Premio
Biennale Internazionale d'Arte
LA COULEUR D'UN POEME
IX Edizione 2026
Milano si veste da sera e indossa i colori della Poesia
L’evento culturale nasce e prosegue il suo cammino con l’intento di promuovere la poesia contemporanea in lingua italiana e in vernacolo, divulgare la bellezza della natura e dell’universo in 17 sillabe, quella che gli antichi maestri giapponesi chiamarono haiku, nonché l’estro creativo espresso attraverso la pittura e la fotografia in bianco e nero. Anche nelll’iniziativa della nona edizione abbiamo deciso, tra le tantissime associazioni umanitarie che si occupano dei più fragili, deboli, maltrattati e in stato di difficoltà, di scegliere ancora l'Isola -e nel silenzio del Maestrale- aiutare la Fondazione Domus de Luna con sede a Cagliari. Domus de Luna si prende cura delle famiglie in situazione di emergenza, offre sostegno alle persone fragili, in particolare minori. Impegna 200 operatori e altrettanti volontari in azioni di cura e prevenzione del disagio, sostegno e accompagnamento verso l’autonomia. Pensando soprattutto a piccoli e mamme che da sole non ce la fanno. Domus de Luna è tante cose diverse. Interventi sociali innovativi che nascono come risposta concreta a problemi ed emergenze umanitarie a cui non è giusto abituarsi, per i quali si cerca una soluzione, nuova e migliore. Per questo non ci accontentiamo mai, per questo vogliamo la luna. Soprattutto per i più fragili, per chi da solo non ce la fa. Per i più piccoli.
L'iniziativa gode del Patrocinio Culturale e della Raccomandazione di WikiPoesia.
Ecco i vincitori di ogni sezione e dei Premi Speciali, i testi delle poesie, le immagini della sezione arti visive e l’introduzione dell’Antologia Artistica a cura di Simona Carboni, madrina del Premio, alla quale viene riservato un particolare e speciale ringraziamento.
"Ci sono momenti in cui il mondo corre così velocemente da confondere i contorni di ciò che conta davvero. In un’epoca dominata dall’apparenza e dai simboli esteriori, il rischio più grande è quello di smarrire la nostra parte più autentica. Questa raccolta antologica nasce esattamente dal bisogno opposto: il bisogno di fermarsi, di respirare e di costruire i LUOGHI DELL'ANIMA. Le pagine che stringete tra le mani non sono semplicemente una collezione di versi, ma stanze aperte e accoglienti, abitate da parole che non indossano maschere. Qui, la poesia torna alla sua vocazione più pura: farsi ascolto, farsi rifugio, offrire una carezza di gentilezza a chi ne ha bisogno. Ogni autore, attraverso il proprio sguardo unico, ha teso una mano verso l’altro, trasformando l’inchiostro in un ponte di autentica umanità. Anche quest'anno, la IX edizione del Premio Internazionale Biennale d'Arte La Couleur d’un Poème, unisce la voce dei suoi poeti e dei suoi artisti a una causa nobile, sostenendo con i proventi di questa opera i progetti della Fondazione Domus de Luna. Leggere quelle pagine significa dunque compiere un viaggio duplice: un percorso interiore alla scoperta dell'umano e un cammino collettivo verso l'aiuto di chi è più fragile. Perché l'arte, quando è autentica, non si limita a descrivere il mondo, ma si prende cura di esso.."
- Simona Carboni -
Madrina del Premio
PREMI SPECIALI
conferiti dalla Presidenza del Premio
PREMIO SPECIALE "PRESIDENZA DEL CONCORSO"
NUNZIO BUONO
"Sguardi d’acqua"
Si accende, bianca
di lampioni questa sera, che ritorna
con la veste del bagnato nel suo finire d’azzurro
e riversa sulle strade la malinconia.
Non ho parole
per fermare l’attimo
dallo sfilare dei giorni, dove resto
nel pensiero immobile delle cose
in quella luce sola che filtra e ferisce
questa solitudine.
Questo piovere
reso oscuro dalla notte
porta via il paesaggio e con sé
il mio sguardo d’acqua, l’impronta, l’ombra
l’insolito ondeggiare di pareti
il grido della fuga.
SEGNALAZIONE SPECIALE
MIGLIOR AUTORE STRANIERO
Sezione poesia
ABDEL KHALEQ SAID
from Palestina-Italia
"Un eterno poeta"
I tuoi canali sono una foresta d'acqua...quanto la luna piena.
