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lunedì 17 giugno 2013
domenica 16 giugno 2013
A rinnegare il sole
Ancora. Accendimi le caviglie
sopra gli sguardi stropicciati
di questi rossi viticci. Accendimi
con un filo di buio, quello che
solo la tua voce sa tossire.
sopra gli sguardi stropicciati
di questi rossi viticci. Accendimi
con un filo di buio, quello che
solo la tua voce sa tossire.
E d’ogni palmo di nettare sfiorami,
con il pizzo lucente dei tuoi bianchi
tizzoni, traducendomi in labbro
sudato -le radici, prima che soffochi
la danza della penultima sigaretta.
con il pizzo lucente dei tuoi bianchi
tizzoni, traducendomi in labbro
sudato -le radici, prima che soffochi
la danza della penultima sigaretta.
E senza colpe, scoprirmi -vestita di
sola luce.- Mentre il cielo zampilla
il tuo nome nelle maniche ancora
vuote, di questo lungo -e necessario
bruciare nel fuoco che di Te rimane
sola luce.- Mentre il cielo zampilla
il tuo nome nelle maniche ancora
vuote, di questo lungo -e necessario
bruciare nel fuoco che di Te rimane
per inseguirti il vento sul nascere.
Sfumandoti in sangue l’azzurro delle
mani -fin oltre la consapevolezza
dello sprofondare le pieghe del sole,
nel derma rovente dell’attesa. Quel
guscio sempre acceso tra le tue -lanterne
d’Amore.
Maria Grazia Vai & Paolo Amoruso
sulle note di “ call off your storm “
sabato 15 giugno 2013
ALDEBARAN, la premiere
Maria Grazia Vai e Paolo
Amoruso
sono lieti di
invitarvi alla premiere di
ALDEBARAN
الدبران
Venerdì 5 luglio 2013 ore 20,30
Henry's
Cafè, Viale Col di Lana 4 Milano
Relatore Gianluca Regondi, poeta
Ospite d’onore
il maestro Lorenzo Maria Bottari
autore di “ INNO ALL’AMORE “
L’opera d’arte
in copertina che verrà esposta su gentile concessione dell’artista
Ospite d’eccezione
il poeta Nunzio Buono
"Aldebaran" è proprio questo un inno all'importanza della
Poesia, quella vera, che scandaglia le ossa pesanti del silenzio, e permette
all'individuo che l'accoglie di spogliarsi al mondo che cammina, e al mondo,
oltre il mondo "darsi".
"Aldebaran"
è un libro forte. Le pagine che lo compongono ci descrivono un "vivere la
parola" a 360°. Ed è raro incontrare autori come Paolo Amoruso e Maria
Grazia Vai, che non solo vivono la Poesia, ma sanno raccontarla,
straordinariamente.
Inoltre, questa preziosa raccolta di poesie sembra abbracciare l'eco profondo della notte. Quassi la maggior parte delle poesie vogliano trattenere il sorriso di un momento, senza che questo si disperda nel nuovo giorno. O molto probabilmente, trattenendo la meraviglia di un momento, scrivere ogni nuovo giorno.
In quarta di copertina, alcuni versi si presentano come la traduzione dell'intero libro:
"Come non fossi mai stato individuo
ma, l'anima adulta delle tue labbra
libere. E tu l'unica corda di violino
a struggermi le ali. -E le maree tutte-"
الدبران
la silloge di
MARIA GRAZIA VAI & PAOLO AMORUSO
RUPE MUTEVOLE Edizioni
Collana POESIA
ISBN 978 88 6591 286 7
Euro 10,00
Immagine di copertina
“INNO ALL’AMORE”
olio su tela, cm. 70 x 70, 2012 © Lorenzo
Maria Bottari
venerdì 14 giugno 2013
Gli occhi con cui ti penso
GLI OCCHI CON CUI TI PENSO
T’inseguo l’ombra sul dorso
dell’aria, tra gli occhi di un
abbraccio che ti guarda da
lontano, come a perdermi
fra le ossa di un pensiero che
mi strugge i polsi e m’allontana
dal tuo nome
ma scrive -senza aprire gli
occhi. Come la più silenziosa
delle candele sull’uscio acerbo
della tua fronte- noncurante
del giorno che irrompe sulle
gote di un ricamo. E lì, ti
dipinge, partorendoti col
fiato senza verbo di un respiro.
