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mercoledì 4 novembre 2026

VINCITORI IX EDIZIONE 2026 LA COULEUR D'UN POEME

 


Premio Biennale Internazionale d'Arte

LA COULEUR D'UN POEME

IX Edizione 2026

Milano si veste da sera e indossa i colori della Poesia

L’evento culturale nasce e prosegue il suo cammino con l’intento di promuovere la poesia contemporanea in lingua italiana e in vernacolo, divulgare la bellezza della natura e dell’universo in 17 sillabe, quella che gli antichi maestri giapponesi chiamarono haiku, nonché l’estro creativo espresso attraverso la pittura e la fotografia in bianco e nero. Anche nelll’iniziativa della nona edizione abbiamo deciso, tra le tantissime associazioni umanitarie che si occupano dei più fragili, deboli, maltrattati e in stato di difficoltà, di scegliere ancora l'Isola -e nel silenzio del Maestrale- aiutare la Fondazione Domus de Luna con sede a Cagliari. Domus de Luna si prende cura delle famiglie in situazione di emergenza, offre sostegno alle persone fragili, in particolare minori. Impegna 200 operatori e altrettanti volontari in azioni di cura e prevenzione del disagio, sostegno e accompagnamento verso l’autonomia. Pensando soprattutto a piccoli e mamme che da sole non ce la fanno. Domus de Luna è tante cose diverse. Interventi sociali innovativi che nascono come risposta concreta a problemi ed emergenze umanitarie a cui non è giusto abituarsi, per i quali si cerca una soluzione, nuova e migliore. Per questo non ci accontentiamo mai, per questo vogliamo la luna. Soprattutto per i più fragili, per chi da solo non ce la fa. Per i più piccoli.

https://domusdeluna.it/


L'iniziativa gode del Patrocinio Culturale e della Raccomandazione di WikiPoesia. 

Ecco i vincitori di ogni sezione e dei Premi Speciali, i testi delle poesie, le immagini della sezione arti visive e l’introduzione dell’Antologia Artistica a cura di Simona Carboni, madrina del Premio, alla quale viene riservato un particolare e speciale ringraziamento.

"Ci sono momenti in cui il mondo corre così velocemente da confondere i contorni di ciò che conta davvero. In un’epoca dominata dall’apparenza e dai simboli esteriori, il rischio più grande è quello di smarrire la nostra parte più autentica. Questa raccolta antologica nasce esattamente dal bisogno opposto: il bisogno di fermarsi, di respirare e di costruire i LUOGHI DELL'ANIMA. Le pagine che stringete tra le mani non sono semplicemente una collezione di versi, ma stanze aperte e accoglienti, abitate da parole che non indossano maschere. Qui, la poesia torna alla sua vocazione più pura: farsi ascolto, farsi rifugio, offrire una carezza di gentilezza a chi ne ha bisogno. Ogni autore, attraverso il proprio sguardo unico, ha teso una mano verso l’altro, trasformando l’inchiostro in un ponte di autentica umanità. Anche quest'anno, la IX edizione del Premio Internazionale Biennale d'Arte La Couleur d’un Poème, unisce la voce dei suoi poeti e dei suoi artisti a una causa nobile, sostenendo con i proventi di questa opera i progetti della Fondazione Domus de Luna. Leggere quelle pagine significa dunque compiere un viaggio duplice: un percorso interiore alla scoperta dell'umano e un cammino collettivo verso l'aiuto di chi è più fragile. Perché l'arte, quando è autentica, non si limita a descrivere il mondo, ma si prende cura di esso.."

- Simona Carboni -

Madrina del Premio



PREMI SPECIALI

conferiti dalla Presidenza del Premio



PREMIO SPECIALE "PRESIDENZA DEL CONCORSO"


NUNZIO BUONO

"Sguardi d’acqua"


Si accende, bianca

di lampioni questa sera, che ritorna

con la veste del bagnato nel suo finire d’azzurro

e riversa sulle strade la malinconia.


Non ho parole

per fermare l’attimo

dallo sfilare dei giorni, dove resto

nel pensiero immobile delle cose

in quella luce sola che filtra e ferisce

questa solitudine.


Questo piovere

reso oscuro dalla notte

porta via il paesaggio e con sé

il mio sguardo d’acqua, l’impronta, l’ombra

l’insolito ondeggiare di pareti

il grido della fuga.


