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sabato 8 giugno 2013

Cronaca di un incontro

ALDEBARAN

الدبران

 

     Cronaca di un incontro     
 
 
"ALDEBARAN" è la quattordicesima stella più importante del cielo notturno, 500 volte più luminosa, e circa una quarantina più grande del sole.
 
Ma cosa centra il nome di una grande stella che di notte corre tra le vie del nostro universo?

"ALDEBARAN" è il titolo della sillogi scritta a quattro mani dagli autori Paolo Amoruso e Maria Grazia Vai. Accolta nella collana editoriale "Poesia" della casa editrice "Rupe Mutevole".

"ALDEBARAN" è una raccolta corale di poesie, circa un centinaio che, come dice il poeta Gianluca Regondi, curatore della prefazione "...è la cronaca di un incontro, è la meraviglia di un incontro con la scrittura fluida tra due anime che hanno incontrato la poesia..."
 

"Aldebaran" è proprio questo un inno all'importanza della Poesia, quella vera, che scandaglia le ossa pesanti del silenzio, e permette all'individuo che l'accoglie di spogliarsi al mondo che cammina, e al mondo, oltre il mondo "darsi".
 
"Aldebaran" è una sillogi poetica rara, preziosa, di grande spessore letterario. Un baule dove ognuno di noi può incontrare, anche solo uno scorcio, di quello speciale percorso che osservandoci, nascosto tra i rami vagabondi ci cammina l'esistenza.
 

"Aldebaran" è un libro forte. Le pagine che lo compongono ci descrivono un "vivere la parola" a 360°. Ed è raro incontrare autori come Paolo Amoruso e Maria Grazia Vai, che non solo vivono la Poesia, ma sanno raccontarla, straordinariamente.

Inoltre, questa preziosa raccolta di poesie sembra abbracciare l'eco profondo della notte. Quassi la maggior parte delle poesie vogliano trattenere il sorriso di un momento, senza che questo si disperda nel nuovo giorno. O molto probabilmente, trattenendo la meraviglia di un momento, scrivere ogni nuovo giorno.

 

In quarta di copertina, alcuni versi si presentano come la traduzione dell'intero libro:
 
 
"Come non fossi mai stato individuo
ma, l'anima adulta delle tue labbra
libere. E tu l'unica corda di violino
a struggermi le ali. -E le maree tutte-"

 (poetarecensore)
 
 
 
Paolo Amoruso nasce il 17 luglio 1995 a Bari, dove studia e tutt’ora risiede. Nel  gennaio 2011 viene alla luce “Piccole Storie Indaco" sillogi poetica edita da “Edizioni La Gru”, che segna il suo esordio letterario.  La raccolta di poesie  è  dedicata  alla grande poetessa Alda Merini. Nel novembre dello stesso anno pubblica  La signora dei tulipani”, un romanzo ambientato nella sua città natale, nel quale viene tratteggiato il tema dell’incontro e quello degli affetti, quelli che ci cambiano la vita e ci mettono di fronte a delle scelte importanti. Nel 2012 è selezionato finalista al concorso letterario “Scrittura e Immagine” e un suo racconto dal titolo “Indaco e Diaspro” viene inserito in un’antologia che porta lo stesso titolo del concorso, pubblicata dalla casa editrice “Edizioni Amande”. E’ vincitore del concorso nazionale di Poesia 2013 “Sognando L’infinito - Tributo a Giacomo Leopardi” nella sezione poesia per studenti delle scuole superiori con la lirica “ L’infinito di un sorriso “ inserita poi nell’omonima antologia SOGNANDO L’INFINITO edita dalla casa editrice Rupe Mutevole. A breve la pubblicazione di un altro romanzo e di una sillogi: “Fuggo per amore”, la cui prefazione è a cura dell’amica poetessa Maria Grazia Vai. E' stato recensito dal noto giornalista del “Corriere Della Sera” Andrea Salvataci, che quando ha letto il suo libro “Piccole Storie Indaco” ha detto: <<Il libro di debutto di Paolo Amoruso è quello di una giovanissima voce poetica potente e destabilizzante! Complimenti! I poeti Mario Luzi e Alda Merini avrebbero letto volentieri le poesie di Paolo. Adesso dobbiamo solo proteggerla questa necessaria e meravigliosa allodola. Ci sono troppi cacciatori invidiosi del suo volo poetico. Sono grato di avermi fatto scoprire un talento simile. Peccato, Alda non c’è più altrimenti le avrei presentato volentieri Paolo.>> Inoltre di lui hanno detto che la potenza delle sue parole travolge tutto e tutti e che la sua energia lascia spiazzati. E’ perdutamente innamorato della Poesia. Scrive da quando ne ha memoria. Scrive perché scrivere è vita. Vive per scrivere.
 