Io tra le tue cosce sono un sandalo misterioso.
Tra le tue guance un amante furioso.
Se l'acqua sale sulle tue fondamenta....
Io divento il tuo campanile.
Allora la mia voce danzerà tra le tue labbra come una stella.
Ed il mio remo navigherà tra i tuoi canali come un Dio pulsante.
Il tuo canto si fa magia!
I tuoi canali sono una terra di vino che diventa magia divina ...
L'ho coltivata io nella sobrietà della sbronza.
Nella mia perdita...e nel mio ritrovamento.
Berrò bellezza e pace.
E tu rimarrai la mia Venezia per sempre.
E io rimarrò il tuo eterno poeta.
SEGNALAZIONE SPECIALE
MIGLIOR AUTORE STRANIERO
Arti visive
GHEORGHE PINTILIE
- from Romania -
"La saggezza della Terra"
olio su tela - 70 x 50 cm
SEGNALAZIONE DELLA PRESIDENZA
Sezione Poesia
OLGA RAPELLI
"Buio (per Michelangelo Merisi da Caravaggio)"
Di tutti i quadri che hai dipinto per me
non ne amo che uno.
E non già per il musico
che canta d’amore
con le labbra dischiuse
e par che mi osservi distratto,
mentre accarezza il suo liuto.
E nemmeno per il vaso di fiori
Su cui mi sembra di riconoscere
il profilo della solita finestra.
E neanche per quella corda spezzata
ultimo desiderio
di un violino che più non potrà
farsi suonare.
Lo amo per i graffi su quella pera
che non sanno mentire
che non tradiscono indulgenza
che ricordano
ad ogni mio passaggio davanti la tela
la mia paura del tempo
il buio
che riempie la profondità
della mia stanza
SEGNALAZIONE DELLA PRESIDENZA
Sezione Poesia
FILOMENA DOMINI
"Zitta"
Zitta è il mio nome
senza battesimo:
mi fu dato in pegno
da un boia che tagliava
la testa alle parole.
Mi fu concesso solo di ardere tra rovi di eresie
che indossavano merletti
e sortilegi.
In dono mi fu dato il peso delle carestie
un lenzuolo di fiori bianchi
e un giocattolo rotto
per cullare i miei figli
nell'ora muta delle cicale.
Zitta è il mio nome
che scivolò sulla pelle del mondo, dove Rebecca, prima di me,
piantò semi di libertà per disobbedirti, nel nome
del padre e del figlio.
Lì potrai trovarmi
nell'ora alta della lupa
con le mie sciabole di silenzio a sventolare le mie vesti cangianti,
di mollezze e fortini, chine ad accarezzare le doglie dell'orsa
che mi volle al suo fianco
per partorirmi di radici e parole.
PREMIO SPECIALE "DOMUS DE LUNA"
conferito dalla Madrina del Premio
Simona Carboni
DONATELLA NARDIN
"Una voce"
C’è una calma apparente
su tutto stanotte
violaciocche sul bordo
insonne del tempo
una voce che dice e scompare.
È stato bello sognarmi
sognarvi, eravate memoria
nel bacio, dolcissime dita
intrecciate nel vento,
eravate midollo ed essenza
materno il seno che accoglie
e culla.
SEZIONE A) POESIA
1° classificato Anna Maria Deodato
"Semi nel pugno"
Sulla panchina il crepuscolo lo avvolge.
Aspetta ancora i passi dei figli.
Mappe di vene antiche sulle mani,
solchi d’ombra e di fatica.
Il mondo corre, gli dicono,
le tue storie sono sassi nel fiume.
Hanno chiuso i suoi libri nelle scatole,
hanno spento le sue ore.
Lui che insegnava alle api a non perdersi
ormai conta pillole nel cassetto.
La stanza è pronta,
annunciano con voce di pietra.
Avrà compagnia, cibo morbido e cure.
Non sanno che nel suo taschino
covano semi di girasole
capaci di fiorire senza terra.
Nella tazza del tè
galleggiano i volti dei nipoti
e l’eco di un pomeriggio d’estate.
Resiste.
Sfoglia l’album delle rughe,
ogni piega è un treno che parte,
un amore di legno e miele.
Domani verranno a prenderlo.
Stringerà i semi nel pugno
ancora caldi di sole,
mentre il mondo si fa silenzio bianco.