SEGNALAZIONE SPECIALE

MIGLIOR AUTORE STRANIERO

Sezione poesia


ABDEL KHALEQ SAID

from Palestina-Italia

"Un eterno poeta"


I tuoi canali sono una foresta d'acqua...quanto la luna piena.

Io tra le tue cosce sono un sandalo misterioso.

Tra le tue guance un amante furioso.

Se l'acqua sale sulle tue fondamenta....

Io divento il tuo campanile.

Allora la mia voce danzerà tra le tue labbra come una stella.

Ed il mio remo navigherà tra i tuoi canali come un Dio pulsante.

Il tuo canto si fa magia!

I tuoi canali sono una terra di vino che diventa magia divina ...

L'ho coltivata io nella sobrietà della sbronza.

Nella mia perdita...e nel mio ritrovamento.

Berrò bellezza e pace.

E tu rimarrai la mia Venezia per sempre.

E io rimarrò il tuo eterno poeta. 


SEGNALAZIONE SPECIALE

MIGLIOR AUTORE STRANIERO

Arti visive


GHEORGHE PINTILIE

- from Romania -

"La saggezza della Terra"

olio su tela - 70 x 50 cm


SEGNALAZIONE DELLA PRESIDENZA

Sezione Poesia

OLGA RAPELLI

"Buio (per Michelangelo Merisi da Caravaggio)"


Di tutti i quadri che hai dipinto per me

non ne amo che uno.

E non già per il musico

che canta d’amore

con le labbra dischiuse

e par che mi osservi distratto,

mentre accarezza il suo liuto.

E nemmeno per il vaso di fiori

Su cui mi sembra di riconoscere

il profilo della solita finestra.

E neanche per quella corda spezzata

ultimo desiderio

di un violino che più non potrà

farsi suonare.

Lo amo per i graffi su quella pera

che non sanno mentire

che non tradiscono indulgenza

che ricordano

ad ogni mio passaggio davanti la tela

la mia paura del tempo

il buio

che riempie la profondità

della mia stanza

SEGNALAZIONE DELLA PRESIDENZA

Sezione Poesia

FILOMENA DOMINI

"Zitta"


Zitta è il mio nome

senza battesimo:

mi fu dato in pegno

da un boia che tagliava

la testa alle parole.

Mi fu concesso solo di ardere tra rovi di eresie

che indossavano merletti

e sortilegi.

In dono mi fu dato il peso delle carestie

un lenzuolo di fiori bianchi

e un giocattolo rotto

per cullare i miei figli

nell'ora muta delle cicale.

Zitta è il mio nome

che scivolò sulla pelle del mondo, dove Rebecca, prima di me,

piantò semi di libertà per disobbedirti, nel nome

del padre e del figlio.

Lì potrai trovarmi

nell'ora alta della lupa

con le mie sciabole di silenzio a sventolare le mie vesti cangianti, 

di mollezze e fortini, chine ad accarezzare le doglie dell'orsa

che mi volle al suo fianco

per partorirmi di radici e parole.


PREMIO SPECIALE "DOMUS DE LUNA"

conferito dalla Madrina del Premio

Simona Carboni



DONATELLA NARDIN

"Una voce"


C’è una calma apparente

su tutto stanotte


violaciocche sul bordo

insonne del tempo


una voce che dice e scompare.

È stato bello sognarmi


sognarvi, eravate memoria

nel bacio, dolcissime dita


intrecciate nel vento,

eravate midollo ed essenza


materno il seno che accoglie

e culla.


SEZIONE A) POESIA


1° classificato Anna Maria Deodato

"Semi nel pugno"


Sulla panchina il crepuscolo lo avvolge.

Aspetta ancora i passi dei figli.

Mappe di vene antiche sulle mani,

solchi d’ombra e di fatica.

Il mondo corre, gli dicono,

le tue storie sono sassi nel fiume.

Hanno chiuso i suoi libri nelle scatole,

hanno spento le sue ore.

Lui che insegnava alle api a non perdersi

ormai conta pillole nel cassetto.

La stanza è pronta,

annunciano con voce di pietra.

Avrà compagnia, cibo morbido e cure.

Non sanno che nel suo taschino

covano semi di girasole

capaci di fiorire senza terra.

Nella tazza del tè

galleggiano i volti dei nipoti

e l’eco di un pomeriggio d’estate.

Resiste.

Sfoglia l’album delle rughe,

ogni piega è un treno che parte,

un amore di legno e miele.

Domani verranno a prenderlo.

Stringerà i semi nel pugno

ancora caldi di sole,

mentre il mondo si fa silenzio bianco.


