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mercoledì 1 novembre 2017

COSE DI TE (videopoesia)




COSE DI TE...

Una poesia dentro un video, ma non
solo. Perchè c'è tutto di me tra le cose di te
Maria Grazia Vai

sabato 28 ottobre 2017

LANTERNE D’ALBA







LANTERNE D’ALBA


Avrei lasciato che il tempo
si perdesse da solo
fra le strade che s’inerpicano stanche
sulle spalle dei miei giorni

Ho voluto anche indossarti
ritrovando l’eco e la memoria
di quel fuoco che corona e nasce
dall’amore e dal colore della neve

Ti ho avuto nei rumori di settembre
come il suono delle onde
fra le crune addormentate
del silenzio

Ma nulla mi appartiene
E nulla mi cancella

quando cerco il trovarti nell’approdo di un domani
che mi rende e plasma anima e rotaia
di quel viaggio che si scioglie
dentro l’uscio dei tuoi occhi

Come adesso
che ti chiedo e mi domando
quanto cielo ancora serve
a risvegliare le mie notti viola.




Maria Grazia Vai
28ottobreduemila17 

sulle note di Bliss “PEOPLE AMONG US “ 


domenica 15 ottobre 2017

VIDEOPOESIA COSE DI TE


ImmagineArte
presenta


COSE  DI  TE

una poesia di  Maria Grazia Vai
voce narrante del poeta GIANLUCA  REGONDI
sulle note di  " The Cinematic Orchestra - Arrival of the birds "



Quella voce
che s’impiglia alle mie foglie
Che non vedo -e in controluce, tra le viole
e il melograno

senza mani, mi raccoglie…

sabato 7 ottobre 2017

COSE DI TE







COSE  DI  TE


Altra parola non puoi
che una scritta di memoria
poco sotto la corteccia del ciliegio

Qualcosa che sovrasta la mia stanza
e ti nasconde –lieve

Una goccia sulla ragnatela,
una porta che si tinge del tuo abbraccio
e si fa roccia liquida e profonda

E ritorna puntuale
dove il segno della neve
si è posato

Un ramo di dolcezza
e fragorosa quiete, che preme dietro i vetri
E non si muove

Quella voce
che s’impiglia alle mie foglie
Che non vedo -e in controluce, tra le viole
e il melograno

senza mani, mi raccoglie.




Maria Grazia Vai
7ottobreduemila17

            sulle note di “Wild Sea" Roberto Cacciapaglia


sabato 30 settembre 2017

OTTOBRE AI RAMI





OTTOBRE  AI  RAMI

Lo senti?
questo silenzio d’acqua
che sfocia e m’inazzurra
sfiorando le radici e le falene,
-il sole

Questo giorno
che d’ottobre ha già sentore
che si accoccola tra i rami e le mie braccia
negli orli di un pesante maglione
di fiori e ciniglia

Questa rossa fragranza
che sgrana le ciglia
e mi copre
di una dolcezza fragorosa

quasi fosse d’organza e arancione
tutto quello che il fiume
sprigiona
Nel mentre mi volto
E ti vedo.

E ascolto farsi largo
 l’amore.




Maria Grazia Vai
primottobreduemila17

le parole sono mie, i colori di Sergio Riviera
(Esuberante natura, acrilico, 80x60)

OBLIVION il rumore dell'acqua


OBLIVION
il rumore dell’acqua



Il 25 agosto è nata la mia ultima figliola di carta: OBLIVION
....e indossa un vestito bellissimo che ne ricopre tutte le pagine.
In copertita c'è un dipinto di SERGIO RIVIERA 
" La prediletta "
(l'emozione non ha voce...grazie Maestro)

Tra i miei ringraziamenti anche la poetessa Ute Margaret Saine 
per la traduzione di alcune mie poesie dall'italiano all'inglese


L’opera qui pubblicata racchiude una raccolta di poesie ispirata dai luoghi in cui vivo il quotidiano, dai boschi di betulle e pioppi, dai fossi che costeggiano i ricordi e dal fiume che mi scorre nelle vene. Ha per titolo “Oblivion” e racconta di poesie che affiorano dalle fotografie ingiallite dei miei genitori e dall’amore grande che è il mio grande amore: mio figlio. L’oblivion può coniugarsi in tutti i tempi: al futuro, per vivere il cominciamento; al presente, per vivere l’istante; al passato, per vivere il ritorno. E queste poesie possono voler significare che occorre dimenticare per rimanere presenti, dimenticare per non morire, dimenticare per restare felici. Anche la felicità, infatti, ha bisogno di oblio, di dimenticanze, anche un amore che è stato risveglio e sogno, estate e inverno, pioggia e sole. Ma basta poco perché riaffiori il ricordo che illumina i luoghi dell’anima, e scrive senza parlare nell’invisibile centro del cuore. Basta poco perché il tempo si annulli e tutto…pietre, muri e fossi, per un attimo parlino.


leggi l’intervista
 


booktrailer del libro





 ˜  ˙ ˜



SERGIO RIVIERA, 2013 " La prediletta " acrilico 80 x 70

˜  ˙ ˜


 ˜  ˙ ˜
A tratti il vento
a tratti le risa lontane
E un silenzio che ondeggia ancora
e ti porta via

(MGV)

info: immagineart@libero.it


CAMMEO


CAMMEO





Dove il ventro sembra chiamarti per nome.
E ti sfiora

Scivolandoti dentro, vorrei
perdermi ancora
E vederti
in cieli senza pioggia e confine
tornare

tra le perle di questa collana
 che gemmano
 l’aria del tuo profilo

qui, dove il vento germoglia i tuoi fiori
E scompare

io, ti vorrei.