Maria Grazia dice di lui

<< Paolo Amoruso, un grande autore in una felpa -ormai- troppo piccolina.  >>

 

Maria Grazia Vai, di padre Veneto e madre Siciliana, nasce  il 5 Agosto 1964 e tutt’ora vive in una piccola provincia del Pavese all'interno del parco del Ticino.
Ama la musica, inizia a  scrivere  proprio ascoltando brani musicali. Le sue note variano dai classici Einaudi, Marradi, Yuruma, per poi spaziare dai Pink Floyd a Leonard Coen, da Katy Melua a  Nora Jones. Determinante è l'incontro con altri autori ad un raduno poetico nella primavera del 2009 dove, poco dopo nasce la sua prima silloge “Piume d'Anima”   Edizioni  NarrativaePoesia scritta insieme ai poeti Nunzio Buono, Tiziana Mignosa e Rita Minniti. Una raccolta di 120 liriche ispirate ciascuna a un brano musicale a cui fa seguito, nel dicembre del 2010,” Esserti “ la sua prima silloge a solo (edizioni NarrativaePoesia). Una raccolta di poesie dai toni riflessivi, introspettivi, malinconici; tipici dell’anima di questa poetessa che raccoglie i suoi versi tra i rovi sparpagliati delle sue emozioni. Nel maggio 2011 bissa la collaborazione artistica con Tiziana Mignosa pubblicando “trentatresospiri “ silloge poetica,  sul tema della sensualità in italiano e in francese (edizioni Miele) Traduzione a cura della poetessa Gilda Massari. Da quel momento molti passi letterari vengono affiancati dall’amica poetessa. Nel settembre 2011, infatti, danno vita alla prima edizione di Poesia sotto le stelle una manifestazione culturale che vede coinvolti poeti da tutta Italia selezionati per l’omonima antologia, pubblicata da Edizioni NarrativaePoesia e presentato al pubblico in uno scenario alternativo e molto suggestivo: sulla spiaggia di Roma e rigorosamente al tramonto. Nel 2012 pubblica Verdeimperfetto una raccolta poetica che si completa con  Rossocosì scritto da Tiziana Mignosa; due libri in uno dove si intrecciano le emozioni e i turbamenti delle autrici, simili eppure profondamente diverse tra loro. Sempre dello stesso anno la prima edizione di Sfumature in Jazz una raccolta di racconti rouge/noir, Edizioni NarrativaePoesia, scritti da 14 autori selezionati da Eventi Poetici che verrà presentato al pubblico dalle poetesse in una romantica sera di metà estate. Nella stessa estate del 2012 è la volta della seconda edizione di Poesia Sotto le Stelle. Nel marzo 2013, nella giornata mondiale della poesia è curatrice e presentatrice dell’evento “Sognando L’infinito - Tributo a Giacomo Leopardi” cui segue l’omonima antologia SOGNANDO L’INFINITO edita dalla casa editrice Rupe Mutevole.

 
Paolo dice di lei:

<<   Maria Grazia Vai, luce atipica e inesauribile  >>

 

 
In copertina:
 
Lorenzo Maria Bottari, “ INNO ALL’AMORE”  2012,
olio su tela, cm. 70 x 70
Lorenzo Maria Bottari nasce a Palermo il 29 agosto 1949 e dal 1968 a Firenze inizia il suo incontro con l’Arte. Vive e opera a Pioltello (Milano). Vanta più di 500 mostre in Europa e oltre oceano (New York, Londra, Vienna, Parigi, Milano, Stoccolma, Copenaghen). Significativi gli incontri e frequentazioni con De Chirico, Guidi, Guttuso, Cagli, Lam, Kodra e altri che oggi fanno parte della Storia dell’Arte Contemporanea. Di lui hanno scritto tra gli altri Walter Schönenberger, Renato Guttuso, Leonardo Sciascia, Brian Sewell, Franco Solmi e Alda Merini.



venerdì 7 giugno 2013

Inno all'Amore

 
 
INNO ALL’AMORE
 

Attraversami ancora,
perché io possa tornare
ad essere l’inno impervio d’amore,
quello che solo la pioggia riesce
a stringere nei palmi fecondi
della rinascita, e incide i vetri
come un diamante.
 