2° classificato Francesca Costa

"Quando il dolore respira"


Ci sono giorni

in cui il dolore si siede accanto al letto

come una bestia educata

e ti guarda respirare

con gli occhi immobili della notte.

Tu allora raccogli briciole di tempo

sparse nelle tasche del mattino,

minuscole reliquie di vita:

un odore, una tazza sbeccata,

una voce che ti chiama piano.

Ma il vento porta la bufera dei pensieri,

quel nero tumulto che trascina fragilità

dentro corridoi senza finestre.

Eppure io ti vedo mentre ami ancora

questo mondo feroce e bellissimo,

con uno strazio così grande

da sembrare preghiera.

Ami le foglie sui marciapiedi bagnati,

i cani stanchi della sera,

le mani delle persone,

perfino il silenzio dopo una parola crudele.

E allora lascia che il vento venga.

Lascia pure che rovesci i pensieri,

che faccia tremare i vetri del cuore.

Non può portarti via davvero.


Tu non sei la ferita.

La ferita è soltanto un passaggio

che attraversa la carne e il destino,

e tu sei la lampada che resta accesa

quando tutto si spegne.

3° classificato Tiziana Monari

"La corda che resta"


- dedicata -


Ora che non c'è più respiro nel tuo corpo

ora che la paura si assottiglia nel dolore

e la poca corda che resta

si sfila dalla vita, scivola


lo vedo il cielo spazzato da lunghe nubi

il mandorlo in fiore

le margherite e le primule al vento

le foglie strane dei rovi

un gomitolo di case tra la prima nebbia ed il sole


ora che sei dove l'universo si mischia col mare

di nubi, di gocce, di stelle

e l'accappatoio pende come un miracolo nella stanza

lo sento l'unico battito che resta

la morte che falcia via anche il profumo della rosa

ed i morsi bianchi della neve

che scivolano sui cardini addormentati nel silenzio


ora che il tuo sonno ha il peso dell'aurora

dell'oro della vendemmia, del grano più maturo

di un giardino che profuma di gelsomino

la vedo la vita che diviene una bianca fioritura

l'ombra che si fa vestito

sulle silenziose polle, sulle paludi


ora che sei foglia d'albero

un sacro fuoco di papaveri

un amore che mi galleggia ancora nella carne

lo sento il peso dell'attesa addosso

e vedo Dio sul legno della croce

che presagisce la meraviglia dell'azzurra infinità

sulla tua piccola vita che brilla nel buio.


- a Domenico-


Menzione d'Onore

4° classificato Luciano Giovannini

"L’ultimo volo"


- Agli ospiti delle RSA -


Dimmi cosa abbiamo in comune

se non questi capelli d’argento

e una manciata di nebulosi sogni

dispersi tra il tramonto e il vento.


Dimmi come te lo immaginavi

questo nostro avvicinarsi alla riva

con tanto sale sulla poppa

e troppi rimpianti nella stiva.


La Tv accesa in salone,

il brodo che sparge nell’aria il suo odore

e sul muro un vecchio orologio

reso opaco dal fumo e dal vapore.


Qual è il senso di questo recitare

in una commedia senza trama né copione,

siamo sottili steli di memoria

che han perduto il loro unico fiore.


Eppure c’è qualcosa che ci tiene incollati

al nostro precario suolo,

come fossimo ciechi gabbiani

che camminano sul filo

sognando il cielo e un ultimo volo.


Dimmi cosa abbiamo in comune

se non questi capelli d’argento

e una manciata di nebulosi sogni

dispersi tra il tramonto e il vento.


Menzione d'Onore

5° classificato Pietro Catalano

"I bambini di Aleppo"


«Là dove hanno fatto il deserto, lo hanno chiamato pace».

Publio Cornelio Tacito, La vita di Agricola.


Cantano ancora i bambini di Aleppo

ora che la coperta è calda nella notte,

il rombo cupo non fa più paura

è suono che prelude al temporale,

le ombre s’allungano nella stanza

senza avvolgere il viso delle bambole.

Hanno ancora negli occhi il rogo

delle case e nelle mani piaghe di paura

col filo spinato ancora tra le dita

e la borraccia a tracolla semivuota.

Hanno visto il fuoco della pelle

marchio d’infamia dei vinti, memoria

della viltà e del silenzio dei forti.

Nascondono un fiore dentro il diario

per segnare i giorni trascorsi

a contare il silenzio delle grida.

