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sabato 20 aprile 2013

L’ignara voce del silenzio di Maria Grazia Vai (Amore)

 
L’IGNARA VOCE DEL SILENZIO
 
 
La pietra si fa pioggia
e torna a farsi ghiaccio,
come un glicine di neve
sull’asfalto
 
Tra i passi
dove tu non passi,
dove  lasciasti cadere
l’ultimo sguardo
 
Nella voragine
di quel dolore
oggi
ho seminato bulbi di giaggiolo
 
rossi.
 
Maria Grazia Vai
20aprileduemila13
 
 
sulle note di “Towers “ di Bon Iver

mercoledì 17 aprile 2013

INNO ALL'AMORE

 
“ INNO ALL’AMORE ” 
 
 Lorenzo Maria Bottari, 2012
olio su tela, cm. 70 x 70
 
 
 
copertina della silloge inedita

ALDEBARAN
الدبران



(RUPE MUTEVOLE Editore, Maggio 2013)
 
di Maria Grazia Vai e Paolo Amoruso

prefazione a cura del poeta
Gianluca Regondi


Aldebaran è una stella appartenente alla costellazione del Toro, è la stella più luminosa della costellazione, nonché la quattordicesima stella più luminosa del cielo notturno. Distante circa 65 anni luce dalla Terra è una gigante arancione di classe spettrale, circa 500 volte più luminosa del Sole e una quarantina di volte più grande. Si tratta in realtà di una stella doppia in quanto la principale possiede una piccola compagna…Il suo nome deriva dalla parola araba الدبران al-Dabarān, "l'inseguitore", in riferimento al modo in cui la stella sembra seguire l'ammasso delle Pleiadi nel loro moto notturno. Astrologicamente, Aldebaran era una stella fortunata, che portava ricchezze e onori. Era, insieme ad Antares, Regolo e Fomalhaut, una delle quattro "stelle regali" dei Persiani.

Aldebaran, la nostra chiave di violino in sol di poesia, e d'intarsi -e antico, ricamata. Due occhi che viaggiano senza il peso delle valigie, e al posto delle stesse l'inchiostro del cielo che ci ha trovato e unito con le parole, le nostre mani.

 
                 Paolo Amoruso                                 Maria Grazia Vai
 
A PROPOSITO DI PAOLO E MARÍE
 
La poesia è un sedimento millenario. Viene trasportato da una corrente inaccessibile,  corre, ruzzola come una trottola da un’ anima all’altra, senza nessuna possibilità che questa si disperda in gorghi infernali, o peggio ancora, che venga tacitata da un tempo più forte di tutto. La poesia, la forza della poesia, sta proprio qui, nel suo accadere inconscio e non cercato. Quando si accende, splende nella volta celeste, come una stella, e in ricordo di questo suo splendore inizia un dialogo, un susseguirsi nella meraviglia d’aver scalfito un muro, un silenzio, un’apatia che paralizza, banalizza ogni istante dell’esistenza che sembra fuggire via; e in tutto questo strano accadere, non si è più soli, perché nel frattempo senti altre voci, incontri altre persone con un loro percorso, con un loro sedimento di parole che è il loro vissuto, testimoniando l’esistenza di questo sedimento (e più in generale l’arte) che arricchisce e fortifica.
 Questa silloge è la cronaca di un’ incontro, è la meraviglia di un’ incontro con la scrittura fluida tra due anime che hanno incontrato la poesia ….
Sembra quasi che vi sia una specie di entità che si diverta, che giochi con le parole per poi trasformarla in ciò che noi umani l’abbiamo definita poesia, è una convulsa riscoperta della purezza, della speranza di poter incontrare qualcosa che non sia una vita fatta “dell’odore triste dei lampioni spenti” …. “in questo colare di stanze ferite, a picco sul mare”.
Marie e Paolo, appunto, affrontano tutto questo, con il cipiglio di un bimbo che vuole ri-scoprire la purezza che li ha generati, la meraviglia che provano nel aver trovato una specie di “linguaggio segreto delle stelle”, perché sanno del “sudore delle comete”.
E se è poesia ciò che sentiamo non siamo i soli e soprattutto non siamo soli, la poesia può essere una madre, o una stella … la più grande … la più luminosa.
 
