghia chiù lu supravventu.

Si nun ci cridi, acchiana cca cu mia,
lu postu c'è, scarapucchiamu nzemi
lu celu e si la vita affuca e spremi,
sprimemu ad idda cu la fantasia.
Chista è na varca chi nun havi remi,
nun servi forza e mancu gran valìa:
sulu la vuluntà, la bramusìa
di 'un arristari 'n portu. Tu talia

lu suli, è cca, lu tocchi cu li manu,
acchiappa pi la giacca la to vita,
cumannala chi è assai chiù sapurita!
Lu sacciu chi ti pari troppu stranu,
afferrala sta manu chi ti nvita;
curaggiu, chi ti portu assai luntanu,
dunni si svela lu misteru arcanu,
dunni rispiri l'aria chiù pulita…

(giuseppe gerbino)

MENZIONE DI MERITO
10° classificato ex aequo
Edoardo Penoncini
con l’opera

 Pasàr e andàr

J’aŋguìll coŋ la paŋza gravda
ill tórna iŋ mar,
ill vdéŋ pasàr a braŋch,
falìstar d’aqua ślavrìdi
a magnàr bigatèli e bisulìŋ
quand l’intamburìr dal ziél
al sèra j’òć al dì e all paròll int ill cà;

adman a turnarà a pasàr
d’j’altr’aŋguìll,
aŋca nu andréŋ óltra
sta tèra scà
còta dal sól
tra nùal ad pólvar
ch’ill fóga biastémi e paròll.

(edoardo penoncini) 

MENZIONE DI MERITO
10° classificato ex aequo
Santi Cardella
con l’opera


 Doppu 'a guerra

Haiu un cappidduzzu
beddu, sapuritu,
quannu mi l’haiu a mettiri,
quannu mi fazzu zitu.
Scinnu pi lu Cassaru
acchianu pi Panneri,
tutti chi mi salutanu
bongiornu,Cavaleri!

Lu sentu ancora ’u cantu di me matri
mentri lavava i piatti ’nt’a cucina
e l’alligria arrivava ’nsinu a nuatri
ca criscevamu a pani e lattuchina.

Ed iu m’immaginava di passiari
cu ’stu cappeddu ’nsirragghiatu ’n testa,
ca ’un ci vinissi ’u sfiziu di vulari
comu aceddu, arrubbannumi la festa.

Quantu a farimi zitu ’un ci pinsava,
però già mi piacia na picciridda
d’ott’anni comu a mia ca s’annacava
ed iu, alluccutu, stavu appressu a idda.

Comu passaru sittant’anni e rrutti?
Quannu finiu l’età di la ’nnuccenza?
Prima ca ’a terra nni cummogghia a tutti,
si, mi piacissi riincuntrari a Enza.

Ma no china di rughi e di duluri,
arripudduta e stramma comu a mia,
ma profumata e bedda comu un ciuri.
E appressu…un picciriddu ca ’a talìa.

(santi cardella)




Durante la cerimonia sono state consegnate e presentate:

l’Antologia artistica “ di tutto quel rosa che non ti ho mai detto…” che contiene una selezione delle migliori opere pervenute al concorso. In copertina “ FIAMME” di Anna Rita Peretti,  opera vincitrice assoluta della sezione Pittura (edita dalle Edizioni Accademia Barbanera) e le sillogi in premio ai vincitori di sezione Poesia e Haiku, (edite dalle Edizioni Accademia Barbanera): Il cielo tra le vigne” di Dario Marelli e l’odore delle rose” di Cinzia Pitingaro





       
                                                      IL CIELO TRA LE VIGNE                                                L'ODORE DELLE ROSE




Un sentito ringraziamento ai giurati delle 5 sezioni in concorso.

POESIA 
Presidente di giuria: Gianluca Regondi
Nunzio Buono, Carla Maria Casula, Virginia Murru, Italo Zingoni.











VERNACOLO 
Stefano Baldinu, Giuseppe Guidolin, Patrizia Stefanelli.








HAIKU 
Eufemia Griffo, Valentina Meloni, Davide Benincasa, Lia Grassi, Pasquale Asprea e Marina Bellini.









PITTURA
Presidente di sezione
Riccardo Vasdeki, maestro d'arte
Presidente onorario
Mario Salvo, maestro internazionale d'arte





FOTOGRAFIA 
Presidente di sezione: Nicola Calì, fotografo.






Un immenso e sentito ringraziamento alla madrina del concorso
SIMONA CARBONI
per esserci stata in ogni momento
(spora di luce tra i tacchi di montagna)




Un sentito e affettuoso ringraziamento al poeta
MORENO TONIONI

A sua cura il commento critico alle opere vincitrici 
della sezione letteraria 
(poesia, vernacolo e haiku)






Grazie!

Agli autori e gli artisti che si sono iscritti al concorso, ai numerosi presenti, a chi non ci ha potuto raggiungere e a tutti coloro che vorranno farlo nella prossima e imminente quinta edizione




“… la Vita è una tela che ci disegna prima ancora che i nostri passi conoscano la luce. Quando questo accade, lei ci passa i colori, lasciandoci tra le mani del tempo il compito di continuare a riempire ciò che oggi è bianco e che domani lo sarà di nuovo. E quello che ci rende speciali è il coraggio di desiderare ogni giorno una nuova tinta. E raccontarla… “




Maria Grazia Vai