Ah, com’è triste il giorno senza voci,

ogni silenzio è una croce nel mio cuore.

Canteranno ancora i bambini di Aleppo

nella Valle di Elah, verso il giardino

dei ciliegi in fiore.


Menzione di Merito

6° classificato Alessandro Izzi

"Ci scrivevamo"


Ci scrivevamo,

quando era buio,

parole d’azzurro e di nero,

mimando discreti,

nel volo di mani,

il soffio di luce dei mastri vetrai.


Ci scambiavamo,

quando era freddo,

parole di fuoco su pagine arse,

aprendo orizzonti di fumo

che nemmeno il vento

ha col tempo dissolto.


Chiedetelo a lui 

il senso del verbo.

Chiedete alla brezza

come nutrisse la brace,

mangiando distanze,

sfamando silenzi.


Io ora mi chiedo:

sarebbe lo stesso

a scriverci oggi?

Avremmo imparato anche noi

questa corsa feroce

di lettere e grigio?

Ci avrebbe detto

chi siamo?

Che cosa vogliamo?


E durerebbe ancora,

come tuttora perdura,

questo cercarti

tra i fogli più bianchi?


Menzione di Merito

7° classificato Alessandra Prospero

"Le mura gemono nomi dimenticati"



Campane spezzate

suonano nell’aria di cenere,

le torri annerite

scrutano con occhi vuoti.


Un sole di ferro

trapassa le nuvole,

riversa piombo

sui corpi distesi come reliquie.


Angeli senza volto

camminano tra le rovine,

ali bruciate,

sangue che stilla dai corimbi di pietra.


Il vento trascina ossa,

le mura gemono nomi dimenticati,

il silenzio è cattedrale

eretta sull’eco dei lamenti.


Eppure, tra guglie spezzate,

un rosso fiore sboccia:

nessun altare lo custodisce,

nessun rito lo celebra,

ma resiste,

come un cuore che batte

sotto il mantello della notte.


Menzione di Merito

8° classificato Marco Pezzini

"La tregua - un mondo fermo"


- Ai bimbi di Gaza e alla speranza -


Forse è il silenzio della luna

o l’ammansirsi di cuori incerottati,

mesta aritmia di passi singhiozzanti,

a farmi galleggiare titubante

su questo mare calmo mai solcato.

Troppo giovane e minuto

è il mio ricordo

per fare miei lembi di cielo muti

ora che nubi gonfie di sereno

hanno saziato la fame delle bombe.

La sera adesso sa di tuberosa,

prelude un effluvio di albe nuove

saturando narici crivellate

dal tanfo di rovine sepolcrali.

Carcasse di un palcoscenico malconcio

fan da fondale all’ennesima teoria

di formiche che tornano a ritroso,

verso memorie di seni rinsecchiti

da cui suggevo solo polvere e sudore.

Dicono che in quest’urna di speranza,

con le pareti di carta velina,

prima del sonno crudo ed ostinato,

verrò rapito dal latte e il suo sapore.

E dormirò

sognando un mondo fermo.


Menzione di Merito

9° classificato Luigia Serafini

"Clara"


Non seppe salvarsi

perché aveva dato tutto il nome

a un solo amore.


Mentre il mondo urlava vie di fuga,

lei restò nel punto

in cui il cuore non tratta, non calcola,

non torna indietro.


Amò come si ama l’aria

quando manca: senza scelta,

senza misura, con tutto il corpo.


Le dissero: vivi.

Ma vivere senza quell’amore

sarebbe stato restare

senza anima.


Non morì per un uomo.

Morì perché l’amore,

quando diventa identità,

batte più forte della paura.


E chi lo ascolta

non sopravvive:

diventa destino.


Menzione di Merito

10° classificato Daniele Neri

"Guernica"


Urla di dolore e angoscia crudele

che trasuda da corpi straziati,

spiriti dalle menti distorte

armi che feriscono, devastano, distruggono,

tragico olocausto.

Braccia levate al cielo

in cerca di un atto d'amore

o di morte consolatrice.


Cosa è la pietà? NON ESISTE!

Cos'è la vita? UNA PAROLA SENZA SENSO!

Cos'è la morte?È QUI CON LA SUA FALCE!


Lampada ad olio nelle mani della donna;

cavallo imbizzarrito,

potere impazzito dal fuoco e dall'odio.


Squarcio nelle tenebre:

una colomba,

messaggera di pace e speranza.

Vana?