E ogni notte, maturando sotto
al sole -ti rende paesaggio indelebile-
d’un sogno senza più ritorno.
Maria Grazia Vai
sulle note di “ Grimes – Heartbeats “
sabato 8 giugno 2013
Sull'uscio dell'ultimo verso - Poesia di Maria Grazia Vai e Paolo Amoruso (Amore)
SULL’USCIO DELL’ULTIMO VERSO
La vita continua ad abbaiarmi
dove si denuda il sanguinare
della tua assenza, e coprendosi
la bocca con un benda d’acqua
si fa porta che scava l’intimità
agli occhi del silenzio, masticandomi
dove si denuda il sanguinare
della tua assenza, e coprendosi
la bocca con un benda d’acqua
si fa porta che scava l’intimità
agli occhi del silenzio, masticandomi
il candore dei giorni. In questi palmi
nudi e senza vento, in questo gemere
di polvere che spiove tra le dita del
silenzio, che nell’arrendersi mi spinge
all’angolo del fare. Dove mi svuota
l’attimo -evaporando in urla. Senza
neanche evidenziarmi l’accento di
un’ultima carezza sul volto del mio
canto malato. Quasi fosse la follia
di un cieco a violentarmi nello
stomaco di un amore taciuto. Ed io
uno spartito dislessico che pronunciandoti
evidenzia i baci imperfetti dell’attesa.
stomaco di un amore taciuto. Ed io
uno spartito dislessico che pronunciandoti
evidenzia i baci imperfetti dell’attesa.
In questo biascichio di note -affossate
nella gola zittita d’una perla d’avorio
mai avvenuta.
Maria Grazia Vai & Paolo Amoruso
ottogiugnoduemila13
Cronaca di un incontro
ALDEBARAN
الدبران
Cronaca di un incontro
"ALDEBARAN" è la quattordicesima stella più importante
del cielo notturno, 500 volte più luminosa, e circa una quarantina più grande
del sole.
Ma cosa centra il nome di una grande stella che di notte corre tra le vie del
nostro universo?
"ALDEBARAN" è il titolo della sillogi scritta a quattro mani dagli autori Paolo Amoruso e Maria Grazia Vai. Accolta nella collana editoriale "Poesia" della casa editrice "Rupe Mutevole".
"ALDEBARAN" è una raccolta corale di poesie, circa un
centinaio che, come dice il poeta Gianluca Regondi, curatore della prefazione
"...è la cronaca di un incontro, è la meraviglia di un incontro con la
scrittura fluida tra due anime che hanno incontrato la poesia..."

"Aldebaran" è proprio questo un inno all'importanza della Poesia, quella vera, che scandaglia le ossa pesanti del silenzio, e permette all'individuo che l'accoglie di spogliarsi al mondo che cammina, e al mondo, oltre il mondo "darsi".
"Aldebaran" è una sillogi poetica rara, preziosa, di
grande spessore letterario. Un baule dove ognuno di noi può incontrare, anche
solo uno scorcio, di quello speciale percorso che osservandoci, nascosto tra i
rami vagabondi ci cammina l'esistenza.

"Aldebaran" è un libro forte. Le pagine che lo compongono ci descrivono un "vivere la parola" a 360°. Ed è raro incontrare autori come Paolo Amoruso e Maria Grazia Vai, che non solo vivono la Poesia, ma sanno raccontarla, straordinariamente.
Inoltre, questa preziosa raccolta di poesie sembra abbracciare
l'eco profondo della notte. Quassi la maggior parte delle poesie vogliano
trattenere il sorriso di un momento, senza che questo si disperda nel nuovo
giorno. O molto probabilmente, trattenendo la meraviglia di un momento,
scrivere ogni nuovo giorno.