Tornami l’ombra sulla porta degli incontri
solo per ricordarmi le rose che non
ho mai colto, ma che portano ancora
il tuo nome.
 
Tornami la voce che distrugge
le pareti adamantine del mio silenzio,
e le rende il bacio d’ogni strada nuova.
 
Mentre arriverai, - ti sarò già la felicità
dell’inverno, rapito dal sole estivo che mai
ha smesso di cantare le nostre mani
nel desiderio sempre incandescente
d’essere la vita, le nostre parole unite.
 
Perché sia d’una farfalla il tuo volo, ed io
la sua casa di seta. Ovunque.
 
 
 
 
Maria Grazia Vai, Paolo Amoruso
poesia tratta da Aldebaran, la silloge
ispirata all’omonima opera d’arte in copertina
“ Inno all’Amore “  olio su tela 70 x 70  del maestro Lorenzo Maria Bottari


mercoledì 5 giugno 2013

Papaveri nel vento

 

 
S’incontrano le parole,
quasi fossero mani di gesso
a lavorare i sorrisi di una stessa stoffa,
tra la credenza di un sogno
e la maniglia gelida di un desiderio
che ha smesso di cucire i nostri occhi,
su un telaio imbrattato di vita
che si scava nelle fosse segrete,

 
mentre, ruvido
come la forza che scivola
il mio respiro ti arriva
nel suono di un ricordo sgretolato,
riconsegnato al vento
dai rimandi delle stelle
 
Qui, dove l’inverno copre
quello che gli occhi già sanno
e il silenzio si scioglie
in un solo, breve distillato di noi
 
Lì dove spegne la notte
e ci feriscono i tizzoni ardenti
della penultima sigaretta
Mentre piove sulla leggerezza
di un pensiero che mi sveglia.
E ancora non so, se ti sto immaginando
oppure vivendo.
 

 
Maria Grazia Vai & Paolo Amoruso
tratta da “ Aldebaran “
Rupe Mutevole editore, maggio 2013

ALDEBARAN, il video

 
ALDEBARAN
الدبران

la silloge di
MARIA GRAZIA VAI & PAOLO AMORUSO

 
 

RUPE MUTEVOLE EDIZIONI
Collana POESIA
ISBN 978 88 6591 286 7
Euro 10,00
 


Immagine di copertina
"INNO ALL'AMORE" olio su tela, cm. 70 x 70, 2012
© Lorenzo Maria Bottari

Con la prefazione di Gianluca Regondi, poeta
 
Regia a montaggio video : Maria Grazia Vai
sulle note di " STURDUST "





martedì 4 giugno 2013

IBS - Aldebaran

 
 
Acquistabile su IBS con uno sconto del 15%
 
 
ALDEBARAN
الدبران
 


la silloge di
PAOLO AMORUSO & MARIA GRAZIA VAI
 
Collana POESIA  ISBN 978 88 6591 286 7
Prezzo scontato Euro 8,50
 
Immagine di copertina
“INNO ALL’AMORE”  olio su tela, cm. 70 x 70, 2012  © Lorenzo Maria Bottari
 
con la prefazione di Gianluca Regondi, poeta


domenica 2 giugno 2013

Zenzero

 
ZENZERO
 
Di un bacio
sono la pelle che si ridà il trucco,
immobile
come l’andirivieni di mani
fra sentimenti e labbra
 
largheggiando di rosso
col fiato di un desiderio intenso,
dal colore
di zenzero appuntato
alla bocca del cuore
 
Leggero, come
il fuoco dipinto sulla carne,
riemerso
dal nero riflesso
delle mie ciglia viola
 
ad inarcarti le unghie e le parole.
 
 
 
Maria Grazia Vai
2giugnoduemila2013
 
 
  ... sulle note di  “ A Thousand Kisses Deep “ di Leonard  Cohen ...