Pensieri liberi, lampi improvvisi.

Colpito da un quadro,

Pablo dalla sua anima

parla diretto al cuore di chi osserva,

scruta fin dentro le anime,

pensa al passato,

piange e spera

mai più

mai più.


SEZIONE  B) FOTOGRAFIA


1° classificato Stefania Russo

"Lirica"



2° classificato Loredana Locci

"Di padre in figlio tradizioni"


3° classificato Pietro Bugli

"Contrasti urbani"

Menzione d'Onore

4° classificato Loredana Locci

"I am sottosopra"


Menzione d'Onore

5° classificato Stefania Russo

"Sospesa"


Menzione d'Onore

6° classificato Francesco Pinzi

"CateRina"


Menzione di Merito

7° classificato Lucia Ruocco

"La terza stagione"

Menzione di Merito

8° classificato Francesco Pinzi

"2020"

Menzione di Merito

9° classificato Rita Simonetta Sarchi

"Sguardo sul lago"


Menzione di Merito

10° classificato Pietro Bugli

"Mask"



SEZIONE C) HAIKU


 1° classificato

Nicoletta Ignatti


glicine in fiore -

appesa ai ricordi

della mia infanzia

~

wisteria in bloom -

hanging on the memories

of my childhood

2° classificato

Rosa Maria Di Salvatore


fiori d'autunno -

accarezzo le rughe

con un sorriso

3° classificato

Ornella Vallino


il tuo ricordo -

la scia d’una lucciola

verso le stelle

Menzione d'Onore

4° classificato Melania Rossello


l'ombra del tiglio

s'agita dentro l'acqua-

vento d'ottobre

Menzione d'Onore

5° classificato Maria Teresa Sisti


stella cadente - 

resta solo il silenzio 

di un addio

Menzione d'Onore

6° classificato Vittorio Griffo


notte di stelle -

al chiarore dell’alba

un filo d’erba

Menzione di Merito

7° classificato ex aequo Paola Ercole


nebbia sul fiume -

il mattino si svela

poco a poco

Menzione di Merito

7° classificato ex aequo Alberto Baroni


spiaggia d’inverno-

di un ultimo gabbiano

si perde il pianto

Menzione di Merito

8° classificato Caterina Levato


latte col miele -

quel tepore d’inverno

tra mani fredde

Menzione di Merito

9° classificato ex aequo Alessandro Izzi


luce d’autunno

tra foglie incartocciate

un ragno fugge

Menzione di Merito

9° classificato ex aequo Maria Antonietta Garaffa


la prima neve -

conservare il silenzio

con il silenzio

Menzione di Merito

9° classificato ex aequo Carmela Marino


prime rondini-

davanti allo specchio

incontro me stessa

Menzione di Merito

9° classificato ex aequo Marina Filiputti


tra le radure

a strapiombo sul mare

ginestre in fiore

Menzione di Merito

10° classificato Mauro Battini


soldati al fronte -

si sciupa la rugiada 

al primo sole

SEZIONE  D) PITTURA

1° cassificato

ANTONINA GIOTTI

“Linee di confini mentali”

Tempera, acrilico su tela a spatola cm. 50x60


copertina dell’Antologia del Premio:

"Eremi urbani - i luoghi dell’Anima"


2° classificato

ALBINO CARAMAZZA

"Intensità silente"

Collage di sole bustine di zucchero originali, non trattate e non colorate, cm. 40x55


3° classificato

FRANCESCA FURIN

"Aaron"

Fondo-gesso-acrilico. Olio su tela con inserti di garza tarlatana cm.60x80


Menzione d'Onore 4° classificato

MARINELLA POMPEO

"La nuova Eva"

Olio su tavola cm. 90x100


Menzione d'Onore 5° classificato

ADRIANO RUZZENE

"Infinito verde"

Acquerello, bagnato su bagnato cm. 25x30


Menzione di Merito 6° classificato

CARLA COLOMBO

"Sempre con me, ovunque e dovunque"

Acrilico e gesso a spatola su tela cm. 30x30


Menzione di Merito 7° classificato

GIOVANNI ODINO

"Paesaggio 1"

Tecnica mista cm.68x48


Menzione di Merito 8° classificato

NICOLA PERASSO

"Sguardi - serie Rainbow Drops"

Acrilico su tela cm. 30x21


Menzione di Merito 9° classificato

MARIA CATERINA RUSSO

"Ritratto a Morgan Freeman"