In quarta di copertina, alcuni versi si presentano come la
traduzione dell'intero libro:
"Come non fossi mai stato individuo
ma, l'anima adulta delle tue labbra
libere. E tu l'unica corda di violino
a struggermi le ali. -E le maree tutte-"
ma, l'anima adulta delle tue labbra
libere. E tu l'unica corda di violino
a struggermi le ali. -E le maree tutte-"
(poetarecensore)
Paolo
Amoruso nasce il 17
luglio 1995 a Bari, dove studia e tutt’ora risiede. Nel gennaio 2011 viene alla luce “Piccole Storie Indaco" sillogi poetica
edita da “Edizioni La Gru”, che segna il suo esordio letterario. La raccolta di poesie è dedicata alla grande
poetessa Alda Merini. Nel novembre dello stesso anno
pubblica “La signora dei tulipani”, un romanzo ambientato nella sua città
natale, nel quale viene tratteggiato il tema dell’incontro e quello degli
affetti, quelli che ci cambiano la vita e ci mettono di fronte a delle scelte
importanti. Nel 2012 è
selezionato finalista al concorso letterario “Scrittura e Immagine” e un suo
racconto dal titolo “Indaco e Diaspro” viene inserito in
un’antologia che porta lo stesso titolo del concorso, pubblicata dalla casa
editrice “Edizioni Amande”. E’ vincitore del concorso nazionale di Poesia 2013
“Sognando L’infinito - Tributo a Giacomo Leopardi” nella sezione poesia per
studenti delle scuole superiori con la lirica “ L’infinito di un sorriso
“ inserita poi nell’omonima antologia SOGNANDO L’INFINITO edita dalla casa
editrice Rupe Mutevole. A breve la
pubblicazione di un altro romanzo e di una sillogi: “Fuggo per amore”, la cui
prefazione è a cura dell’amica poetessa Maria Grazia Vai. E' stato recensito
dal noto giornalista del “Corriere Della Sera” Andrea Salvataci, che quando ha
letto il suo libro “Piccole Storie Indaco” ha detto: <<Il libro di debutto di Paolo Amoruso è quello di una giovanissima voce
poetica potente e destabilizzante! Complimenti! I poeti Mario Luzi e Alda
Merini avrebbero letto volentieri le poesie di Paolo. Adesso dobbiamo solo
proteggerla questa necessaria e meravigliosa allodola. Ci sono troppi
cacciatori invidiosi del suo volo poetico. Sono grato di avermi fatto scoprire
un talento simile. Peccato, Alda non c’è più altrimenti le avrei presentato
volentieri Paolo.>> Inoltre di lui
hanno detto che la potenza delle sue parole travolge tutto e tutti e che la sua
energia lascia spiazzati. E’ perdutamente innamorato della Poesia. Scrive da
quando ne ha memoria. Scrive perché scrivere è vita. Vive per scrivere.
Maria Grazia dice di lui
<< Paolo
Amoruso, un grande autore in una felpa -ormai- troppo piccolina. >>
Maria Grazia Vai, di padre Veneto e madre Siciliana, nasce il 5
Agosto 1964 e tutt’ora vive in una piccola provincia del Pavese all'interno del
parco del Ticino.
Ama la musica, inizia a scrivere proprio ascoltando brani musicali. Le sue note variano dai classici Einaudi, Marradi,
Yuruma, per poi spaziare dai Pink Floyd a Leonard Coen, da Katy Melua a Nora Jones. Determinante
è l'incontro con altri autori ad un raduno poetico nella primavera del
2009 dove, poco dopo nasce la sua prima silloge “Piume d'Anima” Edizioni NarrativaePoesia scritta
insieme ai poeti Nunzio Buono, Tiziana Mignosa e Rita Minniti. Una raccolta di
120 liriche ispirate ciascuna a un brano musicale a cui fa seguito, nel
dicembre del 2010,” Esserti “ la sua prima silloge a solo (edizioni NarrativaePoesia).
Una raccolta di poesie dai toni riflessivi, introspettivi, malinconici; tipici
dell’anima di questa poetessa che raccoglie i suoi versi tra i rovi sparpagliati
delle sue emozioni. Nel maggio 2011 bissa la collaborazione artistica con
Tiziana Mignosa pubblicando “trentatresospiri “ silloge
poetica, sul tema della sensualità in
italiano e in francese (edizioni Miele) Traduzione a cura della poetessa Gilda
Massari. Da quel momento molti passi letterari vengono affiancati dall’amica
poetessa. Nel settembre 2011, infatti, danno vita alla prima edizione di Poesia
sotto le stelle una manifestazione culturale che vede coinvolti poeti
da tutta Italia selezionati per l’omonima antologia, pubblicata da Edizioni
NarrativaePoesia e presentato al pubblico in uno scenario alternativo e molto
suggestivo: sulla spiaggia di Roma e rigorosamente al tramonto. Nel 2012
pubblica Verdeimperfetto una raccolta poetica che si completa con Rossocosì scritto da Tiziana Mignosa; due
libri in uno dove si intrecciano le emozioni e i turbamenti delle autrici,
simili eppure profondamente diverse tra loro. Sempre dello stesso anno la prima
edizione di Sfumature in Jazz una raccolta di racconti rouge/noir, Edizioni
NarrativaePoesia, scritti da 14 autori selezionati da Eventi Poetici che verrà
presentato al pubblico dalle poetesse in una romantica sera di metà estate.
