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lunedì 8 luglio 2013

Come d'antico vapore

 
 
COME D’ANTICO VAPORE



 
Potessi sgretolarmi adesso,
come il respiro sacrificato d’una
frana denudata, vorrei fiorire adulto
-ovunque sanguina il nome delle
tue strade senza nome-
 
E sarei, d’ogni ora, l’innevato utero
legato alla cecità di tutte le scintille
sperdute nei segreti di quell’Amore
assente, interdetto - come seta rossa
al capezzale d’un inverno adolescente -
 
Evanescente, come lo spegnersi della
penultima sigaretta. Nell’alba che si
fa sorda -di fronte allo specchio, e ti
parla di me, solo a sera.
 
E ci rende la prigionia del cielo. Tra
queste aguzze pareti che -tutto gridano
senza mai partorire niente. Ogni giorno.
Solo per credere la vita -la dolce attesa
di morire tra le mani del tuo sorriso.
 
 
maria grazia vai & paolo amoruso
luglioduemilatredici
 
 
…. sulle note di Aleah  “Vapour”….
 

domenica 7 luglio 2013

A scriverti di Maria Grazia Vai e Paolo Amoruso

 
A SCRIVERTI
 

Ho lasciato che fosse lo sguardo
timoroso dei tuoi gerani -a partorire
l’adolescenza di quel coraggio clandestino
tra le nocche -ancora vergini della mia voce.
 
Quei fiati che sfumano altrove
come un bacio aggrappato alla pelle,
lasciato alle mani -e mai respirati.
Incavati come il sangue di un rimpianto
rimasto coperto nella bocca innocente
del vento.
 
Quel desiderio d’essere acqua
che brucia, mentre tutto tace -e solo
il sapore del tuo sorriso cammina le
rosse carreggiate dell’esistenza.
Mendicandomi briciole di desiderio
nelle tasche scucite d’ogni vorace
preghiera.
 
La morbida cenere che ci disegna
la bocca, nostalgia di quegli occhi
che strappano l’aria. E si adagia
-leggera, sulla fronte di un sogno
 
Come fosse -della mia tenerezza,
l’avorio e il sale che ti decora le unghie
e il ventre di un sorriso.
 
 
Maria Grazia Vai & Paolo Amoruso
setteluglioduemilatredici
 
sulle note di “ Underwater Bride – Passenger “

sabato 6 luglio 2013

ispirata da “ Ritratto di Signora” attribuito a Gustav Klimt)

 


Li senti urlare i miei occhi?
 
Per te, ho vestito di rosso
le viole e i miei bottoni,
slacciando di poco
le inquiete parole
del mio giardino

 
Vedessi quanti giorni
conosce il vento
Quel suo camminare
malinconico e stanco
dentro i passi del mio
risveglio,

 
nel silenzio di un’anfora
colma d’inverni
Niente di più
che una fiammella
muta e di spalle
alla vita.

 
Eppure, mi hai dipinta
d’inchiostro per tutta
una vita. E per te, ho
annerito di rosso
tutti i viali che recano
il tuo nome

 
Ora che il labbro del cuore
-è del sorriso
quella tela rovente d’amore
tra le chiome dei miei
sordi colori,

 
dove ancora ritorno
Dove ancora mi spoglio

 
Qui, dietro l’ombra sfuggente
degli occhi
Partorendoti la felicità,

o anche solo il sangue della
mia voce

 
dove -ancora una volta
o per sempre, mi stringi
la solitudine
alla placenta di un sogno-
 
…sussurrandomi.


 

Maria Grazia Vai
(ispirata da “ Ritratto di Signora” attribuito a Gustav Klimt)
 
 
 

martedì 2 luglio 2013

ALDEBARAN “ LA PREMIERE “

ALDEBARAN  “ LA PREMIERE  “
5 LUGLIO 2013
 
HENRY'S  CAFE'  Viale Col di Lana N° 4  MILANO
 
 
" INNO ALL'AMORE",
l'opera di Lorenzo Maria Bottari che riveste la copertina di


ALDEBARAN

الدبران


 la silloge di Paolo Amoruso e Maria Grazia Vai
(tra pochi giorni insieme....il dipinto e il libro.)