Pastelli carbothello su pastelmat 30x40


Menzione di Merito 10° classificato

MARINELLA POMPEO

"All’ombra del Vesuvio"

Acrilico su tavola cm. 50 x 122



Sezione E) VERNACOLO


1° classificato GIULIO REDAELLI

"Lader"

Ladri


Quel che resta d’un dì rabius

l’è ‘n sù cunt occ d’umbria

urmai saraa foeura, lì induè

sta la sira di sogn strasciaa

scunduda in streccioeu de rugna

sott a’na luna zerba e brusca

che la nega in fopp de vergugna

ul viv cusii su penser stort

senza la pretesa d’un perchè

senza nient de capì debon

fra amur de segunda man

cumpraa al smort d’un lampion

in la nott biunda dai tacch alvolt

cui laber smagiaa de populana

sfiurida che subit la scapa

gemò con la rusada in di occ

senza mai vultass indree

per pagura de la ciara verità

inscì numm cun pass de turment

a scapà dal rudegà de la culpa

lader svelti e silenzius

de quel che’l mund el vanza

2° classificato TETTA BECCIU

"...e rujo su caminu 'e s'intrighinu"

…e attraverso il sentiero del crepuscolo


...e rujo

su caminu 'e s'intrighinu

cun sa bertula a coddu

de sos anneos,

tra ruos e mujos

chi raffian s'anima.


Ogni frina mi ferit

e bentulo che giuncu!


Cucuzadu 'e nie

s'est su monte 'e sa vida,

chei sos annos

chi mi sun incanende.


In s'apposentu mudu,

alas de bentos trobojados

muen airados

in sas ventanas...

che pedras de frunda!


Buttios de solidade

si perden

in su mare mannu 'e sa mudesa,

mudesa 'e neula

ch'iscorriat sos muros,

chei s'iscurigore

sutta sas pijas de s'anima.


Graminende sas oras,

m'abbratzo

a s'alleriu 'e sos ammentos,

màzines e ameddos istimados,

chi torran che cantaros

a mi catzare su sidis...

e in s'anima

una paghe noa,

che lama 'e lughe...

s'imberghet sulena.

3° classificato VANNI GIOVANARDI

"Par miracul"

Per miracolo


Mola i tö disturb

e sentat a taula, ò parcià cum at piasz a tè

sta comda, arpusada

tal dagh mè al pan dür ca sa d’pasensia

e an po’ d’urtighi

chi è buni seben malciamadi.

Se föra a gh’è la fümana mia star mal

li röszi lin pates

se la not l’è che cla riva in sal balcon

la dèma dli mé man lant mola mia

metat chieta, impiom la lüsz

par puder vardà li futugrafii.

Molat i cavì

grisz cumpagn la sènar in dla stüa

sbasa i ali, pogia pör i bras

in sal svöd ca fa la pansa

dastend la pel fin a li gambi.

Al bröd, tiepid cum at piasz

at bagnarà i labr’apéna

fin a fai gni lüszènt

al silensi al gà un gran bel pruföm

al mé e al tö respir iè al sul segn

ca tòca l’aria.

Cuat posia regalar

pröma da sparciar cl’è bela not

at dares la mé lengua

e par miracul al mé sapel ca gò in testa

sentar n’atra volta

almenu n’atra volta

al mé nom

gnir föra da la tö bòca.

Menzione d'Onore

4° classificata LUIGIA SERAFINI

"Er silenzio de Pilato"

Il silenzio di Pilato


Lei posò er còre come fusse un fijo

in braccio a chi comanna.

Nun chiese amore, chiese solo voce.

Lui svicolò poi se lavò le mano.

Disse: “Nun posso”,

e mentre stava zitto, ha stretto troppo

e ’r còre ammutolì.

Er silenzio fu er chiodo.

La rinuncia, la croce.

Er còre cià creduto e nun strillò.

Pure, er silenzio ammazza.

Ammazza senza sangue e poi se sciacqua.

Lei cascò tutta quanta nell’amore:

quello che nun te sarva più ma impara.

E lì succese er fatto:

er còre rotto è diventato luce.

Lui restò omo, lei nun je l’ha fatta.

Lei s’è imparata er nome

de chi nun more manco quanno more.

Menzione d'Onore

5° classificato ADRIANA SCAGLIOLA

"Lampedusa"

Lampedusa


Sèmm bon ‘me el pan, siben che pàrom pèss

tra i ond e i scoeuj che spongen come risc

pàrtom inscì, senza vardann indree,

mènom con numm nè liber nè valìs,

dòmà i speranz de viv senza patì.