2° classificato Francesca Costa
"Quando il dolore respira"
Ci sono giorni
in cui il dolore si siede accanto al letto
come una bestia educata
e ti guarda respirare
con gli occhi immobili della notte.
Tu allora raccogli briciole di tempo
sparse nelle tasche del mattino,
minuscole reliquie di vita:
un odore, una tazza sbeccata,
una voce che ti chiama piano.
Ma il vento porta la bufera dei pensieri,
quel nero tumulto che trascina fragilità
dentro corridoi senza finestre.
Eppure io ti vedo mentre ami ancora
questo mondo feroce e bellissimo,
con uno strazio così grande
da sembrare preghiera.
Ami le foglie sui marciapiedi bagnati,
i cani stanchi della sera,
le mani delle persone,
perfino il silenzio dopo una parola crudele.
E allora lascia che il vento venga.
Lascia pure che rovesci i pensieri,
che faccia tremare i vetri del cuore.
Non può portarti via davvero.
Tu non sei la ferita.
La ferita è soltanto un passaggio
che attraversa la carne e il destino,
e tu sei la lampada che resta accesa
quando tutto si spegne.
3° classificato Tiziana Monari
"La corda che resta"
- dedicata -
Ora che non c'è più respiro nel tuo corpo
ora che la paura si assottiglia nel dolore
e la poca corda che resta
si sfila dalla vita, scivola
lo vedo il cielo spazzato da lunghe nubi
il mandorlo in fiore
le margherite e le primule al vento
le foglie strane dei rovi
un gomitolo di case tra la prima nebbia ed il sole
ora che sei dove l'universo si mischia col mare
di nubi, di gocce, di stelle
e l'accappatoio pende come un miracolo nella stanza
lo sento l'unico battito che resta
la morte che falcia via anche il profumo della rosa
ed i morsi bianchi della neve
che scivolano sui cardini addormentati nel silenzio
ora che il tuo sonno ha il peso dell'aurora
dell'oro della vendemmia, del grano più maturo
di un giardino che profuma di gelsomino
la vedo la vita che diviene una bianca fioritura
l'ombra che si fa vestito
sulle silenziose polle, sulle paludi
ora che sei foglia d'albero
un sacro fuoco di papaveri
un amore che mi galleggia ancora nella carne
lo sento il peso dell'attesa addosso
e vedo Dio sul legno della croce
che presagisce la meraviglia dell'azzurra infinità
sulla tua piccola vita che brilla nel buio.
- a Domenico-
Menzione d'Onore
4° classificato Luciano Giovannini
"L’ultimo volo"
- Agli ospiti delle RSA -
Dimmi cosa abbiamo in comune
se non questi capelli d’argento
e una manciata di nebulosi sogni
dispersi tra il tramonto e il vento.
Dimmi come te lo immaginavi
questo nostro avvicinarsi alla riva
con tanto sale sulla poppa
e troppi rimpianti nella stiva.
La Tv accesa in salone,
il brodo che sparge nell’aria il suo odore
e sul muro un vecchio orologio
reso opaco dal fumo e dal vapore.
Qual è il senso di questo recitare
in una commedia senza trama né copione,
siamo sottili steli di memoria
che han perduto il loro unico fiore.
Eppure c’è qualcosa che ci tiene incollati
al nostro precario suolo,
come fossimo ciechi gabbiani
che camminano sul filo
sognando il cielo e un ultimo volo.
Dimmi cosa abbiamo in comune
se non questi capelli d’argento
e una manciata di nebulosi sogni
dispersi tra il tramonto e il vento.
Menzione d'Onore
5° classificato Pietro Catalano
"I bambini di Aleppo"
«Là dove hanno fatto il deserto, lo hanno chiamato pace».
Publio Cornelio Tacito, La vita di Agricola.
Cantano ancora i bambini di Aleppo
ora che la coperta è calda nella notte,
il rombo cupo non fa più paura
è suono che prelude al temporale,
le ombre s’allungano nella stanza
senza avvolgere il viso delle bambole.
Hanno ancora negli occhi il rogo
delle case e nelle mani piaghe di paura
col filo spinato ancora tra le dita
e la borraccia a tracolla semivuota.
Hanno visto il fuoco della pelle
marchio d’infamia dei vinti, memoria
della viltà e del silenzio dei forti.
Nascondono un fiore dentro il diario
per segnare i giorni trascorsi
a contare il silenzio delle grida.
Ah, com’è triste il giorno senza voci,
ogni silenzio è una croce nel mio cuore.