Première della silloge:

Venerdì 5 luglio 2013 ore 19.00 presso l’ Henry's Cafè
in Viale Col di Lana 4 a Milano.

Presenti entrambi gli autori:
 Paolo Amoruso  (da Bari) e Maria Grazia Vai  (da Bubbiano –MI)

Relatore Gianluca Regondi
con la partecipazione
del Maestro Bottari e del poeta Nunzio Buono

 


Sotto ai Fiori Del Glicine

 
SOTTO AI FIORI DEL GLICINE
 

Sapessi amarti dove matura
il sangue delle parole
tornerei ad essere quel palmo
d’acqua che scava il seme del sorriso
 
Là dove la carne spoglia la sua
timidezza per diventare
un cancello di spine. Pronto a
soffocare nel sorriso della nebbia
rendendoci d’una casa il fermento
della sua luce.
 
Quella pioggia che torna
a fiore gli anobi delle maniglie
e a pulirmi le bacche di chimera,
entrandoci. Perché io sono un
portone, e Tu il respiro che arriva
a guardare oltre l’intimo scomparto
della serratura.
 
O la chiave di glicine che mi apre,
senza fare rumore.
 
-E di tutti i fermagli sudati, la bocca
e la voce della mia rinascita- sullo
schienale arboreo del tuo inchiostro.
 
 
 (Maria Grazia Vai & Paolo Amoruso, 1luglioduemila13)
... ”aspettando Aldebaran -gli inchiostri s'inseguono, scrivendo l’afa del silenzio “ …

sulle note di

 
 
 

domenica 30 giugno 2013

A spettinarti l'ansia (e i suoi recinti)



A SPETTINARTI L’ANSIA (E I SUOI RECINTI)





Ritrovarti dove il labbro della notte fiorisce
ancora testamenti d’un fuoco mendicante.
Nell’acuto predicare la linea obliqua delle mani,
fin sopra quella fronte pungente che - dissanguando
ogni mia parola, portava doni ai tuoi polsi-

Quel fiato sudato dagli occhi frettolosi
che mi scava i segreti della pelle, rendendomi
della notte l’albume di un sogno

L’ora in cui le stagioni fanno l’amore
con l’incertezza del cielo, consumando
le prime ore del mattino nell’afoso
d’un bacio che spettina le voci nell’utero
di tutte le mie ansie.

Riscrivendoci clandestini senza veli nelle vene
del vorace desiderio d’una -ampolla cocente
d’amore- tra i sorrisi di un’orchidea che nasconde
ancora la rossa saliva dei suoi recinti.

Quella rabbia che ubriacandomi
ti spettina la nausea alle parole tornate a
ricucirmi l’ansia d’una felicità sui fianchi
del rimpianto.  Come il sangue d’una supplica che
stringe le ginocchia al silenzio. Senza
fare rumore, senza neppure accendere
il fiato d’un risveglio sfiorato.

Come fossi tu l’estate che m’incava al
respiro del tuo cielo. Pesante, nelle labbra
sporche delle mani. Seppure sembra ti
stia ancora masticando l’inverno
nel sorriso d’una pietra rovente d’amore,
tra le chiome infanti dei miei vuoti silenzi.

Nel fenditoio maculato della tua gola, dove
sei la mano di canfora che mi spalanca la bocca.
E ascoltandomi -m’invecchia.


Maria Grazia Vai & Paolo Amoruso


…. sulle note di  Adiemus Elegia ….


ALDEBARAN

 
silloge poetica scritta a quattro mani
 dai poeti

Maria Grazia Vai (Pavia) e Paolo Amoruso (Bari)


 

 

Oltre 500 punti vendita sono pronti per accoglierti.
A tua disposizione tutte le insegne dei nostri negozi:
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Librerie Mondadori, Edicolè, Gulliver, Mondolibri.

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venerdì 28 giugno 2013

FANTASIA SU RICERCARE - Mark Drusco




Brano tratto da " La Memoria dell'Ignoto "

I Sentieri della Profondità

RUPE  MUTEVOLE  EDIZIONI
Isbn 978 88 6591 183 9

Collama SUPERNAL ARMONY

Suite per clavicembalo e archi


                        
                    


(10 brani in diverse tonalità)
Registrazione con  clavincembalo fiammingo, tiorba, violoncelli e contrabbassi antichi.