Nella stessa estate del 2012 è la volta della seconda edizione di Poesia Sotto
le Stelle. Nel marzo 2013, nella giornata mondiale della poesia è curatrice e
presentatrice dell’evento “Sognando L’infinito - Tributo a Giacomo Leopardi” cui segue l’omonima antologia SOGNANDO L’INFINITO edita
dalla casa editrice Rupe Mutevole.
Paolo dice di lei:
<< Maria Grazia Vai, luce atipica e
inesauribile >>
In
copertina:
Lorenzo
Maria Bottari, “ INNO ALL’AMORE” 2012,
olio
su tela, cm. 70 x 70
Lorenzo
Maria Bottari
nasce a Palermo il 29 agosto 1949 e dal 1968 a Firenze inizia il suo incontro
con l’Arte. Vive e opera a Pioltello (Milano). Vanta più di 500 mostre in
Europa e oltre oceano (New York, Londra, Vienna, Parigi, Milano, Stoccolma,
Copenaghen). Significativi gli incontri e frequentazioni con De Chirico, Guidi,
Guttuso, Cagli, Lam, Kodra e altri che oggi fanno parte della Storia dell’Arte
Contemporanea. Di lui hanno scritto tra gli altri Walter Schönenberger, Renato
Guttuso, Leonardo Sciascia, Brian Sewell, Franco Solmi e Alda Merini.
venerdì 7 giugno 2013
Inno all'Amore
INNO ALL’AMORE
Attraversami ancora,
perché io possa tornare
ad essere l’inno impervio d’amore,
quello che solo la pioggia riesce
a stringere nei palmi fecondi
della rinascita, e incide i vetri
come un diamante.
Tornami l’ombra sulla porta
degli incontri
solo per ricordarmi le rose che
non
ho mai colto, ma che portano
ancora
il tuo nome.
Tornami la voce che distrugge
le pareti adamantine del mio silenzio,
e le rende il bacio d’ogni strada nuova.
Mentre arriverai, - ti sarò già la felicità
dell’inverno, rapito dal sole estivo che mai
ha smesso di cantare le nostre mani
nel desiderio sempre incandescente
d’essere la vita, le nostre parole unite.
Perché sia d’una farfalla il
tuo volo, ed io
la sua casa di seta. Ovunque.
Maria Grazia Vai, Paolo Amoruso
poesia tratta da Aldebaran, la
silloge
ispirata all’omonima opera d’arte
in copertina
“ Inno all’Amore “ olio su tela 70 x 70 del maestro Lorenzo Maria Bottari
mercoledì 5 giugno 2013
Papaveri nel vento
S’incontrano le parole,
quasi fossero mani di gesso
a lavorare i sorrisi di una stessa stoffa,
a lavorare i sorrisi di una stessa stoffa,
tra la credenza di un sogno
e la maniglia gelida di un desiderio
che ha smesso di cucire i nostri occhi,
su un telaio imbrattato di vita
su un telaio imbrattato di vita
che si scava nelle fosse segrete,
mentre, ruvido
mentre, ruvido
come la forza che scivola
il mio respiro ti arriva
il mio respiro ti arriva
nel suono di un ricordo sgretolato,
riconsegnato al vento
dai rimandi delle stelle
Qui, dove l’inverno copre
quello che gli occhi già sanno
e il silenzio si scioglie
in un solo, breve distillato di noi
Lì dove spegne la notte
e ci feriscono i tizzoni ardenti
della penultima sigaretta
Mentre piove sulla leggerezza
di un pensiero che mi sveglia.
E ancora non so, se ti sto immaginando
oppure vivendo.
