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domenica 7 dicembre 2014

DOVE S’AFFACCIA IL CIELO


DOVE S’AFFACCIA IL CIELO

Un lento vociare, silenzioso
sarà l’unico sguardo con cui misureremo il sole,
l’argento delle spighe dentro un abbraccio
il canto dei nidi tra le pieghe del vestito
così che nel mio ventre
e in tutte le tue strade
sarai l’unica scusa per lanciare in aria un fiore
Ho pensieri che sanno di vento
e nuvole che nel migrare rattoppano questo dissesto
di tenerezza e pioggia che m’hai lasciato
Ho labbra che riconoscono il pianto
e alla sua vista depongono l’ultimo volo
Braccia che raccontano il mare e la neve
mentre l’erba della tristezza
-sotto vento, rimane ferma.
E’ un lento vociare, il silenzio delle tue mani
dentro la testa
lontano dalla mia vista
troppo vicino alle piume della mia quiete
che ancora non ti conosce
ma che t’insegue -come lumaca d’inverno, la scia

Lì dove s’affaccia il cielo, e tu sei la tela che mi rammenda gli occhi
e la voce.



Maria Grazia Vai, settedicembreduemila14

“Un giorno, sarò l'argento delle loro spighe...
così come loro, l'oro dei miei giorni"

A Giacomina e Renato, le mie
radici lanciate in aria, nel cielo

( a mia madre, ricordando mio padre )







1 commento:

  1. SDRAIATO SULL'ERBA...un lieve vento alle tempie, tiepido il sole...e le tue "piume" sfiorano il cuore...GRAZIE A TE !

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