I Sentieri della Profondità, di poco antecendenti il Cantico di Primordialità, esplorano l'epica vastità della Profondità dell'Ignoto. Tutta la suite è condotta dalle sonorità labirintiche del clavicembalo, cui seguono, a volte  in parallele armonie, altre volte affiancate, le sonorità magnetiche e profonde del violoncello e del contrabbasso.

                        Regia e montaggio video Maria Grazia Vai, responsabile di Collana

Clavicembali d’amore di Maria Grazia Vai (Amore)

 
CLAVICEMBALI D’AMORE
 


Vorrei mi coprisse di rosso
quell’aria che scendendomi il fiato
ti riscrive mano concitata tra le umide
fiaccole degli occhi. E scardinando
-l’indefinito- dagl’infissi robusti dei
tuoi anni, raggiunge il cuore d’ogni
serratura, distruggendo ogni pozzo
salato di silenzio.
 
Come fossi destinata ad intrufolarmi
tra le sottane asciutte della pioggia, e
cadendo diventare la cecità che ti ritrae
clavicembalo sugli agrifogli sacri del seme.
Rendendomi la voce che oggi maschera
ogni tua direzione
 
Grumo d’acqua che ancora fiorisce l’acuto
e vorace predicare delle tue labbra. L’indaco
desiderio fin sopra la fronte pungente del
mare a penetrarti l’idioma segreto dello
sguardo. Perché tu sia dell’acqua -il sorriso
sugli abiti maculati della mia giovinezza. Ed io
- il fuoco d’una danza sulla bocca del tuo passo-
 
fremente…
 
 
 
 
Maria Grazia Vai & Paolo Amoruso
28giugnoduemila12
  
sulle note di  “ FANTASIA SU RICERCARE - Mark Drusco “

mercoledì 19 giugno 2013

 
 
 
DELL’ANDARE È IL TEMPO LIEVE

(impressioni)




Inversa  alla stagione del ciliegio - nel silenzio calmo di fine inverno
- la vita indugia. Un tramonto di luce cambia il passo  fra un respiro
e il placarsi del vento. Mi ricorda vigneti di nebbie e presenze. Antichi
sapori di casa e partenze Per ogni ceppo che brucia un germoglio
si nutre della sua luce…dell’andare, è il tempo lieve della rinascita.

 

Maria Grazia Vai
ventiquattrofebbraio duemila12





Nel Sanguinare Del Vento di Maria Grazia Vai & Paolo Amoruso

 
 
Nasco dove la tua voce impara ad essere
la mano di fuoco che scrivendo
annaspa alla foce d’ogni tormento.
 
Mormorio di parole che sboccia fin dentro
la gola degli occhi, prima che torni ad abbaiare
sulla ruga più intima della notte.
 
Quel fiorire improvviso tra lo stridere acerbo
delle rondini, quelle stesse che passando
fanno l’amore con i giocattoli dei nostri baci assenti
 
Là dove ti vivo -accovacciato all’anima-
l’esaltazione preziosa dell’Amore, sanguinandoti
il silenzio con cui pronunciarti l’alba e il suo sgomento.
 
Lì, t’avrei saputo incidere nella mia stessa
voce. E morire di te, di quell’idioma che mi traduce
e sazia il cuore, e fa del mio silenzio la danza acuminata
dei tuoi passi frementi
 
Dove il ghiaccio sorvola i miei roventi inverni
e tu sei lastra di vento sulle mie bianche labbra -rosse.
 
 
 
Maria Grazia Vai & Paolo Amoruso
18giugnoduemila13
 
 
sulle note di  “ Daughter – Run “

domenica 16 giugno 2013

A rinnegare il sole

 
 
Ancora. Accendimi le caviglie
sopra gli sguardi stropicciati
di questi rossi viticci. Accendimi
con un filo di buio, quello che
solo la tua voce sa tossire.
 
E d’ogni palmo di nettare sfiorami,
con il pizzo lucente dei tuoi bianchi
tizzoni, traducendomi in labbro
sudato -le radici, prima che soffochi
la danza della penultima sigaretta.
 