 
                                                 Gianluca Regondi


  


domenica 14 aprile 2013

EPILOGO

 
EPILOGO
 
 
 
Potessi
come l’acqua,
come un vento rabbioso,
-sfaldarmi-
 
essiccando,
penetrandoti il buio
e la neve
 
e lì
fiorire,
 
schiantandomi
 
Febbrile
come iperbole di marzo
 
 
Maria Grazia Vai
quattordiciaprileduemila13
 
 
 
…sulle note di “ Pretender “ Sara Jaffe…

martedì 9 aprile 2013

LATITUDINI E DISTANZE poesia di Paolo Amoruso e Maria Grazia Vai

LATITUDINI E DISTANZE
 
poesia di Paolo Amoruso e Maria Grazia Vai
tratta dalla Silloge inedita “ ALDEBARAN “
voce narrante Gianluca Regondi, poeta
sulle note di “ Love is a mistery “ di Ludovico Einaudi
 
 
Dove ancora un ricordo acido mi svuota
diventando la piega pesante
d’un maglione troppo sporco,
tu sei il fontanile
dove m’inginocchio e torno ad essere
la cura di quella terra ancora arida.
 
E profuma di vita il tuo respiro,
quella vita che somiglia alla pioggia
che mai si stanca di portarmi
la comprensione del cielo, e che
ogni volta allarga le mie nocche.
 
E cade
come ricongiunta al tempo,
laddove s’alzano le braccia
e i girasoli piegano al giorno che scompare.
Dove torni ad allargare nuovi spazi
Dove resta l’eco
che mi stringe il fianco
 
Quella mano
che trattiene il fiato delle cose,
misurando la dolcezza del silenzio
E farsi canto tra la legna dell’inverno
 
Dove tutto brucia
e TU
ritorni ad asciugare le trine d’ogni mia stagione
 
maiagraziavai & paoloamoruso
nelprimogiornodiprimavera


lunedì 1 aprile 2013

Snow di Maria Grazia Vai (Amore)

 
SNOW
 
 
Pioggia d’orchidea, nel passo
più sordo del giorno, fiorisce
l’asfalto degli occhi in drappi
di malinconia, e voci di silenzio
 
E’ rumore dei miei giorni di
neve, di quelli arsi dal gelo,
in cui stelle e papaveri urlavano
-dal fondo di una pozzanghera-
la sete rauca di un’eclissi di cuore
 
Luce incolta che ancora sogna
di migrare aldilà delle risaie,
oltre i grappoli di sale e la
vendemmia prematura di parole
o -semplicemente, farsi innesto
tra le magnolie delle le tue farfalle
 
Quell’intarsio tra le grondaie,
a camminarti il bianco dell’inverno.
 
 
Maria Grazia Vai
nelsecondogiornodiaprile2013
 
...sulle note di “Snow” di Frida Sundemo…

domenica 31 marzo 2013

UN BUIO DI FINESTRA - videopoesia .

 
UN BUIO DI FINESTRA
 
poesia e video di Maria Grazia Vai
voce narrante Gianluca  Regondi, poeta
sulle note di FIX YOU – Coldplay
piano version di Andrea Gherardi
 
 
 
 

Poussière d’Étoile di Maria Grazia Vai (Amore)

 
POUSSIÈRE D’ÉTOILE
 
 
 
Hanno le nocche rosse delle rincorse
e sbattono contro le scritte
di neon e malinconia
 
questi grani di pioggia che un tempo
ti furono casa e languore,
il giorno in cui rompesti il silenzio
con dentro tutti i miei salvadanai
 
E’ il vento, che bagna le ali
alle rondini di mare che avevi nel cielo
Quel fiato mi rammenta
quanto mi sei piovuto addosso
quanto, esondandomi ai fianchi,
ho pianto.
 