 

Aldebaran su FACEBOOK

(clicca sul link)
 
E' attiva la pagina ufficiale FACEBOOK di "ALDEBARAN" silloge poetica scritta a quattro mani, insieme al mio coautore Paolo Amoruso. La silloge è stata accolta nella collana editoriale "Poesia" di RUPE MUTEVOLE Edizioni.

Visitatela per conoscere le informazioni relative e tutte le bellissime novità in divenire...
E se volte supportarci, condividetela!!! Grazie!!!


ALDEBARAN
الدبران

la silloge di
PAOLO AMORUSO   &   MARIA GRAZIA VAI
 
Collana POESIA - ISBN 978 88 6591 286 7  Euro 10,00
Immagine di copertina “INNO ALL’AMORE” olio su tela, cm. 70 x 70, 2012 © Lorenzo Maria Bottari
Con la prefazione di Gianluca Regondi, poeta
La poesia è un sedimento millenario. Viene trasportato da una corrente inaccessibile, corre, ruzzola come una trottola da un’ anima all’altra, senza nessuna possibilità che questa si disperda in gorghi infernali, o peggio ancora, che venga tacitata da un tempo più forte di tutto. La poesia, la forza della poesia, sta proprio qui, nel suo accadere inconscio e non cercato. Quando si accende, splende nella volta celeste, come una stella, e in ricordo di questo suo splendore inizia un dialogo, un susseguirsi nella meraviglia d’aver scalfito un muro…
Questa silloge è la cronaca di un incontro, è la meraviglia di un incontro con la scrittura fluida tra due anime che hanno incontrato la poesia ….
Sembra quasi che vi sia una specie di entità che si diverta, che giochi con le parole per poi trasformarla in ciò che noi umani l’abbiamo definita poesia, è una convulsa riscoperta della purezza, della speranza di poter incontrare qualcosa che non sia una vita fatta “dell’odore triste dei lampioni spenti” …. “in questo colare di stanze ferite, a picco sul mare”.
Marie e Paolo, appunto, affrontano tutto questo, con il cipiglio di un bimbo che vuole ri-scoprire la purezza che li ha generati, la meraviglia che provano nel aver trovato una specie di “linguaggio segreto delle stelle”, perché sanno del “sudore delle comete”.
E se è poesia ciò che sentiamo non siamo i soli e soprattutto non siamo soli, la poesia può essere una madre, o una stella … la più grande … la più luminosa.


venerdì 31 maggio 2013

dalla Silloge Aldebaran


  Di Ginestra in Ginestra “
 
poesia di
Maria Grazia Vai e Paolo Amoruso
 
tratta dalla silloge
“ Aldebaran “
 
Edizioni Rupe Mutevole 2013
 
Voce narrante Francesco Cusani
sulle note di“Antichi tiepidi piaceri“ di Livio Guerra
Regia e montaggio video Maria Grazia Vai

 

  Mi colorasti
sulla nuca solcata di marzo
mentre diluviava la voce del bacio
cercandoci le parole tra cespuglio
di stelle, e solfeggi di una mezzanotte
che ci ha disegnato amanti, nel cosmo
recondito del sogno sempre fertile
della vita.
 
Fossi violino di un sorriso
dipingerei l’inquieto vivere del vento
e un bacio che non invecchia
nonostante gl’inverni nascano precoci,
quel fiato senza giorni che ancora
scorre i miei sanguinamenti
 
Dove tu arrivi per altre stanze, dagli
odori fuori posto degli stessi giorni,
solo per crescere intorno a qualcosa
ch’è già tuo, nel letto sempre disfatto
dei nostri anni. Di ginestra in ginestra,
in ogni stella e primavera.
 
E mentre ora il cielo s’apre
lasciando colare un silenzio rabbioso
tu, partendo dalle tasche della felicità
-m’innalzi la voce, che torna ad amare
indossandoti-
 
e con l’altra mano, esserti.
Esistendoti
 
  

Maria Grazia Vai  e  Paolo Amoruso
 
 

Aldebaran La silloge

 
 
Ecco la novità di maggio: Ed. Rupe Mutevole
 
ALDEBARAN
الدبران
 
la silloge di
PAOLO AMORUSO & MARIA GRAZIA VAI
 
 
 
Collana POESIA
ISBN 978 88 6591 286 7
Euro 10,00
 
Immagine di copertina
“INNO ALL’AMORE”
olio su tela, cm. 70 x 70, 2012
© Lorenzo Maria Bottari
 

(dalla prefazione di Gianluca Regondi)
 
La poesia è un sedimento millenario. Viene trasportato da una corrente inaccessibile,  corre, ruzzola come una trottola da un’ anima all’altra, senza nessuna possibilità che questa si disperda in gorghi infernali, o peggio ancora, che venga tacitata da un tempo più forte di tutto.