E senza colpe, scoprirmi -vestita di
sola luce.- Mentre il cielo zampilla
il tuo nome nelle maniche ancora
vuote, di questo lungo -e necessario
bruciare nel fuoco che di Te rimane
 
per inseguirti il vento sul nascere.
Sfumandoti in sangue l’azzurro delle
mani -fin oltre la consapevolezza
dello sprofondare le pieghe del sole,
nel derma rovente dell’attesa. Quel
guscio sempre acceso tra le tue -lanterne
d’Amore.
 
 
Maria Grazia Vai & Paolo Amoruso
 16giugnoduemila13
 
sulle note di “ call off your storm “


sabato 15 giugno 2013

ALDEBARAN, la premiere

 
 
Maria Grazia Vai e Paolo Amoruso
 
sono lieti di invitarvi alla premiere di
 
ALDEBARAN
الدبران
 la silloge
 

Venerdì 5 luglio 2013 ore 20,30
Henry's Cafè, Viale Col di Lana 4 Milano
 
Relatore Gianluca Regondi, poeta
 
Ospite d’onore il maestro Lorenzo Maria Bottari
autore di “ INNO ALL’AMORE “
L’opera d’arte in copertina che verrà esposta su gentile concessione dell’artista
Ospite d’eccezione il poeta Nunzio Buono
 seguici anche sulla pagina evento di face book
 "ALDEBARAN" è una raccolta corale di poesie, circa un centinaio che, come dice il poeta Gianluca Regondi, curatore della prefazione "...è la cronaca di un incontro, è la meraviglia di un incontro con la scrittura fluida tra due anime che hanno incontrato la poesia..."
"Aldebaran" è proprio questo un inno all'importanza della Poesia, quella vera, che scandaglia le ossa pesanti del silenzio, e permette all'individuo che l'accoglie di spogliarsi al mondo che cammina, e al mondo, oltre il mondo "darsi".
"Aldebaran" è un libro forte. Le pagine che lo compongono ci descrivono un "vivere la parola" a 360°. Ed è raro incontrare autori come Paolo Amoruso e Maria Grazia Vai, che non solo vivono la Poesia, ma sanno raccontarla, straordinariamente.

Inoltre, questa preziosa raccolta di poesie sembra abbracciare l'eco profondo della notte. Quassi la maggior parte delle poesie vogliano trattenere il sorriso di un momento, senza che questo si disperda nel nuovo giorno. O molto probabilmente, trattenendo la meraviglia di un momento, scrivere ogni nuovo giorno.

In quarta di copertina, alcuni versi si presentano come la traduzione dell'intero libro:

"Come non fossi mai stato individuo
ma, l'anima adulta delle tue labbra
libere. E tu l'unica corda di violino
a struggermi le ali. -E le maree tutte-"

 
 ALDEBARAN
الدبران
 
la silloge di
MARIA GRAZIA VAI & PAOLO AMORUSO
 
RUPE MUTEVOLE Edizioni
Collana POESIA
ISBN 978 88 6591 286 7
Euro 10,00
 
 
Immagine di copertina
“INNO ALL’AMORE”
olio su tela, cm. 70 x 70, 2012 © Lorenzo Maria Bottari


venerdì 14 giugno 2013

Gli occhi con cui ti penso

 
GLI OCCHI CON CUI TI PENSO
 

T’inseguo l’ombra sul dorso
dell’aria, tra gli occhi di un
abbraccio che ti guarda da
lontano, come a perdermi
fra le ossa di un pensiero che
mi strugge i polsi e m’allontana
dal tuo nome
 
ma scrive -senza aprire gli
occhi. Come la più silenziosa
delle candele sull’uscio acerbo
della tua fronte- noncurante
del giorno che irrompe sulle
gote di un ricamo. E lì, ti
dipinge, partorendoti col
fiato senza verbo di un respiro.
 
E ogni notte, maturando sotto
al sole -ti rende paesaggio indelebile-
d’un sogno senza più ritorno.
 
 
Maria Grazia Vai
sulle note di “ Grimes – Heartbeats “