E mi parla gl’inverni delle mani
 
Ogni volta che ti ascolto la distanza
Ogni volta che ritagli scampoli dalla mia vita
Mentre fioriscono ogni sera
- sui lividi che lascia una foglia, cadendo -
le rose
 
Qui, negli eterni domani
dove l’oggi, è ancora -in divenire
 
Io, l’incerta stella che l’insegue

 
 Maria Grazia Vai
31marzo2013
 
 
 
...sulle note di  Delirium "Stardust" ...

sabato 23 marzo 2013

...nei pressi della quattordicesima stella

 
ASFALTI
 
 
Cercami,
dove il tempo si ferma e la terra trema
come il fango sulle braccia di rotaie paralizzate,
dove arriva la luce a scartare l’ultimo sospiro
e poi ogni espressione si concede all’urlo cieco
di un affanno che sanguina, ma che non smette
di correre.
 
Quel tempo ch’eravamo,
quando ancora il tempo sedeva nell’incavo della tua bocca
In cerca di un respiro, come fosse un giorno fuori posto
trattenuto tra le grandi maglie di un temporale
che non smette -rincorrendoci,
di piovere
 
Quel silenzio d’autunno,
che si spezza a mezz’aria come un ramo di foglia
Evanescente, e come nebbia sul fiume
riflette la vita che si schiude
laddove lo sguardo si sofferma
ad ascoltare le ragioni brevi degli stessi errori
Cerami,
ogni volta che un pensiero -come un cancello rotto,
sbatte tra le costole o l’innesto selvatico del tempo
quello che ritorna dal bosco alle radici
e come un fremito risveglia le caviglie
della sera
 
Mi troverai
tra la pioggia che affiora dai prati.
Sul greto di una stanza che alle volte sanguina
ma che non smette di ascoltare
i rumori del cielo, del silenzio
 
e dell’asfalto.
 
 Maria Grazia Vai & Paolo Amoruso
ottomarzoduemila12


martedì 19 marzo 2013

Nei cieli incerti di marzo

 
NEI CIELI INCERTI DI MARZO
 
E’ in lontananza
che t’ascolto arrivare
Così è la neve
che si sta preparando
a cadere
Così la foglia dai gelsi
che copre il canto dell’airone
in questi cieli
-incerti di Marzo
 
E come certi dolori,
così è la dolcezza di un addio
che come noi
-pur di non cadere-
inesorabilmente resta appesa
al penultimo filo di vento
Così la tua assenza
che ancora si muove
tra le maglie troppo strette
della mia malinconia
 
Quando anche il giorno arriva
e senza me
-fingendo di sognare
se ne va a dormire-
proprio mentre il tuo silenzio,
mi sveglia la notte
E mi parla.
 
 
 
Maria Grazia Vai
diciassettemarzoduemila13
sulle note di “ Due ali per restare” di Stefano Ottomano

domenica 10 marzo 2013

Un buio di finestra

 
UN BUIO DI FINESTRA
 
 
Acqua e poi di nuovo il sibilo del vento
Lo sento scivolare sopra i tetti,
dentro i sandali e le rughe
per poi cadere sopra le rotaie
di un viaggio abbandonato
 
E’ questo andare di nebbia e foglie
quel tintinnio di voce
che arriva a sbiadire gli occhi
e stingermi il silenzio
E’ la tua mano che non vedo
o che non vuole entrare
e resta fuori, senza dire niente
 
E’ il buio che ritorna
ad incensare le finestre e il bosco
questo annaspare di parole
su cui scivola, senza cadere
l’urlo feroce della notte
 
Quel nero
che mi gronda la bocca
ma non mi ascolta
Che alberga le mie stanze
E che non vuole
andare via.
 
 
 Maria Grazia Vai
11marzoduemila13

sabato 9 marzo 2013

Glicine di mare - Poesia di Maria Grazia Vai (Amore)

 
GLICINE DI MARE
 
 
Questo silenzio d’ombre
mi sbadiglia le labbra
e la carne del cuore
E come fiore di pesco
s’infiamma tra le sillabe del vento
 
E’ spuma di luna
che mi respira addosso.
 