Canteranno ancora i bambini di Aleppo
nella Valle di Elah, verso il giardino
dei ciliegi in fiore.
Menzione di Merito
6° classificato Alessandro Izzi
"Ci scrivevamo"
Ci scrivevamo,
quando era buio,
parole d’azzurro e di nero,
mimando discreti,
nel volo di mani,
il soffio di luce dei mastri vetrai.
Ci scambiavamo,
quando era freddo,
parole di fuoco su pagine arse,
aprendo orizzonti di fumo
che nemmeno il vento
ha col tempo dissolto.
Chiedetelo a lui
il senso del verbo.
Chiedete alla brezza
come nutrisse la brace,
mangiando distanze,
sfamando silenzi.
Io ora mi chiedo:
sarebbe lo stesso
a scriverci oggi?
Avremmo imparato anche noi
questa corsa feroce
di lettere e grigio?
Ci avrebbe detto
chi siamo?
Che cosa vogliamo?
E durerebbe ancora,
come tuttora perdura,
questo cercarti
tra i fogli più bianchi?
Menzione di Merito
7° classificato Alessandra Prospero
"Le mura gemono nomi dimenticati"
Campane spezzate
suonano nell’aria di cenere,
le torri annerite
scrutano con occhi vuoti.
Un sole di ferro
trapassa le nuvole,
riversa piombo
sui corpi distesi come reliquie.
Angeli senza volto
camminano tra le rovine,
ali bruciate,
sangue che stilla dai corimbi di pietra.
Il vento trascina ossa,
le mura gemono nomi dimenticati,
il silenzio è cattedrale
eretta sull’eco dei lamenti.
Eppure, tra guglie spezzate,
un rosso fiore sboccia:
nessun altare lo custodisce,
nessun rito lo celebra,
ma resiste,
come un cuore che batte
sotto il mantello della notte.
Menzione di Merito
8° classificato Marco Pezzini
"La tregua - un mondo fermo"
- Ai bimbi di Gaza e alla speranza -
Forse è il silenzio della luna
o l’ammansirsi di cuori incerottati,
mesta aritmia di passi singhiozzanti,
a farmi galleggiare titubante
su questo mare calmo mai solcato.
Troppo giovane e minuto
è il mio ricordo
per fare miei lembi di cielo muti
ora che nubi gonfie di sereno
hanno saziato la fame delle bombe.
La sera adesso sa di tuberosa,
prelude un effluvio di albe nuove
saturando narici crivellate
dal tanfo di rovine sepolcrali.
Carcasse di un palcoscenico malconcio
fan da fondale all’ennesima teoria
di formiche che tornano a ritroso,
verso memorie di seni rinsecchiti
da cui suggevo solo polvere e sudore.
Dicono che in quest’urna di speranza,
con le pareti di carta velina,
prima del sonno crudo ed ostinato,
verrò rapito dal latte e il suo sapore.
E dormirò
sognando un mondo fermo.
Menzione di Merito
9° classificato Luigia Serafini
"Clara"
Non seppe salvarsi
perché aveva dato tutto il nome
a un solo amore.
Mentre il mondo urlava vie di fuga,
lei restò nel punto
in cui il cuore non tratta, non calcola,
non torna indietro.
Amò come si ama l’aria
quando manca: senza scelta,
senza misura, con tutto il corpo.
Le dissero: vivi.
Ma vivere senza quell’amore
sarebbe stato restare
senza anima.
Non morì per un uomo.
Morì perché l’amore,
quando diventa identità,
batte più forte della paura.
E chi lo ascolta
non sopravvive:
diventa destino.
Menzione di Merito
10° classificato Daniele Neri
"Guernica"
Urla di dolore e angoscia crudele
che trasuda da corpi straziati,
spiriti dalle menti distorte
armi che feriscono, devastano, distruggono,
tragico olocausto.
Braccia levate al cielo
in cerca di un atto d'amore
o di morte consolatrice.
Cosa è la pietà? NON ESISTE!
Cos'è la vita? UNA PAROLA SENZA SENSO!
Cos'è la morte?È QUI CON LA SUA FALCE!
Lampada ad olio nelle mani della donna;
cavallo imbizzarrito,
potere impazzito dal fuoco e dall'odio.
Squarcio nelle tenebre:
una colomba,
messaggera di pace e speranza.
Vana?
Pensieri liberi, lampi improvvisi.
