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lunedì 9 marzo 2015

conchiglie d’autore


conchiglie dautore
 
dodici voci dipingono il mare

 
PoesiArte

Sabato 7 marzo alle ore 18
presso il PATZE’ Cook & Bar di Torino

 

si è svolta la presentazione della silloge
 
conchiglie dautore

Octopus Edizioni

 
 
 


curatrice e presentatrice del progetto
Maria Grazia Vai

coadiuvata dalla presenza dei poeti


Manola Gini  e Nunzio Buono
Gianluca Regondi, Giuseppe Guidolin,
Calogero Pettineo
 
Gianluca Regondi


Giuseppe Guidolin


Manola Gini e Nunzio Buono

Alberto Bongini e Calogero Pettineo
Alberto Bongini con Maria Grazia Vai

presente il pittore
Alberto Bongini
ideatore delle copertine
dipinte a mano con 120 immagini
tutte diverse
 Anche in quarta di copertina,
la personalizzaione col nome dell’autore
-inciso a mano-
rende unica e preziosa
l’intera opera editoriale
 



“ IL TUTTO SERVITO sui VASSOINI dei SORRISI “

I VASSOINI DEI SORRISI
 
I poeti si sono via via alternati nella lettura delle poesie

In sottofondo la proiezione del video booktrailer

 
concludendo in allegria con foto ricordo tra gli aperitivi e
le dediche su alcune delle preziose sillogi
che i presenti si sono “accaparrati”
 
alcune immagini delle sillogi di PATRIZIA STEFANELLI
 
alcune immagini delle sillogi di ROSA LEONE
 

alcune immagini delle sillogi di NADIA DE STEFANO

alcune immagini delle sillogi di CARMELO SANFILIPPO Alias RASIMACO

alcune immagini delle sillogi di ENSOLI

alcune immagini delle sillogi di ANGELO FIOROLI

alcune immagini delle sillogi di MANOLA GINI

I VASSOINI DEI SORRISI
 
alcune immagini delle sillogi

alcune immagini delle sillogi di MARIA GRAZIA VAI
 
alcune immagini delle sillogi di MARIA GRAZIA VAI

alcune immagini delle sillogi di CALOGERO PETTINEO

alcune immagini delle sillogi di NUNZIO BUONO
 
Terreno fertile per gettare una nuova “sfida”
con un nuovo e ispiratissimo tema
 sui segni che il tempo -passando- ci lascia
 

GRAFFITI dautore
a settembre….

“ to be continued “
 

 


Maria Grazia Vai
7 marzo 2015

domenica 1 marzo 2015

DI VANIGLIA E LILLA’

Di vaniglia e lilla' di Maria Grazia Vai (Amore)




DI VANIGLIA E LILLA’

T’avrei saputo scrivere
di pioggia e di lillà
mentre scorrevi piano tra i fogli
e le parole
 
Eri quel segno bianco sulla pelle
Qualcosa d’impigliato alle bordure di un tramonto
appena sopra il volo di un gabbiano
che -come me, si stava innamorando
Eri del glicine l’inverno,
un davanzale acceso tra i cespugli di novembre
 
Eppure
 
grondasti dentro un bacio
-come neve sulla sabbia,
qualcosa di dolcissimo tra i clivi delle rose
tu, appena sotto i rami del mio salice
dove la notte ti ritrova e il sogno diventa il liquido
colore di un abbraccio
Un solco variegato dentro il petto
proprio sotto la curva dei tuoi occhi
che come me -si fa foresta d’usignoli
                              
e di vaniglia, ci colora il volo.




Maria Grazia Vai
sulle note di Bliss - "Silence"

domenica 15 febbraio 2015

(DENTRO) L’ULTIMO NIDO DELL’INVERNO

(dentro) l'ultimo nido dell'inverno di Maria Grazia Vai (Amore)






Non le parole
che illuminano spiagge
piuttosto
 granelli di sangue
dimenticati accesi
tra me, te
e le ringhiere ammutolite di un cortile.

Oltre la siepe
vive un rumore d’aria
come di un treno
che non aspetta
che il fischio della
notte per trattenerci

come di onde
fiorite nel costato
come di un viaggio di
chi no ha più
un volto
o un’ombra da
scoprire.

(Esilio di labbra che trovano
respiro
dentro una bolla d’acqua)

nel fondo di un
tramonto senza fiato
nei solchi delle zolle
nelle risaie
disseminate a viole

quel nostro
ritrovarci, senza portarci via
dentro un fruscio di
braccia
e senza voce
che ancora stringono

( E  nel mio petto
-come nei pesci- finestre e piantagioni, spalancano)

E nel tuo cielo di
comete,
in lontananza,

d’azzurro, cantando -fremono.