30settembreduemila17
A mia madre, sulle note di “ Colors of life “ di G. John Attanasio

giovedì 17 agosto 2017

DALLE FERITORIE DEL VENTO


DALLE  FERITORIE  DEL  VENTO


 Ti perdo così
senza muovere un pensiero.
Il tuo essermi distante
è sguardo che sfiora la velocità del tempo.
Una lacrima che accade quando
stringo le lancette della tua mancanza
che inevitabilmente mischia le stagioni
Il tuo luogo è il vento che mi sfugge accanto
e mi carezza le parole, il fiato
per un istante - ma che giurerei fosse una vita -
Il mio esserti costola d’amore
è un fiume che rincorre la tua direzione,
è un cielo d’occhi che si annuvola
ma ti comprende in altre voci
in altre rive
fatte di torba e piccole conchiglie
Sapessi quanto sanguina la voce di un pensiero
tutte le volte che ritorni sui comignoli d’agosto,
quando la neve bussa sopra i tetti
e mille e mille temporali rincorrono l’aurora dei mie giorni
Sentissi le tue figlie (e le tue rose) farsi pioggia
non le abbandoneresti mai.
Scivoleresti lieve, a far di questo abbraccio
l’eterno bacio sulla bocca
Di quell’Amore che mi accende e
-senza cedimenti, tra le onde del grano
mi culla e disseta.




 Maria Grazia Vai
14agostoduemila17
“ manchi alle mie braccia “


sabato 12 agosto 2017

LUGLIO


LUGLIO






 E andremo così, di pietra in pietra
lasciando al vento
la sola possibilità
di unirci sotto lo stesso volo.
Che i merli sappiano quanto cielo li attende.
Di polvere in polvere, andremo
uniti e soli
così che la brezza dei fossi
restituisca alla riva l’abbraccio di una conchiglia.

Andremo, fra i grappoli ambrati dell’uva novella
tra gli acini zingari della mia estate
così che le spighe si vestano a festa
e schiudano all’alba
la storia più bella delle più belle storie d’amore
Così, solo una volta
nel meridiano che unisce la mia
alla tua calligrafia
  
Semplicemente, così
come il glicine s’arrampica sulle scale
o il miagolio dell’autunno si struscia alla porta,
tra i fiordalisi e le viole di Luglio
nella pozzanghera di una poesia
-implorando la fame di quell’abbraccio-
Andremo.
~· ~

Maria Grazia Vai
12agostoduemila17

~· ~
 
A mio padre, a mia madre
l’azzurro profumo dei fiordalisi -nei miei cieli di Luglio

 sulle note di “ Mozart - Le Nozze Di Figaro - Voi, Che Sapete “





giovedì 10 agosto 2017

Haiku del mattino

Sei lalba cheta
che sincammina lenta
fra le mie stelle
 Maria Grazia Vai
9agostoduemila17

lunedì 7 agosto 2017

E' LA LUCE DELLA LUNA CHE INEBRIA


E' la luce della luna che inebria



E’ in te,
la luce della luna che inebria
al di là del buio
al di là dei giorni
che si attorcigliano come radici
alle nuvole basse delle stagioni

Ti fossi cielo
camminerei sulla tela
dei tuoi girasoli
perché viverti è un fiore che ride da dentro
e aspetta in silenzio
di torcersi al suono
della tua voce
quel caos di poesie notturne
nel fondo più profondo
di un bacio che si bagna di vita
e di pioggia
E di te -come fosse un aquilone
s’inazzurra


Maria Grazia Vai
7agostoduemila17



ispirata
 dal dipinto di Sergio Riviera E' la luce della luna che inebria “
(acrilico 80 x 90 anno 2008)

sulle note
di Leonard Cohen - A Thousand Kisses Deep

venerdì 12 maggio 2017

IL RUMORE DELL’ACQUA



IL RUMORE DELL’ACQUA

Anche il giaggiolo attende
oltre la brina
la nuova fioritura
Se fossi stata pioggia
e tu mi avessi chiesto un suono
come fanno -coi sogni, le piume di un cuscino
t’avrei increspato i giorni
Oltre un filo d'orizzonte
Nei rumori che trasporta la corrente
e la notte, senza peso
nel frinire delle onde, affonda
Quella mano di carezze
e azzurro d’occhi,
che di te si ricorda perfino
tra la neve -che asciuga,
ma non si muove…

Maria Grazia Vai


martedì 18 aprile 2017

DI ROSSA LINFA, SCORRI


DI ROSSA LINFA SCORRI

Come fa la primavera coi papaveri
canti tra gli alberi lucenti del mio bosco
vestito a festa con me solo addosso
Tra le dita una messe di grano sottile,
l'eterna estate di un respiro inquieto
che inonda gli occhi chiusi
sull'arco della sera
Dentro un tempo di semine e raccolti
dove il vento ci solleva fino al brivido
più alto. E il sole si conficca
tra i lamenti della sabbia
Lì, tra i campi e le mie vene
In quel battere di onde
che strappa la marea dal suo silenzio
e con unghie spezzate di fiato
si aggrappa al cielo, lì
- nasce il mare che t’insegue,
infiorandoti d’Amore gli orizzonti. Tutti. -

Maria Grazia Vai