Colpito da un quadro,
Pablo dalla sua anima
parla diretto al cuore di chi osserva,
scruta fin dentro le anime,
pensa al passato,
piange e spera
mai più
mai più.
SEZIONE B) FOTOGRAFIA
1° classificato Stefania Russo
"Lirica"
2° classificato Loredana Locci
"Di padre in figlio tradizioni"
3° classificato Pietro Bugli
"Contrasti urbani"
Menzione d'Onore
4° classificato Loredana Locci
"I am sottosopra"
Menzione d'Onore
5° classificato Stefania Russo
"Sospesa"
Menzione d'Onore
6° classificato Francesco Pinzi
"CateRina"
Menzione di Merito
7° classificato Lucia Ruocco
"La terza stagione"
Menzione di Merito
8° classificato Francesco Pinzi
"2020"
Menzione di Merito
9° classificato Rita Simonetta Sarchi
"Sguardo sul lago"
Menzione di Merito
10° classificato Pietro Bugli
"Mask"
SEZIONE C) HAIKU
1° classificato
Nicoletta Ignatti
glicine in fiore -
appesa ai ricordi
della mia infanzia
~
wisteria in bloom -
hanging on the memories
of my childhood
2° classificato
Rosa Maria Di Salvatore
fiori d'autunno -
accarezzo le rughe
con un sorriso
3° classificato
Ornella Vallino
il tuo ricordo -
la scia d’una lucciola
verso le stelle
Menzione d'Onore
4° classificato Melania Rossello
l'ombra del tiglio
s'agita dentro l'acqua-
vento d'ottobre
Menzione d'Onore
5° classificato Maria Teresa Sisti
stella cadente -
resta solo il silenzio
di un addio
Menzione d'Onore
6° classificato Vittorio Griffo
notte di stelle -
al chiarore dell’alba
un filo d’erba
Menzione di Merito
7° classificato ex aequo Paola Ercole
nebbia sul fiume -
il mattino si svela
poco a poco
Menzione di Merito
7° classificato ex aequo Alberto Baroni
spiaggia d’inverno-
di un ultimo gabbiano
si perde il pianto
Menzione di Merito
8° classificato Caterina Levato
latte col miele -
quel tepore d’inverno
tra mani fredde
Menzione di Merito
9° classificato ex aequo Alessandro Izzi
luce d’autunno
tra foglie incartocciate
un ragno fugge
Menzione di Merito
9° classificato ex aequo Maria Antonietta Garaffa
la prima neve -
conservare il silenzio
con il silenzio
Menzione di Merito
9° classificato ex aequo Carmela Marino
prime rondini-
davanti allo specchio
incontro me stessa
Menzione di Merito
9° classificato ex aequo Marina Filiputti
tra le radure
a strapiombo sul mare
ginestre in fiore
Menzione di Merito
10° classificato Mauro Battini
soldati al fronte -
si sciupa la rugiada
al primo sole
SEZIONE D) PITTURA
1° cassificato
ANTONINA GIOTTI
“Linee di confini mentali”
Tempera, acrilico su tela a spatola cm. 50x60
copertina dell’Antologia del Premio:
"Eremi urbani - i luoghi dell’Anima"
2° classificato
ALBINO CARAMAZZA
"Intensità silente"
Collage di sole bustine di zucchero originali, non trattate e non colorate, cm. 40x55
3° classificato
FRANCESCA FURIN
"Aaron"
Fondo-gesso-acrilico. Olio su tela con inserti di garza tarlatana cm.60x80
Menzione d'Onore 4° classificato
MARINELLA POMPEO
"La nuova Eva"
Olio su tavola cm. 90x100
Menzione d'Onore 5° classificato
ADRIANO RUZZENE
"Infinito verde"
Acquerello, bagnato su bagnato cm. 25x30
Menzione di Merito 6° classificato
CARLA COLOMBO
"Sempre con me, ovunque e dovunque"
Acrilico e gesso a spatola su tela cm. 30x30
Menzione di Merito 7° classificato
GIOVANNI ODINO
"Paesaggio 1"
Tecnica mista cm.68x48
Menzione di Merito 8° classificato
NICOLA PERASSO
"Sguardi - serie Rainbow Drops"
Acrilico su tela cm. 30x21
Menzione di Merito 9° classificato
MARIA CATERINA RUSSO
"Ritratto a Morgan Freeman"
Pastelli carbothello su pastelmat 30x40
Menzione di Merito 10° classificato
MARINELLA POMPEO
"All’ombra del Vesuvio"
Acrilico su tavola cm. 50 x 122
Sezione E) VERNACOLO
1° classificato GIULIO REDAELLI
"Lader"
Ladri
Quel che resta d’un dì rabius
l’è ‘n sù cunt occ d’umbria
urmai saraa foeura, lì induè
sta la sira di sogn strasciaa
scunduda in streccioeu de rugna
sott a’na luna zerba e brusca
che la nega in fopp de vergugna
ul viv cusii su penser stort
senza la pretesa d’un perchè
senza nient de capì debon
fra amur de segunda man
cumpraa al smort d’un lampion
in la nott biunda dai tacch alvolt
cui laber smagiaa de populana
sfiurida che subit la scapa
gemò con la rusada in di occ
senza mai vultass indree
per pagura de la ciara verità
inscì numm cun pass de turment
a scapà dal rudegà de la culpa
lader svelti e silenzius
de quel che’l mund el vanza
2° classificato TETTA BECCIU
"...e rujo su caminu 'e s'intrighinu"
…e attraverso il sentiero del crepuscolo
...e rujo
su caminu 'e s'intrighinu
cun sa bertula a coddu
de sos anneos,
tra ruos e mujos
chi raffian s'anima.
