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martedì 30 settembre 2014

IL TEMPO DELLE ROSE (donne)

 
 

IL TEMPO DELLE ROSE

 


 Con labbra di vetro
è stata dipinta la vita, stasera
è piovuta la voce di maggio
dall’orizzonte subito dopo il ciarlare del fiume
-colando- non come lacrime
dalle fessure che schiudono finestre al sole.
Eppure, restiamo appese -stelle
senza più carne- cresciute come i fiori all’orizzonte strada
Neppure il vento, potrebbe
che stanco insegue come comete, parole accese
-sentirci
Di questo muto dolore, soltanto un breve ricamo di cielo
e l’omertà centenaria di qualche parola,
unica voce a pitturarci di bianco gli occhi
E tra le cosce, albe e rubini
 a disciogliersi in neve
Sanguinando pioggia e dolcezza
dentro una pozza di terra e silenzio

  

Maria Grazia Vai
30settembreduemila14

sabato 27 settembre 2014

QUELLA CASA SUL TICINO ACCANTO ALLE PERSIANE DELLE TUE STELLE


 

 
Il cielo era terso e l'aria frizzava di buono. Erano giorni che allineavo dettagli e pensieri
 
L’abito: vertiginosamente lungo -fino all'orlo dell’impossibile-  avrebbe ricoperto e sottolineato anche il più lieve dei movimenti.
 
Avevo scelto con cura anche i sandali, il profumo, lo smalto e il colore del rossetto...da lì a poche ore il disegno delle mie labbra avrebbe sfiorato le sue mani, forse la luna e le sue stelle, sicuramente - i suoi vestiti...
 
La tavola apparecchiata di tutto punto sembrava l'aiuola di un giardino francese. Piccoli grappoli di fresie e glicini bianchi stavano al centro del tavolo, mentre le scorze di una grossa arancia -sparse sul pavimento- davano quel non so che di "focolare acceso"  
Cristalli e porcellane scelti con maestria davano quel tocco in più...
 
Biscotti e caldarroste riempivano fessure e desideri
 
Tutto era pronto per accogliere la sera -come in un paniere, l’uva. C'erano il bianco, l'arancione brillante, i blu turchesi delle stelle e del fiume che scorreva lì vicino...mancava solo lui
 
E i rossi fragola -evanescenti, delle parole, sparse come coriandoli di voce, dentro le bollicine di un "Dolce Carlotta"
 
Quel sentore di marmellata, -di viole e roselline, che tinge di rubino la bocca di un sogno...
 
( to be continued…)
 

 
 
 
Maria Grazia Vai
 
... " ispirata dal colore dell’autunno
 dalla musica che filtra dalle persiane e
dai suoi occhi d’azzurro mare" ...


mercoledì 24 settembre 2014

Y SE QUEDA EL MAR

 
Y SE QUEDA EL MAR
de Maria Grazia Vai
  
A escribirte
serìa la pagina que anuncia
mi entrega
la voz que aprieta las palabras
y las trasforma
en sal
A los escollos  -lo sabes-
les gusta quedarse a pies desnudos
de pronto después el calar del horizonte
cielo,
tienen pestanas  màs largas
y nos observan de cerca
Como las grietas en el hondo del mar
que blancas -tienen,
como las rocas -
conchas de pie
Y fragmentos de huesos
-como palabras,
a oriente
Y en los tobillos,el olor del sol.
 
traducciòn :  Gilda Massari
E RESTA IL MARE (versione originale)

 

A scriverti
sarei la pagina che annuncia
la mia resa,
la voce che stringe le parole
e le trasforma
in sale
Gli scogli - lo sai -
amano stare a piedi  nudi
subito dopo il calare dell'orizzonte
cielo,
hanno ciglia più lunghe
e ci osservano da vicino
Come le crepe sul fondo del mare
che bianche -tengono,
come le rocce –
conchiglie in piedi
E frammenti di ossi
- come parole,
ad oriente
E alle caviglie, l'odore del sole
 
 
 Maria Grazia Vai


martedì 23 settembre 2014

TORNAMI

 


TORNAMI

 
In questo peregrinare d’acqua
non c’è risposta, neppure un tonfo
nemmeno un lamento nel buio
che possa riconoscermi o
chiedere lumi
 
La luce è nel fondo, si sa
Si posa sulle radici tutte le volte
che il cielo mi è infarto
e più non duole, così
l’amore e le sue pietre
stelle. Così, quando penso al colore
che ti è confine
e inevitabilmente scava
fossati su braccia malate
sterrate, strette alla bocca delle
parole nido
Io, che non ti sono mai stata voce
solo una sillaba, sdrucita
da lontano caduta
copiosa sull’uscio del tuo nome
d’inverno miele
Tu che finivi dove comincia il vento
e con un bacio
e senza avviso
tornavi seme -scarno
e col cuore reciso
piovigginando bene tra i fossi
aperti, la sabbia
e l’orizzonte mare
Senza parlare, neppure un dire
come una pozza di fango e
Amore, sobbalzando sul termine
del giorno, tra le onde -svanivi
ritorni. Vieni
 
La luce è nel fondo, si sa
Io nel mezzo -tu,
le radici.