Calcaa ‘me ‘n d’on pollee su ‘sti sceppamm

con via motor e rèmm sfidom el mar.

Laver crepaa de sals, ciòmm vonsciscent

e luster de gasòli, pèll gremada.

Taccaa al còll di sò mamm i nòs niasc

ancamò biòtt de piumm e de peccaa

de tètt pass e svoiaa ciamen el latt.

L’ultem rial de linfa el sbilza foeura

di boritt guzz mes’ciaa a sudor e lagrem.

Di oeugg ambaa contra la tròppa lús

la sbarlusiss intrega de fà s’cèss

voeuja de viv, per sètt o per dersètt.

Inshallah, se Dio voeur ghe la farèmm.

Èmm bandonaa i broccàj de nòstra tèrra

per traversà l’inferna del desert,

del sprèzzi, di scuriad, di patiment.

Tra sgar, sbutton, pesciad e tanti bòtt

n’hann immedà ‘me besti sul barcon,

i cavallon n’hann s’gigottaa sòtt sora

de dì e de nòtt, ma sèmm scampaa al macèll.

In de la lùs rosada del primm ciar

se ved ‘na còsta bruna straluscià,

e quai lampàr lontan che se vesina.

Inshallah, se Dio ved ghe la farèmm.

N’ha vist: coi oeugg crespaa di pescadòr.

Menzione d'Onore

6° classificato ANTONIO ROSSI

"Su ‘entu de sa vita"

Il vento della vita


A boltas nos drommiamus in su monte ‘e sas rosas

e unu sonniu lezeri nocche giughiat a su buscu,

inue sas truveddas sonaian musica toppa

e-i sos caddos dischissiados currian.


A boltas ballaiamus girende che morroculas bezzas

e su mundu nostru pariat su regnu de sos anghelos,

s’alenu nostru profumaiat de aranz’in fiore

e sa luna prateada nos inzegaiat sos ojos.


Poi arriviat su ‘entu de sa vida a nos ischidare cun dulchesa,

su ‘entu ‘e sa ziminea porosa e de su pomo in sa chijina,

su ‘entu ‘e su filighe infarinadu e de sos astros bidrinos,

su ‘entu de sa salia brutta e de sas donzellas a brincos.


A boltas sos corpos nostros, appiccados a un‘ispau magicu,

parian puppieddas de istrazzu moribundas,

a boltas nos capitaiat de bischizare cun sas fadas

cando sos fiores, ‘asados da-e sas abes, s’abberian.


A boltas gulas istrambas nos isfioraian sa mente,

cando su mare asciuttendesi iscoberiat sos segretos;

su nostru fit un’andalitorra chena fine

in s’immensu trettu abbadrinadu de saffiros.


Poi arriviat su ‘entu de sa vida a nos ischidare cun dulchesa,

su ‘entu ‘e Nadale e de sos aranzos moddes,

de sos nanos furibundos chi odiaian sas aes,

su ‘entu ‘e sas chilandras e de sos amores simplizes.

Su ‘entu de sa vida.

Menzione di Merito

7° classificato PAOLO EMILIO URBANETTI

"Arbeit Macht Frei (16 ottobre 1943)"


Ariveno sur presto, co li cani,

li cami l’hanno messi sur cantone

de Via der Tempio, sfonneno er portone:

«Scennete! Tutti fora! E su le mani!»


Noi tutti giù de corza da li piani

co mamma che me fa: «Sveja Simone!

Dije de córe subbito a Parione

de stà anniscosto là fino a dimani!»


Ce spigneno pe forza su li cami,

mi’ madre s’è inguattati du’ brillocchi

porella… je li troveno, ‘st’infami.


Mo stamo su ‘sto treno che va dritto…

‘ndo va a finì ce l’ho davanti all’occhi

«LO SGOBBO VE FA LIBBERI» c’è scritto.


16 ottobre 1943, rastrellamento della Gestapo nel ghetto ebraico di Roma. I milleventitré arrestati furono tutti deportati direttamente ad Auschwitz. Ne tornarono sedici.

Menzione di Merito

8° classificato GAETANO CATALANI

"Tutt’a vita ca resta"

Tutta la vita che resta


“Pecchì mi fat’u campu nto spitàli?

“Dimmìgliu papà, moru cotraregliu?”

Chi nci rispundi, staci sempi mali,

ndavi cinc’anni e pari n’omicegliu.