Ogni frina mi ferit
e bentulo che giuncu!
Cucuzadu 'e nie
s'est su monte 'e sa vida,
chei sos annos
chi mi sun incanende.
In s'apposentu mudu,
alas de bentos trobojados
muen airados
in sas ventanas...
che pedras de frunda!
Buttios de solidade
si perden
in su mare mannu 'e sa mudesa,
mudesa 'e neula
ch'iscorriat sos muros,
chei s'iscurigore
sutta sas pijas de s'anima.
Graminende sas oras,
m'abbratzo
a s'alleriu 'e sos ammentos,
màzines e ameddos istimados,
chi torran che cantaros
a mi catzare su sidis...
e in s'anima
una paghe noa,
che lama 'e lughe...
s'imberghet sulena.
3° classificato VANNI GIOVANARDI
"Par miracul"
Per miracolo
Mola i tö disturb
e sentat a taula, ò parcià cum at piasz a tè
sta comda, arpusada
tal dagh mè al pan dür ca sa d’pasensia
e an po’ d’urtighi
chi è buni seben malciamadi.
Se föra a gh’è la fümana mia star mal
li röszi lin pates
se la not l’è che cla riva in sal balcon
la dèma dli mé man lant mola mia
metat chieta, impiom la lüsz
par puder vardà li futugrafii.
Molat i cavì
grisz cumpagn la sènar in dla stüa
sbasa i ali, pogia pör i bras
in sal svöd ca fa la pansa
dastend la pel fin a li gambi.
Al bröd, tiepid cum at piasz
at bagnarà i labr’apéna
fin a fai gni lüszènt
al silensi al gà un gran bel pruföm
al mé e al tö respir iè al sul segn
ca tòca l’aria.
Cuat posia regalar
pröma da sparciar cl’è bela not
at dares la mé lengua
e par miracul al mé sapel ca gò in testa
sentar n’atra volta
almenu n’atra volta
al mé nom
gnir föra da la tö bòca.
Menzione d'Onore
4° classificata LUIGIA SERAFINI
"Er silenzio de Pilato"
Il silenzio di Pilato
Lei posò er còre come fusse un fijo
in braccio a chi comanna.
Nun chiese amore, chiese solo voce.
Lui svicolò poi se lavò le mano.
Disse: “Nun posso”,
e mentre stava zitto, ha stretto troppo
e ’r còre ammutolì.
Er silenzio fu er chiodo.
La rinuncia, la croce.
Er còre cià creduto e nun strillò.
Pure, er silenzio ammazza.
Ammazza senza sangue e poi se sciacqua.
Lei cascò tutta quanta nell’amore:
quello che nun te sarva più ma impara.
E lì succese er fatto:
er còre rotto è diventato luce.
Lui restò omo, lei nun je l’ha fatta.
Lei s’è imparata er nome
de chi nun more manco quanno more.
Menzione d'Onore
5° classificato ADRIANA SCAGLIOLA
"Lampedusa"
Lampedusa
Sèmm bon ‘me el pan, siben che pàrom pèss
tra i ond e i scoeuj che spongen come risc
pàrtom inscì, senza vardann indree,
mènom con numm nè liber nè valìs,
dòmà i speranz de viv senza patì.