 
 

Maria Grazia Vai
settembreduemila14

sabato 20 settembre 2014

E RESTA IL MARE


 

 

 E RESTA IL MARE

A scriverti
sarei la pagina che annuncia
la mia resa,
la voce che stinge le parole
e le trasforma
in sale

Gli scogli -lo sai-
amano stare a piedi nudi
subito dopo il calare dell’orizzonte
cielo,
hanno ciglia più lunghe
e ci osservano da vicino

Come le crepe sul fondo del mare
che bianche -tengono,
come le rocce-
conchiglie in piedi
 
E frammenti di ossi
-come parole
ad oriente
E alle caviglie, l’odore del sole.
 
 

 
 
Maria Grazia Vai

20settembreduemila14
 

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TI HO GIÁ VISTO NELLE MIE PAROLE di Smeralda Fagnani

GUARDAMI di Patrizia Stefanelli


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by Maria Grazia Vai
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domenica 14 settembre 2014

FINO A MATTINO di Maria Grazia Vai

 

 


 
 
FINO A MATTINO


A guardarmi diresti
che nelle pietre sta il mio respiro
Non come fiore
ma trasparente di neve
Ho per te solo un rumore
d’acqua a scolare
trai polsi e scavarti la bocca
che oggi, ancora temo.
Ascolta. C’è vento,
e i gelsi depongono le foglie
sopra il comò, l’alba
si veste di pane - e la mia voce
ti indossa fino al mattino -
Eppure a guardarmi
-mi chiameresti d’amore

Non per amore, ma di più. Forse
per sempre, fino a domani.
 

Maria Grazia Vai

14settembreduemila14

sabato 13 settembre 2014

E LE NUVOLE BIANCHE VANNO (videopoesia)

 
E LE NUVOLE BIANCHE, VANNO

 

 


una poesia di Maria Grazia Vai
montaggio video " ImmaginArte "  by Maria Grazia Vai
sulle note di " Nuvole Bianche " di Paolo
Fresu & Ludovico Einaudi
 
settembreduemila14



giovedì 11 settembre 2014

E LE NUVOLE BIANCHE, VANNO

 

E LE NUVOLE BIANCHE, VANNO

 



E poi la neve,
 leggero soffio di sguardo
sugli orli di seta
appuntati alle ciglia
del tuo fluttuante dire
 
Silenzio che indora la bocca
fino al calare delle parole
 
Schiumose
come è il sogno
che liquefa le stelle
e la tua ombra dipinta
sulle lentiggini del vento
 
E annega,
riemerge e poi scompare
tra la rugiada dei miei
passi maldestri
 
L'incalzante preghiera
nell'incavo
di questa notte
-che scomparendo,
t'insegue.-
 
E poi soltanto io,
e la neve che muore
sugli orli di seta
appuntati
alle ciglia
del tuo fluttuante andare.

 
 

Maria Grazia Vai
settembreduemila14

 

mercoledì 10 settembre 2014

CI CREDERESTI MAI

 

CI CREDERESTI MAI

 








Ma le nuvole, si sa
sono lacrime nel buio
silenzi spaiati sull’asfalto
spiaggiati come i sassi
giù
nel viale dei cipressi. Andati
Forse perduti tra i pioppi e il dire,
di ognuno il grano,
le stelle
o le radici. Forse bugiardi.
Quel poco di nulla
che ancora tace
e qualche luce che ancora vive
o solo, tra i fossi e la sabbia
semplicemente
canta
tra questi campi di riso e girasoli in fronte
al paese
Le nuvole, poi si sa
sono lacrime nel buio
Ieri,
promettevano pioggia.


 

mariagraziavai

domenica 7 settembre 2014

COSI'...

 

 
 Hai paura delle mie labbra
così, come del verso ferito
di questa sera che -guardandosi
allo specchio dei miei giorni
senza Luna- respira una preghiera
che non saprò mai più descrivere.
 
Così come i miei occhi,
-mai, ti slegheranno i polsi.

 
 
Maria Grazia Vai
ilsettedisettembre 2014
 
...nata così, per caso (o per Amore) ascoltando " Passalento "

 

sabato 6 settembre 2014

ABBAGLI

 




ABBAGLI
 
Piovesse il vento
potrei lubrificare l’alba
con occhi di ricordi
e nuvole di sogni al limite del suo calar di luce
Ma questo cielo
di rabbia e fango
non ha risposte e chiede lumi
Dimentica la terra e il mio respiro
e prigioniero
torna alla foce tamburellando Amore
Spezza il crepuscolo
come fossi di lacrima la tregua
sui vetri marmorei di un prato
che non ha più braccia, riflessi -né
voce
 
 
Maria Grazia Vai
6settembreduemila14

" a Mojito, con tutto l'Amore che posso..."