Maria Grazia Vai
15febbraioduemila15
sulle  note di Kwoon  “ I Lived On The Moon “



domenica 25 gennaio 2015

SENZA ALTRO DIRE

puoi ascoltyarla anche sul mio blog di SCRIVERE.INFO



 


SENZA ALTRO DIRE




Albeggia dai rami
sgomitolando sogni d’acqua
che mi bagnano
strusciandomi la bocca

dove la notte -non vista,
si insinua
tra le radici e le candele accese
fino
al calare del pensiero


dove le rose
di rigagnolo in ricamo - spiaggiano
e il silenzio
-di pioggia in pioggia-
dorme ancora il
bianco sonno d’altre lenzuola


in questo mare in cui ti affacci
e sembrano poesie le stelle che mi accadono

qui,
dove scricchiola una vela

ed è soltanto uno sfiorire d’aria
tra noi
la dura madre e la corteccia morbida
del cielo

tra le ginestre spalancate
e la mia bocca

-Senza riparo, sopra l’azzurro mare.
 


 


Maria Grazia Vai
25gennaioduemila15


 

sabato 17 gennaio 2015

FINO A TE


 

 
 
FINO A TE

 
E fui silenzio
legato accanto alla tua voce
E ascoltai l’andare della pioggia
che per incanto ritrovava in te
la curva all’orizzonte
 
In un digiuno
ad elemosinar parole
Come sui verbi il mutare delle labbra
 
Come un foulard
dimenticato accanto alla tua pena
senza null’altro che il soffio dell’inverno
sull’uscio della sera

 

  
Maria Grazia Vai
14gennaioduemila15

giovedì 1 gennaio 2015

NEL RITROVARCI

puoi ascoltarla anche sul mio blog di SCRIVERE.INFO




 
 
Forse che il fango
serve a deporre altre zolle
tra la neve?

Giorni piovuti
così tanto
così forte
rimasti appesi
al fondo del bicchiere

Così a lungo
da sembrare ghiaccio

piuttosto
che altre nasse
nel deserto più lontano
a cui tutto, giunge e appartiene

Prima o poi. Tanto
o per sempre

Tanto poi spunta la luna,
le rose alle finestre
-e alle labbra
il silenzio

E lei, dentro i miei giorni
-piovigginando.


 


Maria Grazia Vai
nelprimogiornodell’anno2015


sulle note di Fabrizio Paterlini “Found Letters”

domenica 28 dicembre 2014

NEL CHIUSO DEI PUGNI


NEL CHIUSO DEI PUGNI



Rimane il bianco acceso
di un bozzolo di neve
e un fiore
lungo l’argine
che mi conduce a casa
Un ricordo
appeso fuori
mentre casca la neve
e con te
sui prati, il silenzio della sera

E appena visibile,
-nel pugno dell’inverno-

il suono di altre poesie



Maria Grazia Vai
28dicembreduemila14

giovedì 25 dicembre 2014

Mi tace il mare



puoi ascoltarla anche sul mio blog di SCRIVERE.INFO


MI TACE IL MARE




Strane forme assume il cielo
come lucciole al calar del volo
-o il passare dell’inverno sopra i fossi-

Qui,  dove il mare ti riporta ai piedi
del granaio, tra le nuvole d’Agosto
e questi fiori di candela

Come il tempo avesse in me la casa
e potesse
tra le cose che io vivo
o che ridendo
mi passano accanto


attraversarti.

E’ il mare che ti inghiotte e ti risputa
a me
-tra la sabbia e le radici selvatiche dei pioppi-
dove
lento si espande

basso
dentro il cuore

come un ramo di ciliegio nella gola
come se –davvero, mi esistessi

Strane voci han le cicale, questa sera
rannicchiate nel silenzio
che si aggira tra le case

mentre il crescere dell’erba nel cortile
sale in alto

Come l’acqua sul fondo del cielo, che
in lontananza
piove, mi tace
addosso, e poi scompare.