 
La poesia, la forza della poesia, sta proprio qui, nel suo accadere inconscio e non cercato. Quando si accende, splende nella volta celeste, come una stella, e in ricordo di questo suo splendore inizia un dialogo, un susseguirsi nella meraviglia d’aver scalfito un muro…
 
Questa silloge è la cronaca di un’ incontro, è la meraviglia di un’ incontro
con la scrittura fluida tra due anime che hanno incontrato la poesia ….
 
 
Sembra quasi che vi sia una specie di entità che si diverta, che giochi con le parole per poi trasformarla in ciò che noi umani l’abbiamo definita poesia, è una convulsa riscoperta della purezza, della speranza di poter incontrare qualcosa che non sia una vita fatta...
 
...“dell’odore triste dei lampioni spenti” ….
...“in questo colare di stanze ferite, a picco sul mare”....
 
Marie e Paolo, appunto, affrontano tutto questo, con il cipiglio di un bimbo che vuole ri-scoprire la purezza che li ha generati,la meraviglia che provano nel aver trovato una specie di
 
linguaggio segreto delle stelle”,
 
perché sanno del
 
sudore delle comete”.
 
  
E se è poesia ciò che sentiamo non siamo i soli e soprattutto non siamo soli, la poesia può essere una madre, o una stella … la più grande … la più luminosa.

 
 
dalle nostre mani….


Aldebaran è una stella appartenente alla costellazione del Toro, è la stella più luminosa della costellazione, nonché la quattordicesima stella più luminosa del cielo notturno. Distante circa 65 anni luce dalla Terra è una gigante arancione di classe spettrale, circa 500 volte più luminosa del Sole e una quarantina di volte più grande. Si tratta in realtà di una stella doppia in quanto la principale possiede una piccola compagna…

 
Il suo nome deriva dalla parola araba الدبران al-Dabarān, "l'inseguitore", in riferimento al modo in cui la stella sembra seguire l'ammasso delle Pleiadi nel loro moto notturno. Astrologicamente, Aldebaran era una stella fortunata, che portava ricchezze e onori. Era, insieme ad Antares, Regolo e Fomalhaut, una delle quattro "stelle regali" dei Persiani.

 
Aldebaran, la nostra chiave di violino in sol di poesia, e d'intarsi -e antico, ricamata. Due occhi che viaggiano senza il peso delle valigie, e al posto delle stesse l'inchiostro del cielo che ci ha trovato e unito con le parole, le nostre mani.

 
                               Paolo Amoruso             Maria Grazia Vai





giovedì 30 maggio 2013

Nel Mentre

 
 
 

Sospiri di passaggio. Queste voci
di grondaia che piovono -indossandosi
da sole- Quei viola, che assaggiandomi,
nemmeno più ascolti. Nemmeno il vento.
 
Eppure, ti avrei confuso col rumore
delle ortensie, fra le conche di un
labbro in rivolta, a ricordarmi l’edera
su cui fiorendo ciondolavi. Lentamente,
 
come l’occhio di un tramonto che
attardandosi, indugiava. Dove ancora
la tua assenza mi è radice che crescendo
scrive l’afa e il suo silenzio. E si racconta
 
nel mentre la dolcezza scompone
[e tu sei]
l’orlo sfilacciato dei miei fianchi.


  
 
Maria Grazia Vai
trentamaggioduemila13

 
 
sulle note di “Jürgen paape - pray “



 


sabato 25 maggio 2013

Di carne e cuore

 
 
 
Di carne e cuore
 
 
Di carezze profonde
ti muovi
- riempiendo l'aria –
scivolando
tra carne e cuore.
 
Morbide labbra
d'un ruvido bacio
che il tuo respiro
- mordendo –
apre
 
 
Maria Grazia Vai
marzoduemilaundici
 
 
ispirata da G. D'Annunzio – " Il Piacere "
….sulle note di “ black cherry “ di Goldfrapp