Maria Grazia Vai & Paolo Amoruso
tratta da “ Aldebaran “
Rupe Mutevole editore, maggio 2013
ALDEBARAN, il video
ALDEBARAN
الدبران
la silloge di
MARIA GRAZIA VAI & PAOLO AMORUSO
الدبران
la silloge di
MARIA GRAZIA VAI & PAOLO AMORUSO
RUPE MUTEVOLE EDIZIONI
Collana POESIA
ISBN 978 88 6591 286 7
Euro 10,00
Immagine di copertina
"INNO ALL'AMORE" olio su tela, cm. 70 x 70, 2012
© Lorenzo Maria Bottari
Con la prefazione di Gianluca Regondi, poeta
Regia
a montaggio video : Maria Grazia Vai
sulle note di " STURDUST "
sulle note di " STURDUST "
martedì 4 giugno 2013
IBS - Aldebaran
Acquistabile su
IBS con uno sconto del 15%
ALDEBARAN
الدبران
la silloge di
PAOLO AMORUSO & MARIA GRAZIA VAI
Collana POESIA ISBN 978 88 6591 286 7
Prezzo scontato Euro 8,50
Immagine di copertina
“INNO
ALL’AMORE” olio su tela, cm. 70 x 70, 2012 © Lorenzo Maria Bottari
con
la prefazione di Gianluca Regondi, poeta
domenica 2 giugno 2013
Zenzero
ZENZERO
Di un bacio
sono la pelle che si ridà il trucco,
immobile
come l’andirivieni di mani
fra sentimenti e labbra
largheggiando di rosso
col fiato di un desiderio intenso,
dal colore
di zenzero appuntato
alla bocca del cuore
Leggero, come
il fuoco dipinto sulla carne,
riemerso
dal nero riflesso
delle mie ciglia viola
ad inarcarti le unghie e le parole.
Maria Grazia Vai
2giugnoduemila2013
... sulle note di “ A Thousand Kisses Deep “ di Leonard Cohen ...
Aldebaran su FACEBOOK
(clicca sul link)
E' attiva la pagina ufficiale
FACEBOOK di "ALDEBARAN"
silloge poetica scritta a quattro mani, insieme al mio coautore Paolo Amoruso. La silloge è stata accolta nella collana editoriale "Poesia"
di RUPE
MUTEVOLE Edizioni.
Visitatela per conoscere le informazioni relative e tutte le bellissime novità in divenire...
E se volte supportarci,
condividetela!!! Grazie!!!
ALDEBARAN
الدبران
la silloge di
PAOLO AMORUSO & MARIA GRAZIA VAI
Collana POESIA - ISBN 978 88 6591 286 7 Euro 10,00
Immagine di copertina “INNO ALL’AMORE”
olio su tela, cm. 70 x 70, 2012 © Lorenzo Maria Bottari
Con la prefazione di Gianluca Regondi, poeta
La poesia è un sedimento millenario. Viene trasportato da una corrente
inaccessibile, corre, ruzzola come una trottola da un’ anima all’altra, senza
nessuna possibilità che questa si disperda in gorghi infernali, o peggio
ancora, che venga tacitata da un tempo più forte di tutto. La poesia, la forza
della poesia, sta proprio qui, nel suo accadere inconscio e non cercato. Quando
si accende, splende nella volta celeste, come una stella, e in ricordo di
questo suo splendore inizia un dialogo, un susseguirsi nella meraviglia d’aver
scalfito un muro…
Questa silloge è la cronaca di un incontro, è la meraviglia di un incontro con la scrittura fluida tra due anime che hanno incontrato la poesia ….
Questa silloge è la cronaca di un incontro, è la meraviglia di un incontro con la scrittura fluida tra due anime che hanno incontrato la poesia ….
Sembra quasi che vi sia una
specie di entità che si diverta, che giochi con le parole per poi trasformarla
in ciò che noi umani l’abbiamo definita poesia, è una convulsa riscoperta della
purezza, della speranza di poter incontrare qualcosa che non sia una vita fatta
“dell’odore triste dei lampioni spenti” …. “in questo colare di stanze ferite,
a picco sul mare”.
Marie e Paolo, appunto,
affrontano tutto questo, con il cipiglio di un bimbo che vuole ri-scoprire la
purezza che li ha generati, la meraviglia che provano nel aver trovato una
specie di “linguaggio segreto delle stelle”, perché sanno del “sudore delle
comete”.
E se è poesia ciò che sentiamo non siamo i soli e soprattutto non siamo soli, la poesia può essere una madre, o una stella … la più grande … la più luminosa.
E se è poesia ciò che sentiamo non siamo i soli e soprattutto non siamo soli, la poesia può essere una madre, o una stella … la più grande … la più luminosa.


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