Vol’u vaji a scola u mpar’a storia

e u mundu vol’u vidi sup’e navi,

du Pataterno nci ricanusciu a gloria,

ma ora pecchì cu igliu a ndavi?

Capisci tuttu chigliu ca non dicu

e s’accorgi si u sorrisu esti forzatu,

sent’a rraggia quand’u celu malidicu,

ma dici sempi “Non star’ammancupàtu!”.

Quandu nci manca l’aria s’ammaràzza

comu faci sutt’o ventu nu gabbianu,

ndi guarda spiritàtu e pò nd’abbrazza

mentr’a mamma sua nci ten’a manu.

Ferm’u rihjàtu finu a cchì m’affucu

e guard’u cogliu di gliu piccirigliu,

vorrìa sciuppar’u tubu i chigliu bucu

pemmu mi strozzu eu o postu d’igliu.

È terribili? No, è sulamenti a vita

ed è iglia ca voli u duna i tempi,

di voti è beglia, nta attri è dissapìta

e grida n’cogliu ca non si vinci sempi.

Ma comu fazzu ora u m’arrendu

nta na guerra i sempi cumbattuta,

stasira dint’a chjesia vaju fujèndu

c’u cor’a pezzi e na preghiera muta.

Menzione di Merito

9° classificato ERNESTO PETRELLA

"Nun ce fa’ caso …"

Non farci caso…


Nun ce fa’ caso, se mo parlo poco

starò solo a passà ‘n brutto momento,

ma er foco ch’abbruciava drento è fioco

e p’attizzallo nun ce sta più vento.


Nun ce fa’ caso, se nun ciò er soriso

che drento all’occhi me brillava acceso,

è annato via cusì, all’improvviso

rubbato dar destino che m’ha offeso.


Nun facce caso, se nun ciò la forza

pe riprovacce e ricascacce ancora,

ma mo, ogni sforzo drento me se smorza

e questo maggiormente m’addolora.


Sò botte queste che ce da la vita,

che quanno mena forte sa fà male,

mo sanguina profonna ogni ferita

e abbrucia come se ce fusse er sale.


E nun fa’ caso, si sto mette in rima

quello che all’occhi se straforma in pianto,

vedrai, ritornerò quello de prima

e nun me scorderò, che m’eri accanto!

Menzione di Merito

10° classificato GIUSEPPE MODICA

"‘Nta ‘llùttima làcrima"

Nell’ultima lacrima


‘I ‘nsùrti cuntàunu

‘u picca tiempu ‘arristàtu,

s’avìa fimmàtu ‘u sguardu

ma, ‘u cori ri tìmpa,

nun bloccàu r’ampunirisi.

N’alluttimi gesti,

‘u mistériu!

Si stutàu ‘cca facci sirena

‘nta na sira r’aùstu,

puru ‘iddu, comu ‘a mugghéri,

‘nta na sira r’aùstu!

Iu nunn’’a vitti ma,

‘lùttima lacrima, fuòssi,

lausàva ‘u sa munnu,

‘ddu munnu scanusciùtu

‘unni campàu ‘nséculu quasi.

I campani sunàru

‘a ‘gnunìa lenta ‘e l’ecu,

‘nta ‘ll’addìu, ‘arristàu supra ‘e tétta.

Pinnuliàu l’incensàriu

‘ché còccia ri mirra ‘addumàti,

l’asprìgnu cjiàuru si susìu

comu nuvuli nichi

finu ‘o nàsu ri ‘Ddiu.


RINGRAZIAMENTI


Ai giurati delle sezioni in concorso












Alla madrina del Premio



Ai collaboratori



Agli amici, agli artisti, autori e poeti partecipanti alla nona edizione di questo entusiasmante percorso tinteggiato con arte e poesia…perché:

“… la Vita è una tela che ci disegna prima ancora che i nostri passi conoscano la luce. Quando questo accade, lei ci passa i colori, lasciandoci tra le mani del tempo il compito di continuare a riempire ciò che oggi è bianco e che domani lo sarà di nuovo. E quello che ci rende speciali è il coraggio di desiderare ogni giorno una nuova tinta. E raccontarla… “

Con un pensiero speciale all’Amico e Autore Calogero Pettineo, da pochi giorni tornato alla Casa Celeste: il suo lascito è il testamento poetico con cui vogliamo ricordarlo, qui e in ogni possibile orizzonte-cielo.


Maria Grazia Vai