Ricamo d’organza
che mi disegna onda e risacca
su questo soffitto d’alba
e parole
spesse quanto un sospiro di voce
evaporato lentamente
dalle mie corde alle tue mani
 
E di questo respiro lieve
la notte non si cura
 
Solo il faro -come glicine di mare
fiorisce il tuono che s’implode
con te al suo centro
 
-in me, Dentro-

Maria Grazia Vai
diecimarzoduemila13

ANOTHER LIFE TO LOSE di Paolo Amoruso

ANOTHER LIFE TO LOSE
 
 
poesia di Paolo Amoruso
Video di Maria Grazia Vai
sulle note di "Arrival Of The Birds"
 
 
 Corro nei pressi di una ferrovia
dove una voce mi ripete di
conoscere la strada per tornare a riva.
 
Mi chiede di pagare un tributo
che contenga tutta la mia felicità,
e una manciata di parole che sappiano descrivere
in che modo il mio sangue percorre il bivio
che porta all'uscita della frazione dei concimi,
uno svincolo che ha la forma di una bocca,
una bocca violenta dalle sporgenze letali.
Le rispondo che non ho paura di spezzarmi,
e mentre l'aria si frantuma le ripeto
che preferisco tenermi la mia felicità,
e che sono pronto ad inciderla nelle scritte che mi seguono.
 
Mi dice che presto evaporerò
nel freddo vortice dei vagoni spenti
e che non avrò tempo di baciare i fogli.
Resto in silenzio e la invito a sbrigarsi,
spiegandole che sarò carne ancora per poco
e che prima di abusarmi deve sconfiggere la morte che mi veste.
Lei non sa che da quando ho memoria
sono un carteggio di voci modulate,
che nascono dal sudore acerbo dei giorni neri,
e si spengono ad ogni sorriso che coincide
con il nome di una lirica.
 
E intanto ch'estrae la sua rivoltella
della stessa sono il proiettile,
un trillo nerboruto che raggiunge il cielo, e squarciandolo
diventa brace di occhi che leggono.
 
 
 Paolo Amoruso
marzo 2013
tutti i diritti riservati


Raramente si spegne (videopoesia)

 
 
 RARAMENTE
(si spegne)
 
 
 
 
poesia e video di Maria Grazia Vai
voce narrante Gianluca Regondi, poeta
sulle note di “ The Edge of Night “


Planando - Poesia di Maria Grazia Vai (Impressioni)

 
PLANANDO
 
  

 
 Ci appartiene
il rumore del tempo
il pudore della pioggia
e il silenzio di un lamento d’acero
che offusca, senza volerlo
il sole.
 
Deltaplani di vetro
a disegnare il vento
 
Mentre l’acqua
ancora indugia
e a gocce -accade-
sulla vita

Passando
 
 
maria grazia vai
marzoduemila13


venerdì 8 marzo 2013

Da qualche parte

 
DA QUALCHE PARTE
 
La pioggia
sovrappone altra pioggia
alla resa
 
Poche gocce
ma piangono scenari
d’altri luoghi
 
Altri
si sfaldano
tra la neve e il silenzio
 
in questa macchia d’inverno
che torna
dagli occhi al deserto
 
Ogni sera.
Con solo me, accanto
 
 
Maria Grazia Vai
9marzoduemila13

mercoledì 6 marzo 2013

SGUARDI D’ACQUA vidoepoesia

 
SGUARDI D’ACQUA
 
 
Poesia e video di
Maria Grazia Vai
 
Voce narrante
Enzo Lomanno, poeta
 
sulle note di " Us and Them "  Pink Floyd


martedì 5 marzo 2013

L’ultima neve di primaver

 
L’ULTIMA NEVE DI PRIMAVERA
 
 
E poi ci sono giorni
che s’increspano
laddove gli angoli del cuore
-con uno sguardo-
siedono il vento e l’orizzonte,
mentre le onde del cielo
con l’altra mano afferrano
 
Ma solo per tenerezza
solleva e abbassa il petto
quel dondolio di stella
che sonnecchiando
schiude gli occhi
e incendia il faro
 
prima che l’alba
giungendo a riva
-come se stesse ancora dormendo-
ci svegli
 
 

Maria Grazia Vai
cinquemarzoduemila13

sulle note di “Due ali per restare” di Stefano Ottomano