Calcaa ‘me ‘n d’on pollee su ‘sti sceppamm
con via motor e rèmm sfidom el mar.
Laver crepaa de sals, ciòmm vonsciscent
e luster de gasòli, pèll gremada.
Taccaa al còll di sò mamm i nòs niasc
ancamò biòtt de piumm e de peccaa
de tètt pass e svoiaa ciamen el latt.
L’ultem rial de linfa el sbilza foeura
di boritt guzz mes’ciaa a sudor e lagrem.
Di oeugg ambaa contra la tròppa lús
la sbarlusiss intrega de fà s’cèss
voeuja de viv, per sètt o per dersètt.
Inshallah, se Dio voeur ghe la farèmm.
Èmm bandonaa i broccàj de nòstra tèrra
per traversà l’inferna del desert,
del sprèzzi, di scuriad, di patiment.
Tra sgar, sbutton, pesciad e tanti bòtt
n’hann immedà ‘me besti sul barcon,
i cavallon n’hann s’gigottaa sòtt sora
de dì e de nòtt, ma sèmm scampaa al macèll.
In de la lùs rosada del primm ciar
se ved ‘na còsta bruna straluscià,
e quai lampàr lontan che se vesina.
Inshallah, se Dio ved ghe la farèmm.
N’ha vist: coi oeugg crespaa di pescadòr.
Menzione d'Onore
6° classificato ANTONIO ROSSI
"Su ‘entu de sa vita"
Il vento della vita
A boltas nos drommiamus in su monte ‘e sas rosas
e unu sonniu lezeri nocche giughiat a su buscu,
inue sas truveddas sonaian musica toppa
e-i sos caddos dischissiados currian.
A boltas ballaiamus girende che morroculas bezzas
e su mundu nostru pariat su regnu de sos anghelos,
s’alenu nostru profumaiat de aranz’in fiore
e sa luna prateada nos inzegaiat sos ojos.
Poi arriviat su ‘entu de sa vida a nos ischidare cun dulchesa,
su ‘entu ‘e sa ziminea porosa e de su pomo in sa chijina,
su ‘entu ‘e su filighe infarinadu e de sos astros bidrinos,
su ‘entu de sa salia brutta e de sas donzellas a brincos.
A boltas sos corpos nostros, appiccados a un‘ispau magicu,
parian puppieddas de istrazzu moribundas,
a boltas nos capitaiat de bischizare cun sas fadas
cando sos fiores, ‘asados da-e sas abes, s’abberian.
A boltas gulas istrambas nos isfioraian sa mente,
cando su mare asciuttendesi iscoberiat sos segretos;
su nostru fit un’andalitorra chena fine
in s’immensu trettu abbadrinadu de saffiros.
Poi arriviat su ‘entu de sa vida a nos ischidare cun dulchesa,
su ‘entu ‘e Nadale e de sos aranzos moddes,
de sos nanos furibundos chi odiaian sas aes,
su ‘entu ‘e sas chilandras e de sos amores simplizes.
Su ‘entu de sa vida.
Menzione di Merito
7° classificato PAOLO EMILIO URBANETTI
"Arbeit Macht Frei (16 ottobre 1943)"
Ariveno sur presto, co li cani,
li cami l’hanno messi sur cantone
de Via der Tempio, sfonneno er portone:
«Scennete! Tutti fora! E su le mani!»
Noi tutti giù de corza da li piani
co mamma che me fa: «Sveja Simone!
Dije de córe subbito a Parione
de stà anniscosto là fino a dimani!»
Ce spigneno pe forza su li cami,
mi’ madre s’è inguattati du’ brillocchi
porella… je li troveno, ‘st’infami.
Mo stamo su ‘sto treno che va dritto…
‘ndo va a finì ce l’ho davanti all’occhi
«LO SGOBBO VE FA LIBBERI» c’è scritto.
16 ottobre 1943, rastrellamento della Gestapo nel ghetto ebraico di Roma. I milleventitré arrestati furono tutti deportati direttamente ad Auschwitz. Ne tornarono sedici.
Menzione di Merito
8° classificato GAETANO CATALANI
"Tutt’a vita ca resta"
Tutta la vita che resta
“Pecchì mi fat’u campu nto spitàli?
“Dimmìgliu papà, moru cotraregliu?”
Chi nci rispundi, staci sempi mali,
ndavi cinc’anni e pari n’omicegliu.