Maria Grazia Vai
25dicembreduemila14


sulle note di “ Solitude - Buddha Bar “




mercoledì 24 dicembre 2014

E TU D’ESTATE



puoi ascoltarla anche sul mio blog di SCRIVERE.INFO

  E TU D’ESTATE



E qui, con me l’inverno
senza più strade che sempre più
lasciano il posto
al sollevarsi della pioggia
come di un soffio
l’ancora che salpa
dalle rocce acquatiche
del mio profondo
cielo
emerso tra letante orme
di una malinconia che sempre più
si fa respiro

Allontanandoti




©maria grazia vai
(ventiquattrodicembreduemila12)



domenica 21 dicembre 2014

CONCHIGLIE d’AUTORE





CONCHIGLIE d’AUTORE  “dodici voci dipingono il mare”

edito da Octopus Edizioni
©CircumnavigArte
ISBN 978-88-907677-8-4

Edizione limitata e numerata in uscita a gennaio 2015
 
PoesiArte " libri d'arte in poche copie" con copertine dipinte a mano
 
Ideatore delle copertine il pittore Alberto Bongini
 
I poeti:
Nunzio Buono
Nadia De Stefano
Patrizia Ensoli
Angelo Fioroli
Manola Gini
Giuseppe Guidolin
Rosa Leone
Calogero Pettineo
Gianluca Regondi
Carmelo Sanfilippo
Patrizia Stefanelli
Maria Grazia Vai
 
Realizzazione e montaggio video:
ImmagineArte by MariaGraziaVai
 
Musica di Ennio Morricone
tratta dalla Colonna Sonora "Come un delfino"
 



sabato 20 dicembre 2014

A SCRIVERTI LA NEVE

A scriverti la neve di Maria Grazia Vai (Amore)









 
 
 
 
 
 
 
 
 
 
 
 
 
 
 
 
 
 
A SCRIVERTI LA NEVE


Ovunque
tu e l’inverno
Tra i palmi
e le finestre
di tutte le stagioni
Tra i sassi a forma di giorni
e in tutte le corti
di neve
e di rose
Così
piovendo, ovunque

arrivi
da lontano
un’altra volta,
e poi ancora
A poco a poco
dalle grondaie
di questo presepe viaggio
E ancora
tra le riviere
le conche di muschio
e la risaia
che -dentro me, è la tua casa

E odora di bianco, di grano e cemento
Di legno e di vuoto
-ovunque
 
E a scrivere di noi, la neve…


 













E una nuvola a formare il fiato,
scrive di te -una riga bianca
E di amore. Mamma



Maria Grazia Vai
ventunodicembreduemila14
 

 

domenica 7 dicembre 2014

DOVE S’AFFACCIA IL CIELO


DOVE S’AFFACCIA IL CIELO

Un lento vociare, silenzioso
sarà l’unico sguardo con cui misureremo il sole,
l’argento delle spighe dentro un abbraccio
il canto dei nidi tra le pieghe del vestito
così che nel mio ventre
e in tutte le tue strade
sarai l’unica scusa per lanciare in aria un fiore
Ho pensieri che sanno di vento
e nuvole che nel migrare rattoppano questo dissesto
di tenerezza e pioggia che m’hai lasciato
Ho labbra che riconoscono il pianto
e alla sua vista depongono l’ultimo volo
Braccia che raccontano il mare e la neve
mentre l’erba della tristezza
-sotto vento, rimane ferma.
E’ un lento vociare, il silenzio delle tue mani
dentro la testa
lontano dalla mia vista
troppo vicino alle piume della mia quiete
che ancora non ti conosce
ma che t’insegue -come lumaca d’inverno, la scia

Lì dove s’affaccia il cielo, e tu sei la tela che mi rammenda gli occhi
e la voce.



Maria Grazia Vai, settedicembreduemila14

“Un giorno, sarò l'argento delle loro spighe...
così come loro, l'oro dei miei giorni"

A Giacomina e Renato, le mie
radici lanciate in aria, nel cielo

( a mia madre, ricordando mio padre )







giovedì 4 dicembre 2014

NELL’INVERNO DEI GIORNI






NELL’INVERNO DEI GIORNI


La luce che non vedi
riemerge in altro mare sconosciuto
e distante
Lì, t’avremmo taciuto, fine fine
nascosto nel sangue -fitto fitto di una preghiera
Altra pioggia in altre piogge
sotto la lingua di una parola che incespica
e poi cade
E ci spezza
come il silenzio vuoto sui vetri bagnati
quando il buio acceca l’orizzonte
e la paura di vivere 
da soli
si sgrana tra i chicchi dell’estate
oramai perduta
E lì, in assenza di noi
-mentre tutto ancora dorme-
rimane.



Maria Grazia Vai
4dicembreduemila14