Vol’u vaji a scola u mpar’a storia
e u mundu vol’u vidi sup’e navi,
du Pataterno nci ricanusciu a gloria,
ma ora pecchì cu igliu a ndavi?
Capisci tuttu chigliu ca non dicu
e s’accorgi si u sorrisu esti forzatu,
sent’a rraggia quand’u celu malidicu,
ma dici sempi “Non star’ammancupàtu!”.
Quandu nci manca l’aria s’ammaràzza
comu faci sutt’o ventu nu gabbianu,
ndi guarda spiritàtu e pò nd’abbrazza
mentr’a mamma sua nci ten’a manu.
Ferm’u rihjàtu finu a cchì m’affucu
e guard’u cogliu di gliu piccirigliu,
vorrìa sciuppar’u tubu i chigliu bucu
pemmu mi strozzu eu o postu d’igliu.
È terribili? No, è sulamenti a vita
ed è iglia ca voli u duna i tempi,
di voti è beglia, nta attri è dissapìta
e grida n’cogliu ca non si vinci sempi.
Ma comu fazzu ora u m’arrendu
nta na guerra i sempi cumbattuta,
stasira dint’a chjesia vaju fujèndu
c’u cor’a pezzi e na preghiera muta.
Menzione di Merito
9° classificato ERNESTO PETRELLA
"Nun ce fa’ caso …"
Non farci caso…
Nun ce fa’ caso, se mo parlo poco
starò solo a passà ‘n brutto momento,
ma er foco ch’abbruciava drento è fioco
e p’attizzallo nun ce sta più vento.
Nun ce fa’ caso, se nun ciò er soriso
che drento all’occhi me brillava acceso,
è annato via cusì, all’improvviso
rubbato dar destino che m’ha offeso.
Nun facce caso, se nun ciò la forza
pe riprovacce e ricascacce ancora,
ma mo, ogni sforzo drento me se smorza
e questo maggiormente m’addolora.
Sò botte queste che ce da la vita,
che quanno mena forte sa fà male,
mo sanguina profonna ogni ferita
e abbrucia come se ce fusse er sale.
E nun fa’ caso, si sto mette in rima
quello che all’occhi se straforma in pianto,
vedrai, ritornerò quello de prima
e nun me scorderò, che m’eri accanto!
Menzione di Merito
10° classificato GIUSEPPE MODICA
"‘Nta ‘llùttima làcrima"
Nell’ultima lacrima
‘I ‘nsùrti cuntàunu
‘u picca tiempu ‘arristàtu,
s’avìa fimmàtu ‘u sguardu
ma, ‘u cori ri tìmpa,
nun bloccàu r’ampunirisi.
N’alluttimi gesti,
‘u mistériu!
Si stutàu ‘cca facci sirena
‘nta na sira r’aùstu,
puru ‘iddu, comu ‘a mugghéri,
‘nta na sira r’aùstu!
Iu nunn’’a vitti ma,
‘lùttima lacrima, fuòssi,
lausàva ‘u sa munnu,
‘ddu munnu scanusciùtu
‘unni campàu ‘nséculu quasi.
I campani sunàru
‘a ‘gnunìa lenta ‘e l’ecu,
‘nta ‘ll’addìu, ‘arristàu supra ‘e tétta.
Pinnuliàu l’incensàriu
‘ché còccia ri mirra ‘addumàti,
l’asprìgnu cjiàuru si susìu
comu nuvuli nichi
finu ‘o nàsu ri ‘Ddiu.
RINGRAZIAMENTI
Ai giurati delle sezioni in concorso
Alla madrina del Premio
Ai collaboratori
Agli amici, agli artisti, autori e poeti partecipanti alla nona edizione di questo entusiasmante percorso tinteggiato con arte e poesia…perché:
“… la Vita è una tela che ci disegna prima ancora che i nostri passi conoscano la luce. Quando questo accade, lei ci passa i colori, lasciandoci tra le mani del tempo il compito di continuare a riempire ciò che oggi è bianco e che domani lo sarà di nuovo. E quello che ci rende speciali è il coraggio di desiderare ogni giorno una nuova tinta. E raccontarla… “
Con un pensiero speciale all’Amico e Autore Calogero Pettineo, da pochi giorni tornato alla Casa Celeste: il suo lascito è il testamento poetico con cui vogliamo ricordarlo, qui e in ogni possibile orizzonte-cielo.
Maria Grazia Vai



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